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Vicenza, Brocchi: “Difficile essere felici e spensierati. Puniti da errori banali”

L’allenatore del Vicenza ha concesso un’intervista a Pianeta Serie B nella settimana che porterà alla partita contro il Lecce.

SPERANZA. “Le corde che portano a continuare a credere nel lavoro che si sta facendo, che in questo momento non ci sta portando tanti punti ma, al contempo, sta generando buonissime prestazioni, dato che creiamo tante occasioni. I risultati arrivano proprio attraverso le prestazioni e, nel nostro caso, stiamo ricevendo risposte positive sia sul lato caratteriale che tecnico-tattico. Veniamo puniti al primo errore e fatichiamo a fare gol nonostante, come dicevo, la produzione offensiva comunque corposa”.

RITROVARE LA GIOIA. “È la cosa più difficile, perché logicamente i ragazzi, così come noi tutti, guardiamo la posizione in classifica, ergo è difficile essere felici e spensierati in un momento come questo. È altrettanto vero che questa mancanza di tranquillità comporta errori che non commetteremmo con diverse situazioni di classifica. Le prestazioni, in condizioni differenti, aumenterebbero ulteriormente il livello di gradevolezza. Dal mio punto di vista il problema del Vicenza, ora come ora, non è tecnico-tattico né agonistico, perché i ragazzi sanno cosa fare: quello che manca è proprio questa tranquillità di cui stiamo parlando, che rende difficile anche un gesto normale”.

SQUADRA D’ATTACCO. “Questa è la base ed è un punto su cui continuare a battere e lavorare. Sarei molto più preoccupato se la mia squadra non creasse occasioni o fosse passiva, mentre abbiamo percentuali positive sia nelle occasioni create che in quelle subite. Il lavoro che stanno facendo i ragazzi è dunque importante, ma in questo momento, ribadisco, la classifica genera un peso importante da portare, che comporta un appannamento in determinate situazioni, dove si ha meno tranquillità e il pallone pesa maggiormente. In queste circostanze le tante occasioni che creiamo non si tramutano in gol e le poche che subiamo invece causano una rete subita. Detto ciò, questi dati devono essere letti e compresi, facendoci ulteriormente capire come la strada sia quella giusta”.

POCHI TIRI CONVERTITI IN GOL. “Dico sempre che gli allenatori hanno il compito di portare le squadre in area di rigore, dove diventa fondamentale l’abilità del singolo. Nel momento in cui il pallone arriva in quella zona è il calciatore a risolvere la situazione. In questo momento creiamo tanto ma siamo poco incisivi, è sicuramente un tratto negativo. Essere cinici vorrebbe dire creare un’occasione e fare gol, mentre nel nostro caso ne creiamo tante e fatichiamo a buttarla dentro, quindi la questione non è probabilmente questa: a mio avviso non sarebbe un attaccante a risolvere il problema, ma il discorso è un po’ più ampio”.

PROBLEMA DIFESA. “Ritengo che il discorso sia lo stesso della fase realizzativa. Se concedessimo tanto, allora sarebbe normale subire gol prima o poi, mentre questo dato testimonia come la squadra sia spesso punita alla prima occasione, oppure qualche volta si faccia gol da sola, magari con un errore banale che porta poi a compromettere la partita nella sua totalità, perché logicamente è più difficile giocare quando sei in svantaggio. È comunque confortante vedere il buon lavoro della difesa, ma bisogna limare il più possibile questi piccoli errori, che spesso sono stati di un singolo e non del reparto”.

FIDUCIA DA PARTE DELLA SOCIETA’. “Penso che il fatto di aver ribadito la fiducia sia stato un discorso da rivolgere all’esterno, perché con la società ho un rapporto molto diretto. Lavoriamo insieme, siamo a stretto contatto tutti i giorni e siamo consapevoli dei campi di miglioramento della squadra. Stiamo operando per fare in modo che tutto questo prenda una direzione migliore: hanno la possibilità di vedere quello che faccio e come alleno la squadra. Aver confermato la fiducia con questa situazione di classifica è un attestato che fortifica la consapevolezza che il lavoro fatto ora dia una prospettiva, perché in questa posizione la società avrebbe già esonerato l’allenatore se avesse avuto dei dubbi”.

LE TROPPE CRITICHE. “In generale, questo è un problema della società di oggi, non riguarda solo me o il mondo del calcio. Purtroppo il mondo è diventato social e anche i più giovani, che ai miei tempi davano del lei alle persone più grandi, oggi si permettono di dire cose allucinanti, oltrepassando i limiti del rispetto. La questione è che determinate invettive arrivano dai più grandi, quindi come si può educare un giovane a criticare in maniera costruttiva invece di essere offensivo ai massimi livelli? I social purtroppo hanno dato troppa forza, permettono di nascondersi, alle volte anche chi scrive pensa a raccogliere certi tipi di commenti perché fanno più notizia, non dando invece spazio a chi la pensa diversamente. Le critiche vanno sempre accettate, mentre le offese personali non sono corrette”.

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