Rafia, artista del pallone che ha fatto gioire Zeman e Benzema. A Lecce per affermarsi dopo tanta “scuola”

Il tunisino (già 19 gettoni in Nazionale a 24 anni) ha giocato soprattutto con le seconde squadre di Lione e Juve. Quest’anno, poi, il salto di qualità con il Boemo che gli ha consegnato il pass della A

Le sue giocate in una seconda parte di stagione mostruosa non sono passate inosservato, così il doppio salto dalla C alla A è stato quasi conseguenza naturale per il neo centrocampista del Lecce Hamza Rafia. I giallorossi hanno sbaragliato la concorrenza e si sono assicurati il diamante ancora grezzo (che ha già raggiunto i compagni a Folgaria dopo aver sostenuto le visite mediche a Verona), ma su cui ci si più lavorare certamente tanto. Ed un maestro in questo come Zdenek Zeman ne ha dato dimostrazione.

La storia di Hamza Rafia parte dall’altopiano del Jugurtha, ai confini con l’Algeria, ed in particolare da Kalaat Senan, il paesotto tunisino di poco più di 8mila abitanti che dà i natali al neo giallorosso il 2 aprile del 1999. Terra che assaporerà pochissimo, perché ad inizio anni duemila la sua famiglia è già a Lione, dove cresce da subito con il sogno di diventare calciatore. Così a sei anni entra nella prima scuola calcio, lo locale Bron Terraillon, fucina di talenti locali in cui ha mosso i primi passi anche un fenomeno come Karim Benzema, che con la famiglia di Rafia condivide anche la strada della propria abitazione. Come molti dei giovani talenti lionesi, nel 2009 è di passaggio al Bron Grand Lyon e, dopo appena una stagione, inizia la sua lunga trafila in uno dei club e dei settori giovanili più importanti di Francia, l’Olympique Lyonnaise.

Mentre l’idolo Benzema (di cui vestirà anche a luglio il numero di maglia, il 19) esplode nell’OL e poi si conferma al Real, il piccolo Rafia inizia a formarsi in vista del lancio in un campionato con i “grandi”, che avviene nel 2015/16 anche se solo con la squadra 2 del Lione, militante in quinta serie nazionale. Dopo solo otto gettoni tra i sedici ed i diciotto anni, finalmente nel 2018/19 arriva un impiego più continuo nello Championnat National 3, dove inizia a mostrare le sue doti fino ai 5 gol in 18 presenze sommati.

A quel punto l’esordio tra i big, in Ligue 1, sembra alle porte. Le stesse alle quali però, nell’estate 2019, bussa la Juventus, che nel franco-tunisino ha visto prospettive importanti e che decide di investire circa mezzo milione per portarlo a Torino. Rafia accetta senza indugi di approdare in Italia, dicendosi voglioso di provare un nuovo tipo di calcio dopo quello (molto fisico e meno tecnico) vissuto in Francia, nonché di cercare aria nuova dopo ben 10 anni nelle giovanili del suo Lione.

I bianconeri hanno progetti seri per lui e per i tanti giovani in rampa di lancio, tanto da essere i primi a puntare su una seconda squadra in Italia. C’è l’Under 23 di cui Rafia rappresenta subito uno dei punti cardine, sotto la guida di un Andrea Pirlo che punta molto sulla fantasia. E di certo è uno che se ne intende. Così dopo un periodo di ambientamento il classe 1999 si mette subito in mostra, contribuendo al raggiungimento dei playoff dei suoi e, soprattutto, della vittoria della Coppa Italia di Serie C (nella competizione 7 gettoni e ben 3 gol, tra cui quello decisivo nel successo nella finalissima con la quotata Ternana, battuta 1-2 grazie al suo guizzo) che è il suo primo trofeo in carriera.

L’anno dopo il mentore Pirlo è promosso in prima squadra, voglioso di portarsi dietro molti dei ragazzi che tanto bene hanno figurato appena ventenni in un torneo tosto come la terza serie italiana. Tra questi c’è anche Hamza, che si guadagna qualche convocazione in Serie A (la prima a Crotone) senza però riuscire mai ad esordire. Almeno in campionato, appunto, perché in Coppa Italia le cose vanno diversamente. Pirlo lo butta dentro agli ottavi in casa con il Genoa, nel finale di gara. Match che termina in parità al novantesimo, si va ai supplementari ed il debuttante bianconero buca Paleari di caparbietà siglando il definitivo 3-2. Si guadagna così ulteriore fiducia dal tecnico (che però non riuscirà a riproporlo, considerando troppo delicata la corsa per una Champions che la Juve strapperà per i capelli), i quarti della competizione (che poi la Juve vincerà, consegnandoli un altro trionfo in bacheca) e, soprattutto, il messaggio su Instagram dell’idolo, amico e concittadino Benzema che commenterà con un portentoso “vamonos”. Intanto il suo cammino con l’U23 prosegue con 24 presenze, 2 gol ed un altro buon piazzamento playoff dei suoi.

Nel 2021/22 la Juve decide così che è il momento di alzare la posta e con essa la categoria. Nel gioco di Allegri per lui non c’è posto, dunque serve fare esperienza. Arriva così la chiamata della società “amica” dello Standard Liegi che se lo prende in prestito e lo getta subito nella mischia. Un nuovo e diverso tipo di calcio, la difficoltà a consegnargli una precisa collocazione tattica ed il cammino a rilento dei valloni (solo due vittorie nelle prime dieci) porta alla risoluzione anticipata del prestito nel mercato invernale, allo scadere del quale arriva una nuova opportunità, stavolta in Serie B con la Cremonese. Dopo le 9 presenze allo Standard arrivano così le 12 in grigiorosso su 18 giornate disponibili. L’undici di Pecchia è già ben collaudato e lui trova non tantissimo spazio, riuscendo comunque ad aiutare la squadra ad ottenere una promozione storica che gli consente di festeggiare per il terzo anno di fila un traguardo prestigioso.

Nell’estate 2022 è ritorno al club proprietario del suo cartellino, quella Juventus che nel frattempo ha portato l’Under 23 a cambiare nome in un più benaugurante Next Gen. Sotto la guida di Brambilla dimostra subito di essere un giocatore maturato, a cui la Serie C può stare stretta. In metà stagione spinge i suoi verso la parte sinistra della classifica, con le prime posizioni di squadre più attrezzate a tiro e con 14 presenze e 2 gol all’attivo. A gennaio, poi, cambia squadra per la seconda stagione di fila, e stavolta i saluti alla Juve sono definitivi. C’è infatti la chiamata del Pescara che gli consegna le chiavi della fantasia in casa Delfino, e Rafia accetta scegliendo una nuova strada per cercare di affermarsi. La fortuna lo bacia circa un mese dopo dal suo arrivo in biancazzurro, quando in panchina arriva Zdenek Zeman. E’ lì, come affermato dallo stesso calciatore, la nuova svolta. Il boemo gli insegna un nuovo tipo di calcia, lo abbassa a centrocampo per metterlo più nel vivo del gioco ed il Pescara rinasce, spinto da un Rafia divenuto presto insostituibile e capace di collezionare giocate, un gol (nel pesante rigore contro il Foggia che però non basta visto il ko ai rigori nella semifinale playoff) e soprattutto l’incredibile cifra di 10 assist in 18 incontri. Un exploit che non è passato inosservato ed il tunisino è finito nel mirino di mezza Serie B (Venezia, Ternana e Samp in primis) ma anche in Serie A. C’era Genoa e Sassuolo per prima, ma il Lecce si è inserito in modo rapido e perentorio andando dritto a chiudere l’affare: un milione ai biancazzurri ed al calciatore tre anni con opzione di altri due a disposizione per brillare in giallorosso.

A livello internazionale, i primi passi di Rafia sono stati con la nazione che lo ha accolto, la Francia. Mentre era nelle giovanili OL è stato indicato come uno dei talenti più promettenti del Paese transalpino, giocando una volta sia per l’Under 17 che per l’Under 18. Poi lo stop e, di fatto, l’addio ai Bleu con la scelta di difendere i colori del suo Paese d’origine, la Tunisia. Poco dopo il suo approdo in Italia è arrivata la prima convocazione e l’immediato esordio: 6 settembre 2019, Tunisia-Mauritania 1-0 e per lui 75 minuti in campo con le Aquile di Cartagine. Per tre anni sarà così presenza fissa, arrivando a giocare ben 19 partite pur senza mai andare in gol. Il 29 gennaio 2022 l’ultima gara disputata, il ko con il Burkina Faso che costa l’estromissione dalla Coppa d’Africa. Ed un arrivederci proprio sul più bello, prima di quei Mondiali in Qatar a lungo sognati ed in cui la Tunisia non ha certo sfigurato.

Tecnicamente sopraffino, di quella qualità che spesso è raro vedersi anche in Serie A, Rafia è abile sia nell’impostazione e nella battuta dei calci piazzati che nell’inserimento dalle retrovie. Dotato di un tiro preciso, è però nel passaggio illuminante che trova la sua principale caratteristica, traducibile nella propensione all’assist. Da migliorare quella rapidità che in Serie A ha certo un ruolo fondamentale e soprattutto la continuità nel corso delle partite e, più in generale, della stagione, la vera pecca che al momento non gli ha consentito di esprimersi ai più alti livelli.

Tatticamente nasce trequartista puro, utilizzabile soprattutto in 4-3-1-2 e 4-2-3-1. Mentre inizialmente la sua variante principale era lo spostamento sull’ala nel tridente offensivo, nel corso degli anni ha arretrato via via il suo raggio d’azione, fino a diventare mezzala pura con Zeman. Un processo già visto a Lecce un anno fa con Oudin e che, per caratteristiche, potrebbe essere riproposto con la nuova scommessa giallorossa.

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2 anni fa

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2 anni fa

1 2 3…… Nun bale 😂😂😂

Antonio
Antonio
2 anni fa

Speriamo bene benvenuto a LECCE (HAMZA RAFIA)💛❤️

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2 anni fa

Questo ha un tocco divino con destro e sinistro e soprattutto sa mettere la palla in mezzo all’area

Marco
Marco
2 anni fa

Sbaragliata la concorrenza???? Ma di chi????

Gio
Gio
2 anni fa
Reply to  Marco

Hai ragione sai? Non si perché concorrono per questo qui, quando Mbappe, vuole andare vía dal PSG.
Spera ca se adatta, senza critiche preventiva. Altrimenti va tifa le milanesi!!!

mendoza
mendoza
2 anni fa
Reply to  Gio

a lui e’ bastato Pavoletti!

jessicarizzo
jessicarizzo
2 anni fa
Reply to  Marco

ALMENO 10 SOCIETA’ tipo spezia cremonese parma per citarne alcune, come riportato su i vari siti e quotidiani sportivi, (corriere dello sport di 4 gg fa’ per dirne uno)

unodellanord1987
unodellanord1987
2 anni fa
Reply to  Marco

Cambi nome ma resti sempre l’unico e solito OSSESSIONATO dall’INVIDIA! CURATI FAKE BARESE, fatti un TSO volontario ed allevierai le COMPULSIONI da COMPLESSO di INFERIORITA’!

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2 anni fa

La gente merita rispetto…la politica sparagnina, camuffata in modo studiato a tavolino del mantenere a posto i conti, ha stancato…i tifosi lo sanno che hanno intascato 50 ml di euro, e questi soldi dove sono finiti? Una volta si può dare fiducia a scatola chiusa…ma poi ci vogliono i fatti..gli acquisti di categoria…la gente nn spende 6/700€ per abbonare una famiglia per vedere sconosciuti presi a quattro soldi!!! Io invito tutti ad essere furbi…aspettate gli acquisti e poi andate ai botteghini… Sticchi e company so furbi..nn fatevi fregare….prima vedere cammelli e poi mostrare denaro!!!

jessicarizzo
jessicarizzo
2 anni fa

TU INVECE PRIMA VEDERE PAVOLETTI POI PIANGERE!!!!!!

unodellanord1987
unodellanord1987
2 anni fa

Cambi nome ma resti sempre l’unico e solito OSSESSIONATO dall’INVIDIA! CURATI FAKE BARESE, fatti un TSO volontario ed allevierai le COMPULSIONI da COMPLESSO di INFERIORITA’!

Alfredo
Alfredo
2 anni fa

Non mi convince troppo

martina
martina
2 anni fa
Reply to  Alfredo

basta che ti convinca PAVOLETTI!!!

Leccese
Leccese
2 anni fa

Ottimo acquisto. Altro colpaccio di CORVINO 💪💪💪💪💪

martina
martina
2 anni fa
Reply to  Leccese

si , ottimo

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2 anni fa

https://www.calciolecce.it/2023/07/18/rafia-saluta-il-pescara-mesi-intensi-grazie-a-zeman-mi-ha-insegnato-una-visione-diversa-del-calcio/

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