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A Bologna applausi di fiducia, il Lecce ha tutto per tornare a giocar bene

La prestazione sbagliata di Bologna ha impedito ogni possibilità di risultato positivo dopo l'entusiasmante vittoria con la Fiorentina. Anche i tanti salentini, tesserati e fuorisede, presenti in Emilia, hanno omaggiato la squadra nonostante la brutta sconfitta

“Facile sostenerli quando vincono”, mai slogan è più azzeccato quando si parla della passione quando si tratta di seguire e supportare il Lecce nelle sue campagne in Serie A. Sul campo, a Bologna non c’è stata partita. Inutile nasconderci dietro a un dito. Quanto per demeriti del roster di D’Aversa e quanto per forma e qualità di una squadra che merita l’Europa? Si può discutere sulle percentuali, ma resta, come già descritto nel pomeriggio odierno, un fatto che diventa forse principio: se il Lecce perde anche quando gioca bene, figurarsi cosa succede quando si gioca male. A Bologna, complici errori ed episodi che hanno sorriso a Thiago Motta nei momenti topici, non c’è stato spazio per replicare.

La contesa, sul rettangolo verde, è di fatto terminata quando Orsolini ha imbucato il pallone del 3-0. Il secondo tempo è stato un fluire di azioni e cambi dove il Lecce è sbattuto sulla sicurezza della difesa bolognese per poi limitare i danni fino alla fine. Degni di cronaca, più delle timide sortite offensive nel finale della squadra domenica in maglia in bianca, sono stati gli applausi dei 1600 tifosi giallorossi presenti al Dall’Ara. Di certo dopo un 4-0 non possono essere stati applausi festanti, ma, complice anche l’iniezione d’entusiasmo prescritta dai dottori Piccoli e Dorgu, sono stati applausi di fiducia e vicinanza. Il Lecce e il suo ambiente devono mantenere quest’unità d’intenti, anche perché dopo Torino e Inter arriverà un trittico di partite da sei punti cadauna. A marzo, i salentini riceveranno il Verona dopo le trasferte a Frosinone e Salerno da Liverani.

C’è poi un altro mondo, fatto di tastiere e passione espressa, per così dire, in altro modo. Nelle sconfitte, anche in quelle dove si è giocato bene per 60 minuti, D’Aversa e i calciatori, al netto della forza dell’avversario, di errori ne hanno fatti. Come accaduto per la lettura del calciomercato, anche se il tifoso ha il diritto di pretendere il massimo e, perché no di sognare, la dimensione e l’ottica progettuale del Lecce deve essere sempre ponderata quando si fanno delle valutazioni. In parole povere, incazzarsi dopo un 4-0 con pochissime o nulle opportunità di contendere la vittoria, chiedendo anche magari le due punte o interrogandosi il perché dei cali di qualche elemento, è sacrosanto. Sfociare negli “abbande” (con una classifica oggi così e l’obiettivo iniziale di salvarsi al 95′ della 38°), ritenere la salvezza tranquilla atto dovuto o ripetere altre cantilene non è giusto se si vuole guardare in faccia alla realtà. Il Lecce in campo deve migliorare? Assolutamente sì, indipendentemente dal credito con il destino incassato nel 3-2 alla Fiorentina. Soprattutto nel girone di ritorno, i punti devono esser fatti anche senza 2 o 3 gol segnati, e la contabilità dei gol subiti nelle ultime 4 recita 12 gol. Tante pratiche da sbrigare col rischio di finire soffocati.

In un periodo storico un ragazzo di 23 anni insegna con eleganza “di strada” rispetto, unità, passione e consapevolezza contro una società malata di mala saccenteria e odio gratuito purtroppo anche in chi dovrebbe educare e quanto meno aiutare ad informarsi, è giusto dare più spazio alle azioni buone, piuttosto che sentire un continuo tintinnio sordo di critiche che cadono nel vuoto come monete in una botte. Ci sta criticare costruttivamente, ci sta anche sfogare la rabbia dopo una partita deludente ma solo se canalizzata e circoscritta nell’ambito dell’episodio. I grandi numeri dicono che il Lecce 2023/2024 è nel pieno di un percorso più che positivo. E la realtà, la vita vera senza i filtri di uno schermo, ci dice che il tifo si è sempre stretto attorno a maglia e squadra. Con gli occhi il supporto orgoglioso sugli spalti, l’obiettivo da raggiungere sul campo. Perché, dopotutto, è facile, troppo, sostenere solo dopo le vittorie. 

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vasco de gama
vasco de gama
2 mesi fa

forza ragazzi, sempre con voi

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2 mesi fa

Veramente a fine gara nessuno ha applaudito…anzi

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2 mesi fa

Il Lecce deve fare punti strappandoli con le unghie. E’ finito il tempo del bel gioco con puntuali sconfitte.

Nico
Nico
2 mesi fa

Non è la sconfitta che brucia ma la prestazione che non c’è stata, 1600 tifosi appassionati che hanno fatto sicuramente sacrifici per essere là non meritano quello scempio, ripeto si può perdere ma no così e poi quello che sta irritando i tifosi sono gli errori di formazione ormai ripetuti da troppe partite e di conseguenza tante partite sciupate, in seria A è vietato sbagliare e D’Aversa sta sbagliando da parecchio tempo

Michele Brindisi
Michele Brindisi
2 mesi fa

Avanti Lecce, Avanti Salento siamo con te 💛❤

Antonio67
Antonio67
2 mesi fa

certo la passione ha il suo peso, il percorso conta piu’ di una singola partita, e predicare equilibrio e’ un gesto di civilta’, anche sportiva..non nascondiamoci pero’ dietro tutto questo ed analizziamo con onesta’ almeno i numeri..le ultime otto partite abbiamo di fatto subito gli avversari con catinelle di gol e troppi pochi punti..ed il trend e’ da retrocessione, con la passione inclusa nel prezzo..non confondiamo la rabbia con la cattiveria, l”amarezza con la maleducazione, ma chiamiamo le cose con il loro nome..i proclami da 100 milioni non sono stati un grande esempio di comunicazione..voliamo bassi tutti, che 4 goal in 90 minuti possono essere sempre dietro l’angolo con l’approccio allegro visto a Bologna..

Vittorio
Vittorio
2 mesi fa

Troppi elogi dopo la vittoria contro la Fiorentina e troppe possibili future plusvalenze sventolate dalla societa, i possibili 100 milioni hanno tolto rabbia determinazione e agonismo a tutto l ‘ ambiente, non solo alla squadra. In piu mettiamoci il valore degli avversari e la frittata ê fatta. Recuperiamo la nostra identita al piu presto. Forza Lecce Sempre!!!!

furio
furio
2 mesi fa

ci sta anche dire che d’aversa e’ un asino

vasco de gama
vasco de gama
2 mesi fa
Reply to  furio

vedi sei l’esempio che ho portato ai miei alunnu sulla lezione dei social nocivi, tu sei il classico trolls che passa le gionate sui siti cercando un contatto che la vita reale ti nega, ma puoi uscirne credimi

peppinodellasnocce
peppinodellasnocce
2 mesi fa
Reply to  furio

Si come ci sta a dire che tu sei una capra

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