La pioggia di fischi che ha accompagnato l’uscita dal campo del Lecce al termine della partita contro la Sampdoria, gara in cui i giallorossi hanno tirato in porta 30 volte senza riuscire a raddoppiare il gol di Ceesay, ha scaldato l’ambiente
Dopo gli striscioni apparsi in città in settimana e una partita così beffarda, di quelle che ti fanno tirare pugni al seggiolino, i fischi e le contestazioni a fine gara erano prevedibili. Amaramente. Da una parte, la paura di perdere un obiettivo ampiamente alla portata è forte, e se gli abbracci collettivi non sono bastati, ci sta pensare che forse sarebbero serviti altri metodi per dare uno scossone. Ai posteri (facile parlare dopo, si sa) una contestazione così avrebbe avuto più senso dopo prestazioni come Empoli e non dopo la seconda partita consecutiva dove il Lecce ha dimostrato di essere vivo, di produrre. Al di là dei 30 tiri, la squadra ha tirato fuori gli attributi in campo, ma non è bastato per vincere. Nella storia recente è successo in Serie C, quando sembrava impossibile lasciare l’inferno, e anche nelle ultime due promozioni dalla B alla A.
Dall’altra parte, il filotto di risultati positivi poteva indurre gli ottimisti a un cammino diverso rispetto ad altre annate con il Lecce in Serie A, ma, vuoi per inesperienza, vuoi per troppi elogi di calciatori giovani e alle prime esperienze nel calcio che conta, non è stato così. Anche se Baroni presagiva un probabile calo nei momenti delle copertine, non è più tempo per guardare indietro. Incassati i fischi e le contestazioni e sbollito lo sfogo odierno, società, squadra e tifoseria devono trovare la voglia e la forza di correre con la massima compattezza nel finale. Per i giudizi, gli errori di valutazione e i processi ci sarà tempo. Come domani sarà il momento per valutazioni tecniche sulla gara. Sarà una frase fatta, ma solo remando insieme nella stessa direzione la nave va in porto. I successi della storia recente, paradossalmente, sono nati dopo un calo.
La paura ci sta, in Serie A non bastano grinta, attributi e temperamento, qualità che il Lecce sembra avere oltre a un volenteroso gioco offensivo e una difesa ordinata. In A serve metterla dentro e vincere. Frase fatta numero due: ci sono stadi e ambienti che spingono il pallone dentro. Nel calcio, nelle relazioni, nella vita, vince chi fa viaggiare sempre insieme le due dimensioni. Cuore e ragione, mano fredda e cuore caldo, razionalità e passione. Il Lecce e il suo popolo hanno bisogno di questo per tornare a sorridere meritatamente anche nella massima serie, dove la salvezza sul campo manca dal 2011/2012. Guai però a sfaldarsi, da tutte le parti, e a guardarsi troppo attorno. Il Lecce deve combattere solo contro sé stesso, pensare positivo e riprendersi quel sostegno caldissimo che lo ha sempre contraddistinto.









Uniti e basta….. Siamo ancora salvi…. United…… Pensasse a cantare la Nord…. Che non si sente una min……si canta fino alla morte..
Ora più che mai la squadra ha bisogno di noi.. spronarli a tirar fuori gli attributi va benissimo.. continueremo a tifare fino all’ ultimo minuto. La storia ci insegna che siamo noi il 12 in campo. Forza ragazzi forza Salento forza Lecce!!!
Purtroppo la frittata è fatta ,squadre come spezia e Verona verranno qui con il coltello tra i denti e per noi che non segnamo neanche a porta vuota sarà durissima .ringraziamo la società per il bomber e il centrocampista di qualità che ci hanno regalato a gennaio.
Disse il mago otelma
Società che continua a non dare spiegazioni di una gestione tecnica assai discutibile, soprattutto nella lettura delle partite. Stankovic i cambi li ha fatti all’inizio del secondo tempo, il nostro al 91°. Come puoi pensare di poter cambiare le sorti in 2 minuti? Ma se non fanno in tempo neanche a riscaldarsi….
Ecco un altro baravo allenatore….
Che ha detto che non è chiaro?
Contestazione figlia di una società che si dimostra immobile per l’ennesima volta di fronte ai problemi seri
!
ah dimenticavo…qualcuno spieghi al baronetto che i cambi fatti all’88° minuto non solo non servono a niente, ma avvantaggiano la squadra avversaria che così perde tempo…un genio proprio!
e la chiamate contestazione???
primo é arrivata con molto ritardo( dopo sei sconfitte consecutive) secondo se quella é una contestazione io sono il Papa! qualche “tirate fuori le palle” e subito dopo…ad inneggiare la squadra per tutta la partita…se li contesti la stessa deve essere dura, tipo il mitico “andate a lavorare”…infatti nel scondo tempo la squadra non é scesa nemmeno in campo riuscendo a farsi raggiungere pure dall’ultima in classifica!!!resuscitiamo pure i cadaveri!
del lecce salvo solo ( ma parlo dell’intero campionato ) Umtiti ( altro livello) Falcone, Baschi, Hjulmand. la curva inesitente sia nel tifo sia nella contestazione! alla fine della partita tutto il resto dello stadio li ha fischiati e credo che molti non rinnoveranno il prossimo anno…al dilà dello spettacolo mediocre lo stadio é uno dei più vetusti e scomodi d’Italia!
p.s. se uno va alla Scala e vede uno spettacolo modesto ( accade molto raramente) fischia e se ne va….qui che lo spettacolo invece latita spesso e i risultati ancora di più non si contesta…se non blandamente!
Bravo esatto!
La misura è colma BARONI va ESONERATO SUBITO
ZODIACO HAI RUTTU LA BEAMATA M I N CH I A…E’ tutta la stagione che spari contro il Lecce. Sei l’unico insieme ai soliti 4/5 che godete quando il Lecce perde.
Dì nome e cognome che ti vengo a trovare sai
E mettiamo te come allenatore.
Vado sempre alla Nord e tifo ogni domenica ma ieri la contestazione non aveva nessun senso. la squadra è questa(con enormi limiti tecnici) ma almeno è da due partite che gioca al massimo.Secondo me alcuni capi ultras non vedevano l’ora di contestare Corvino e società.
Ci sono 8 battaglie e si sta uniti fino alla fine dopo si faranno i conti!!FORZA LECCE SEMPRE
La squadra è questa…ha tittu nienzi! Come dire che le scelte fatte in estate non hanno funzionato. Quindi degli errori sono stati fatti. È un reato dirlo???
Grazie per l’ottimo articolo scritto dove io sono pienamente d’accordo sulle prestazioni scialbe viste contro Empoli, Sassuolo ed Inter. Nelle ultime due gare si è rivisto per lunghi tratti il Lecce devastante di questo campionato. Tutti in questo portale sono pronti ad additare come causa dei problemi Baroni, Corvino, società ecc senza focalizzarsi bene su gli interpreti che scendono in campo. Anche ieri Baroni utilizzando Oudine come terzo trequartista ha cercato di modificare il suo modulo, cosa che nei giorni nostri non fa’nessun mister. Corvino ha allestito una squadra praticamente senza portafoglio, mentre la società deve continuare a spendere fondi importanti per migliorare uno stadio COMUNALE ormai ai limiti della decenza. Secondo me il male che sta soffrendo il Lecce sta nei procuratori che, in virtù del grande filotto che aveva incanalato il LECCE, cominciavano già a battere cassa ed a proporre i propri assistiti a destra ed a manca facendoli passare per dei fenomeni e di fatto destabilizzando l’ambiente. Grazie mille avvoltoi.