Tiago Gabriel: “Non mi aspettavo un’ascesa così veloce. Importante la mia famiglia”

Il portoghese ha raccontato vari aspetti della sua vita nel Lecce nell’intervista realizzata da Matteo Pierelli

Tiago Gabriel parla alla Gazzetta dello Sport e ripercorre i passi della sua carriera fino all’arrivo nel Lecce

Gioventù e modelli

Il difensore è nato in Francia, a Montauban, e poi si è trasferito in Portogallo: “Sì, mio padre è francese e mia madre portoghese – racconta Tiago-. Loro si sono divisi e io e mia sorella, quando ancora eravamo piccoli, abbiamo seguito la mamma. Da quando avevo quattro anni e mezzo avevo in testa il calcio. Non provengo da una famiglia di sportivi, ma da bambino avevo sempre il pallone in mano: evidentemente era destino. Sono cresciuto con Cristiano Ronaldo come modello, volevo essere come lui, lo imitavo in ogni suo movimento. Tanto è vero che ho cominciato come esterno offensivo. Poi mi hanno arretrato a terzino destro e in seguito, siccome sono molto alto, sono finito a fare il centrale di difesa”.

E sui giocatori preferiti, ovviamente si parte dalla leggenda portoghese: “CR7 come ho detto è sempre stato un idolo: mi piace la sua mentalità, la voglia di migliorarsi sempre. Come difensore adoro Virgil van Dijk, per classe e leadership: per me è il miglior difensore di questo millennio”

Padre

Il 21enne parla dei suoi due figli e della vita quotidiana: “Molto importante, quando non gioco e non mi alleno adoro stare con la mia famiglia. Nel tempo libero amo anche fare passeggiate in centro città a Lecce, dove abito. Posto preferito? Spesso con la famiglia andiamo a Porto Cesareo. Il mare del Salento è meglio di quello portoghese, nel nostro paese l’acqua è molto fredda…”

Crescita

Tiago Gabriel è cresciuto velocemente nell’Estrela Amadora. Dopo sei mesi da titolare seguiti alla partenza, per Lecce, di Gaspar, è arrivata la chiamata dalla Serie A. Il marcatore continua: “Onestamente non mi aspettavo una risalita così veloce, due anni fa ho debuttato da professionista nell’Estrela Amadora e poco prima giocavo in quinta serie. Poi è arrivata la chiamata del Lecce, mi hanno voluto Pantaleo Corvino e Stefano Trinchera e ho detto subito sì: non conoscevo la città, ma sapevo che la squadra giocava in Serie A e che per me sarebbe stata una grande opportunità. Poi ho guardato le foto della città dove sarei andato e mi sono ancora di più convinto della scelta”. 

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