Wladimiro Falcone è pronto a godersi la seconda permanenza in A da estremo difensore giallorosso: “Una bella stagione, sono contento di quello che ho fatto, la ciliegina sarebbe la salvezza lunedì –si legge nelle parole riprese da TrNews-. Porte inviolate? Sono sei come lo scorso anno, ma devo arrivare a sette perché devo aumentare il numero; ai miei difensori l’ho detto. Però sono contento di quello che ho fatto, non era semplice ripetere la stagione scorsa e inoltre volevo fare qualcosa in più. Poi mi sono procurato anche un rigore, sono contento di aver dato una grossa mano ai miei compagni a tutta la società che lo merita. Nazionale? È il Lecce la mia nazionale”.
Il punto di svolta del campionato è stato l’arrivo di mister Luca Gotti. Il tecnico veneto ha rimesso a posto la squadra dando serenità mettendo alle spalle un periodo buio. Falcone ricorda la prima virata sul campo della Salernitana, all’esordio di Gotti: “È stato un periodo difficile, c’era nervosismo e tensione anche nello spogliatoio, non tra di noi, ma ognuno di noi sapeva che non stava dando il massimo, l’atmosfera era un po’ triste, per fortuna siamo usciti con la vittoria contro la Salernitana, un po’ immeritata ma ci ha dato la spinta per poter risalire”.
Il portiere torna anche sull’1-1 dell’ultimo turno in Sardegna: “Ad esempio la partita di Cagliari l’abbiamo preparata poco mentalmente perché sapevamo che con una vittoria probabilmente ci saremmo salvati. Quindi eravamo tutti motivati. Anche il pareggio andava bene, quindi ottimo così,”.
Falcone descrive così la gara con l’Udinese, partita a cui il Lecce potrebbe arrivare già con l’aritmetica salvezza in tasca. Nella peggiore delle ipotesi, i salentini saranno sempre padroni del loro destino: “C’è una sola riflessione da fare, poi possiamo dire Udinese grandissima squadra, sicuramente non merita questa classifica e tante altre cose ma è tutto nelle nostre mani. Sono gare che si preparano da sole perché sono importanti. Con l’Udinese sarà veramente una partita che non devi preparare, poi giochiamo in casa nello stadio pieno. Quindi è in tutto in mano nostra, il nostro destino è nelle nostre mani”.
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Grandissimo portiere abitando a Roma ed avendo i figli che giocavano mi capitava di vederlo giocare già da ragazzino alla vigor perconti, già da allora si capiva che era bravo ed avrebbe fatto carriera