L’unica vera guida al mercato del Lecce: quella “scritta” da Pantaleo Corvino

Anni addietro il direttore tecnico giallorosso fornì a tutti, tifosi ed addetti ai lavori, un vademecum per orientarsi tra i frenetici ritmi del calciomercato estivo

La giornata di oggi, lunedì 1 luglio 2024, segna l’ufficiale via a quel periodo, entusiasmante ma snervante, incisivo ma teorico, pieno di illusioni ma anche di scommesse che è il calciomercato estivo. Due mesi pieni che poi in realtà sono anche di più, visto che le prima schermaglie si presentano con l’arrivo della primavera, come fanno i boccioli nello stesso periodo, portandosi scorie e talvolta fondamentali planimetrie da seguire che possono divenire anche capolavori nella stagione calda. Una fase dell’anno in cui, sia da calciatori, che da tifosi, che da giornalisti non è facile destreggiarsi, soprattutto in quelle società che, volenti o nolenti, sono portate a cambiare tanto, a spendere e/o ad incassare. Per fortuna, però, c’è chi (e nessuno più di lui) può permettersi di fornire una guida, di illuminare un sentiero per non perdersi nella fitta vegetazione di nomi, di trattative, idee, sondaggi spesso difficili da distinguere gli uni dagli altri.

Così Pantaleo Corvino, non lontanissimo dal mezzo secolo d’esperienza in campagna compravendite calcistiche, ha voluto in occasione del suo primo mercato estivo dal ritorno in A (era settembre 2022) far chiarezza su come funziona il mercato per un club come il Lecce. Affermazioni nitide ed impossibili da equivocare, che riproponiamo integralmente perché possono sempre risultare utilissime in questo periodo dell’anno: “Credetemi, dietro ogni operazione, e con voi non c’è bisogno di insistere in questo, si nascondono tante altre operazioni per arrivare a quella che poi hai definito. O che vuoi fare, e poi non arrivi a fare per un motivo o per l’altro. Quindi dietro 135 operazioni per ognuna che si conclude ce ne sono altre quattro alle quali vai dietro per poterla finalizzare. Lascio a voi ed alla vostra fantasia quello che comporta effettuare un’operazione (…). In entrata in 700 giorni nella prima squadra sono arrivati 49 giocatori, in uscita 38, per un totale di 87 operazioni tra entrate uscite; 48 sono state fatte con il settore giovanile, di cui 31 in entrata e 17 in uscita”.

Parole testuali pronunciate da Pantaleo Corvino in conferenza stampa che tolgono, magari una volta per tutti, i dubbi sul modus operandi giallorosso in sede di mercato. Il calcolo è facile ed intuitivo e rende l’idea di quanto complesso sia l’universo del calciomercato: per ogni elemento messo sotto contratto il Lecce ne ha dovuti trattare altri quattro, quindi 80 (tra prima squadra e settore giovanile) per 5 fa 400 calciatori che, in un modo o nell’altro, sono stati trattati in 700 giorni, dal suo ritorno nel Salento ad, appunto, il settembre 2022 (data delle dichiarazioni)

Una risposta impossibile da equivocare e che potrebbe tranquillizzare chi si preoccupa dei tanti nomi accostati ai giallorossi (non tutti, ovviamente, effettivamente trattati o trattabili), temendo magari che non ci siano le possibilità di costruire un collettivo all’altezza. Niente di più errato, semplicemente la normalità delle cose (trattarne cinque per prenderne uno) in un contesto frenetico e da montagne russe com’è il calciomercato per un po’ tutti, soprattutto per le medio-piccole.

Un ultimo, importante, aspetto per chiudere questo riassunto delle direttive che l’esperienza corviniana ci ha fornito in questi mesi, relativo all’errato poiché inesistente assioma secondo cui il Lecce non sta realmente cercando i nomi che più circolano nell’orbita mediatica giallorossa. “Se ne parla troppo, e quando se ne parla così tanto è perché il direttore vuole sviarci”. Sì e no. Il perché è presto detto e risiede come sempre nell’esperienza. Si prenda ad esempio proprio il mercato per Serie A 2022/23, dove ad operazioni lampo come Pongracic, Pezzella o Bistrovic (questi sì, i tipici scatti sottotraccia alla Corvino) si sono affiancate anche le più elaborate e prolungate nel tempo trattative per Falcone, Baschirotto, Colombo o Di Francesco, durate più tempo e “venute fuori” ben prima della loro formalizzazione. O si pensi ancora a Umtiti, in merito al quale in tanti pensavano che fosse solo fantamercato perché semplicemente se ne stava parlando con insistenza, in stile telenovela. Non un 1+1 che ha dato 3 come risultato sovvertendo la regola, ma semplicemente una regola che non esiste. Firmato Pantaleo Corvino.

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