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Le pagelle del Lecce: Majer, Rossettini e Calderoni trasparenti. Saponara regala giocate illusorie

Lecce-Atalanta, le pagelle giallorosse: difesa da subito in grande difficoltà soprattutto per propri demeriti. Davanti diverse occasioni create, ma anche tanta imprecisione.

Gabriel 5,5 – Sicuramente il meno colpevole della retroguardia per la goleada subita. Anzi, evita passivi peggiori con almeno tre parate importanti. Mezzo voto in meno per il centro di Malinovskyi, l’unico sul quale ha più di qualche responsabilità

Donati 5,5 – L’inizio è un incubo culminato con la goffa autorete che lancia i bergamaschi. Si rifà subito, prendendo le misure a Gosens e realizzando il gran gol dell’illusorio 2-2. Nello spaventoso secondo tempo della difesa giallorossa è l’unico a non soffrire, con l’Atalanta che punge sempre centralmente o dalla fascia

Lucioni 5 – Zapata è un mostro, e tenerlo è un’impresa per pochi. Per quasi un’ora di gioco lui ci riesce con grande ardore agonistico, producendosi anche in diverse insidiose proiezioni offensive che fanno sobbalzare il Via del Mare. Poi si scioglie negli attacchi frontali degli avversari, che vanno sul velluto

Rossettini 4 – Ricorderà per parecchio tempo questo pomeriggio, in cui l’attacco dell’Atalanta lo ha annientato con una facilità impressionante. Sbaglia tutto lo sbagliabile, facendosi mordere in testa da Zapata e non chiudendo uno degli inserimenti nerazzurri della ripresa. Trasparente

Calderoni 4,5 – A proposito di ectoplasmi, lui batte tutti indovinando due chiusure su Hateboer in 90 minuti di dominio assoluto dell’olandese. Inizialmente soffre, balbetta ma resiste. Poi è semplicemente in assoluta balia dell’avversario, al quale non riesce ad opporre una minima reazione, alzando presto bandiera bianca

Majer 4,5 – Impreciso, pasticcione e molle nella partita meno indicata per esserlo. Lento come se non vi fossero avversari di fronte, ad ogni palla stoppata corrisponde una palla persa, inspiegabilmente attendista di fronte allo sfrenato pressing avversario. Sostituito dopo non aver fatto praticamente nulla

dal 64′ Tachtsidis 6 – Ordine e qualche verticalizzazione in più nel finale di gara. Sfrutta il calo dei ritmi nel match e sfiora il gol

Deiola 5,5 – Poca o zero regia, tantissima lotta in mezzo al campo. Se nel primo tempo l’Atalanta è quasi contenuta è soprattutto merito suo e del suo lavoro da schermo che fa per due, vista l’evanescenza totale di Majer. Nella ripresa pasticcia parecchio, non riuscendo ad essere adeguatamente presente nelle offensive centrali dell’undici di Gasperini

Barak 5,5 – Ancora una volta tra i migliori del centrocampo giallorosso, ma non basta. Il centrocampo atalantino vola, e lui riesce solo ad arginare la furia di Pasalic. Da una sua accelerazione nasce il gol del momentaneo pari, poi tanta corsa a ritroso e soprattutto incapacità di arginare la furia ospite

Mancosu 5,5 – Spaesato nel centro-destra, il capitano giallorosso dà vita, assieme a Majer, di un asse a dir poco abulico che non crea grattacapi all’Atalanta. Rispetto allo sloveno sbaglia molto meno, lotta e corre di più. Ha soprattutto il merito di sventagliare per Saponara, che riapre il match

dal 64′ Shakhov 5,5 – Movimento e passaggi quasi tutti riusciti in una mezz’ora finale più adatta ai suoi standard di ritmo. In cui, comunque, si dimostra ancora una volta troppo leggerino

Saponara 6,5 – Unico sufficiente tra i titolari, perché dai suoi piedi si accendono le flebili speranze giallorosse di giornata. Disegna di destro un arcobaleno che riapre il match, e poco dopo regala a Donati l’assist per il pareggio. Poi non può più nulla e, come i compagni, è costretto ad arrendersi

Lapadula 5 – La sua lotta uno contro tutti è ormai biblica, visto che da tempo è l’unica punta di Liverani. La sua partita è fatta di pressing voglioso, solitario e disordinato, in cui ne fa due giuste, tra cui la sponda che propizia l’1-2, e tutte le altre sbagliate. Davvero troppo impreciso, e il Lecce non sale quasi mai

All. Liverani 5 – Ok le assenze, ok i due gol fatti e metà gara di speranza, ok l’attacco tra i più forti d’Europa che aveva di fronte. Prenderne 7 in casa è però storico per il Lecce, che ha lasciato più di un’impressione di non aver potuto opporre resistenza in alcun modo in un secondo tempo da Serie C. Almeno provi a registrare una difesa da encefalogramma piatto

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