Una nuova prospettiva si apre all’orizzonte, quella di un ritorno alle porte chiuse, con la possibilità però adesso di scongiurarle.
Il sottosegretario alla Salute, ha aggiunto al quadro una nuova possibilità: porte chiuse nel caso di settori degli stadio in cui il pubblico non indossa la mascherina. Una misura di difficile praticabilità, ma che pone il problema di un innalzamento dei controlli in un momento in cui l’Italia sta tornando a indossare la mascherina all’aperto. Non è ancora chiaro comunque quale sarà l’estensione temporale delle misure decisa nella cabina di regia, si parla del 15 gennaio. Un tempo necessario per cogliere almeno qualche frutto delle nuove disposizioni. Di certo, la scommessa è sempre la stessa, e naturalmente non riguarda solo lo sport: rialzare il muro contro la diffusione del virus covid.
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Ca se ognunu face de capu sua é normale ca chiudene li stadi. Poi i giocatori se contagiane perché non stanno queti nu secondu! È difficile lo so, ma quelli che fanno questi sport da contatto, siccome controllati costantemente con tamponi, magari e dico magari, si sentono liberi di trascorrere una vita mondana più virtuosa rispetto ad altri! Se si vuole giocare le partite col pubblico bisogna limitare ste cose!
Concordo, infatti non tutti i club di B sono affetti da COVID, quindi significa che indifferentemente dalle città, i club con minor stranieri hanno sicuramente un numero minore di casi perché viaggiano meno così come può essere che i calciatori non vengano controllati a sufficienza!