Il presidente giallorosso è intervenuto durante Maracanà, trasmissione radio di Tmw. Ci sono il commento a caldo sulle dichiarazioni del presidente CONI Gianni Malagò e le sensazioni personali sul futuro della Serie A.
SULLE DICHIARAZIONI DI MALAGO’ (LEGGI QUI) “Ogni giorno si aggiunge un piccolo tassello verso la ripartenza. Non è facile pianificare tutto, ma oggi abbiamo una data finalmente. E’ evidente che lo snodo principale è il protocollo. E’ chiaro che si partirà con un ritiro, con un positivo che sarà valutato con parametri più prudenti, con la quarantena per l’intera squadra. Se tale prescrizione dovesse rimanere tale, l’obbligo di quarantena crea un punto interrogativo sulla conclusione regolare di questo campionato. Non ci sarebbero infatti opportunità di recuperi. Se si fa una scelta come quella tedesca, con un positivo valutato come un infortunato, è chiaro che le prospettive di finire un torneo sono più realistiche. Far rimanere la regola della quarantena, farebbe nascere anche il prossimo torneo con una grande incertezza“.
QUESTIONI IRRISOLTE. “Il nodo da sciogliere è questo della quarantena. Anche Gravina, in una comunicazione al presidente Conte, ha detto che si partirà con i ritiri e con questa formula, ma si auspica l’allargamento delle maglie. Poi ci sono anche altri nodi, come quello dei contratti. Nessuno sa cosa accadrà con quelli che scadono il 30 giugno. Va risolta la situazione prima della ripresa del campionato, c’è il rischio che le rose vengano stravolte. Dire ripartiamo, facciamo 2-3 partite e poi fermiamo tutto, vuol dire bloccare una macchina organizzativa grossa. Si devono avere scenari più chiari. E nel caso di blocco totale, si devono già decidere ora i vari scenari possibili”.
PASSI VERSO LA RIPARTENZA. “Credo che sia impensabile una sorta di ritiro permanente. Il nodo è proprio questo. In attesa di un vaccino, dobbiamo prendere una strada o più coraggiosa o più prudente. Le mie sensazioni? Ho sempre gestito il club con grande attenzione. Ho una gestione in equilibrio. Sia che si giochi, sia che non si giochi, sono scenari complicati ma che non mi creano danni irreversibili. Vivo questo periodo con attesa e senso di responsabilità. Noi presidenti di A chiederemo l’intervento del premier Conte? Credo di sì. Per fare questo ultimo passaggio verso una ripartenza vera, c’è bisogno di questo ultimo step”.








