Fabio Liverani analizza il campionato del Lecce. L’allenatore, in giallorosso dalla Serie C alla Serie A, salvo poi retrocedere nell’estate 2020, commenta il cammino della squadra salentina.
Continuità
«Sei lunghezze conquistate in cinque giornate, per una squadra come il Lecce che ha l’obiettivo di conquistare la permanenza in massima serie, sono da considerare un buon bottino. Confermando la media di un punto a partita, infatti, la salvezza sarebbe assicurata. Di contro, stando alle prestazioni sin qui sfoderate dal complesso salentino e come si evince anche dalle dichiarazioni post gara di mister Di Francesco, penso che la formazione giallorossa debba ancora trovare la quadra ottimale, quel “vestito su misura” in grado di dare garanzie per quel che riguarda la solidità dell’impianto di gioco ed una buona continuità di rendimento dal punto di vista delle prestazioni, onde evitare che si registrino eccessive oscillazioni tra un match e l’altro ed all’interno della medesima partita».
Gli attaccanti
«Assicurarsi punte capaci di segnare è complicatissimo, tanto più se bisogna spendere cifre contenute. Penso che Geubbels sia un buon attaccante e che anche Stulic abbia qualità. Il problema del serbo è che le difficoltà a fare centro incontrate nel 2025/2026 lo stiano condizionando mentalmente. Sono certo che Di Francesco provi ad aiutarlo in tutti i modi, ma il resto lo dovrà fare lui, scrollandosi di dosso tutto ciò che gli impedisce di dare il meglio del proprio repertorio».
Intervista su La Gazzetta del Mezzogiorno.








