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Barak: “A Lecce trattato come un leccese, quanta passione! Ma non sarei rimasto, perché Sticchi mi confidò…”

Il neo centrocampista del Verona ha parlato, tra le altre cose, anche del suo passato giallorosso nell’intervista concessa alla rivista ceca Gól.

NUOVI E VECCHI TIFOSI. I tifosi del Verona sono fantastici, questa è una grande piazza che vive di calcio: è abbastanza raro che una squadra del Nord Italia abbia una mentalità più meridionale. L’Hellas poi ha vinto uno scudetto e la gente ne è giustamente orgogliosa. Certo, sotto l’aspetto della passione del tifo, dell’atmosfera, della città Lecce sa dare ancora di più. Ma la piazza veneta è comunque più calorosa di quella di Udine“.

ESPERIENZA GIALLOROSSA. “Considero il prestito a Lecce come un passaggio perfetto per la mia carriera. Avevo un bel ruolo nella squadra, un allenatore fantastico con cui sono ancora in contatto. Voleva portarmi con lui a Parma in estate, ma il club non aveva i fondi per acquistarmi. Mi ha insegnato molto Liverani, come la gente nel club giallorosso. A Lecce ero davvero felice, è una bella città che si trova nella regione forse più bella d’Italia. Fa sempre caldo, c’è un bellissimo mare. Un ottimo luogo in cui vivere per tutta la vita. Ho avuto un gran bel rapporto con i tifosi, mi hanno trattato come uno di loro. Non mi pento affatto di aver scelto il Lecce“.

IMPOSSIBILE RESTARE A LECCE. “Dopo la retrocessione, non ho neppure valutato di restare al Via del Mare, ho i miei obiettivi di carriera. Voglio continuare a migliore cercando club che volevano e potevano migliorarsi. I miei obiettivi sono i più alti possibili, e restare a Lecce sarebbe stato un passo indietro anche per me, non aveva senso restare. Non sarei rimasto nemmeno in caso di salvezza. Il presidente Sticchi, ragazzo eccezionale con cui sono ancora in contatto, mi disse che anche in caso di salvezza non avrebbero potuto costruire un collettivo più attrezzato, che avrebbero ancora giocato per lottare fino all’ultimo per la permanenza. Ma eravamo rimasti comunque d’accordo per vederci, che in estate sarei tornato nel Salento in vacanza“.

L’HELLAS. Ho scelto Verona per il progetto, ma anche perché l’Hellas può essere un grande passo per la mia crescita e per la mia carriera. La Società poi mi ha voluto fortemente, tanto che potrei diventare il giocatore più costoso della storia del club: l’importo totale per il mio trasferimento si aggira infatti attorno agli undici milioni di euro, e questo mi responsabilizza tanto. Voglio essere un elemento importante di questa rosa, un leader dentro e fuori dal campo. Queste esperienza mi permetterà di capire quanto sono forte sotto l’aspetto caratteriale”.

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