Gennaro Delvecchio, ex centrocampista, è un dirigente della nuova leva che cerca di fare calcio con sostenibilità. In attesa di una nuova opportunità, Delvecchio ha raccontato il movimento pugliese. Nella sua esperienza da dirigente, dopo Melfi e Barletta in Lega Pro, ci sono stati i ruoli a Bari prima e Lecce poi da responsabile del settore giovanile. Infine, gli incarichi a Verona (con Sean Sogliano) e in B a Cosenza.
Soddisfazioni
Delvecchio parla già del 17enne Cristian Lupo, campione d’Europa Under 17 e ora in ritiro con la prima squadra del Lecce, come una delle sue soddisfazioni: “Chi sono? Lupo, Monterisi, Felici e altri giovani che giocano in C. Vederli tra i pro è una soddisfazione. Come si riconosce il talento? Guardare è facile, bisogna intravedere. Lupo era timido ma faceva parate che poche volte si vedevano alla sua età. Lo volli a tutti i costi, coinvolsi la famiglia e spiegai che a Lecce c’era un progetto serio. All’inizio soffriva la lontananza da casa, ma i genitori e la società lo accompagnarono”.
Lupo ha portato l’Italia di Franceschini in finale parando dei rigori importantissimi nella semifinale. Da qui nasce una similitudine con il cammino nella Nazionale Italiana a Euro 2000: “Chi mi ricorda? Le sue parate sui rigori mi ricordano quelle di Toldo agli Europei. Lupo ha grande potenziale: se il Lecce continuerà a investire su di lui, potrà arrivare in una squadra importante”.
Lecce e rivalità col Bari
I giallorossi fanno calcio sostenibile. Delvecchio spiega: “Si lavora bene sul mercato estero, valorizza i calciatori e realizza plusvalenze. A queste entrate aggiungi contributi della lega, botteghino, merchandising. È una società sostenibile”.
Delvecchio è apprezzato sia a Lecce sia a Bari: “Grazie al mio comportamento, attaccamento alla maglia e il rispetto. Non è semplice essere benvoluti da due tifoserie rivali. Analogie tra Bari e Lecce? Non ne vedo, al Sud il calcio rappresenta tessuto sociale e la passione viene tramandata di padre in figlio. Per me è stato fantastico giocare in entrambe le città”. E infine: “Mi auguro che tra i pro tornino Brindisi e Taranto: più club significano più opportunità per i giovani”.
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Genny mio… giusto per dirne uno… ce c’entra Toldu moi…