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Dal primo doppio salto in A al derby di Bari: Semeraro, la storia di un’era

L’imprenditore leccese spirato in mattinata è stato presidente per sole quattro stagione, ma patron giallorosso per quasi un ventennio.

Con il decesso di Giovanni Semeraro se ne va un pezzo importante di storia del Lecce. Il suo patronato si è infatti esteso per ben 17 anni dal 1994 al 2011, in cui con alterne fortune ha comunque pressoché sempre mantenuto il club salentino ai vertici del calcio italiano.

L’era dell’ex banchiere partì, come detto ben 25 anni fa, quando divenne di fatto erede di Franco Jurlano al netto di un breve periodo di transizione con Bizzarro al timone. L’approccio con un ambito, quello calcistico, in cui era di fatto esordiente non fu dei migliori, nonostante l’iniziale affiancamento di uomini di campo. La neo insediata proprietà non riuscì ad evitare la retrocessione in C, che divenne realtà pochi mesi dopo la nomina di Mario Moroni come presidente.

Quella terza serie fu tuttavia l’inizio di una risalita partita proprio con una doppia promozione dalla C1 alla A. A quel punto il Lecce, la cui dirigenza faceva esperienza e si consolidava nel calcio dei big, era pronto a vivere uno dei momenti più belli e celebri della sua storia. Che coincise con la presidenza del figlio Quirico.

Dal 2002 al 2006, infatti, un’indimenticabile promozione in A e le due salvezze con Rossi e Zeman: imprese spettacolari che rimarranno per sempre nel cuore dei tifosi. Con la retrocessione in B, la presidenza passò in mano proprio di Giovanni, che da numero 1 festeggiò dunque due promozioni in 4 anni.

L’era Semeraro, passata dall’acme dell’entusiasmo dei tifosi tradottosi nell’acquisto in massa del marchio Salento12 a una sorta di contestazione/disaffezione con tanto di stadio sempre semi-deserto, era in fase calante. E il baratro arrivò di lì a breve: nel 2010/2011 la salvezza e lo scandalo della tentata combine nel derby di Bari con protagonista il neo presidente Pierandrea Semeraro.

Il punto più basso di un’epopea che terminò pochi mesi dopo. Il 23 maggio 2011 Giovanni comunicò infatti il totale disimpegno della sua famiglia dall’Us Lecce. Finirono così 17 anni di storia giallorossa: momenti indimenticabili nel bene e nel male ma che, indiscutibilmente, rappresentano pagine indelebili per il calcio leccese.

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