Giù le mani da Krstovic: non può reggere da solo tutto il peso dell’attacco

Il montenegrino si trova a non avere alternative vere per rifiatare o per avere meno pressioni addosso nel corso delle gare. Ecco perché, pur avendo delle responsabilità nel complicato momento del Lecce, merita meno accanimento

krstovic

Il tiro al bersaglio è sport preferito degli italiani, figuriamoci degli italiani amanti del pallone, figuriamoci degli italiani amanti del pallone quando le cose vanno male alla propria squadra del cuore. Ne avevamo già parlato nel post Fiorentina, sottolineando quanto fosse inutile ora come ora dare la caccia al colpevole, sia perché prematuro sia perché, piaccia o no, quando si sbaglia i fattori sono sempre molteplici. Che non vuol dire assoluzione collettiva, ma semplicemente che il rischio di accanirsi contro questo o quello porta alla conseguenza più pericolosa, ovvero non riuscire ad individuare le effettive criticità sulle quali intervenire. E tra i bersagli preferiti di questi giorni, perché sicuramente tra i più facili, c’è Nikola Krstovic.

In esattamente dodici mesi il montenegrino, che nello stesso arco di tempo ha dimostrato abilità indiscutibili ed anche i limiti di chi non è ancora pronto per avvicinarsi ai migliori, è passato da idolo indiscusso a causa di (quasi) ogni male. Sicuramente della scarsa prolificità offensiva dei giallorossi. Dimenticandosi che non è solo quello degli errori contro Scuffet e Suzuki, del tiro di mancino da 30 metri alto con due compagni da servire, ma anche quello dei due gol, delle belle conclusioni salvate da Milinkovic e Maignan, dei tre assist d’oro sprecati dai compagni a Napoli, del lancio spalle alla porta per Dorgu atterrato da Tchatchoua. Dimenticandosi che, probabilmente, gli si sta chiedendo davvero troppo.

Riteniamo giusto affrontare ora questo argomento non perché fan del “senno di poi”, ma semplicemente perché ogni cosa, anche l’opinione, deve attendere tempi maturi e non acerbi per poter essere espressa al meglio. Krstovic è attaccante che può essere un vero trascinatore per il reparto offensivo di una squadra come il Lecce, ma che per caratteristiche tecniche e soprattutto capacità di reggere le pressioni non può, al momento, caricarselo interamente sulle spalle.

Lo abbiamo visto l’anno scorso: appena, passato l’entusiasmo e l’effetto sorpresa iniziali, le cose si sono complicate, il classe 2000 è spesso caduto in nervosismi ed individualismi controproducenti, per sé e per i compagni. E’ stato lì che l’alternanza con Piccoli è risultata essere un toccasana, per sé e per la squadra. Krstovic ha potuto respirare e ritrovarsi, e la stessa cosa seppur in modo diverso è avvenuto con l’avvento primaverile di Luca Gotti, quando stavolta il montenegrino è stato liberato tatticamente dalle eccessive responsabilità dando vita con il collega ad un tandem decisivo nella corsa salvezza.

Due aspetti, l’alternativa per rifiatare o il partner dalle caratteristiche simili con cui duettare, che stanno mancando quest’anno. Il match con il Parma aveva illuso circa il fatto che questi potesse essere Ante Rebic, il quale ha tuttavia peculiarità troppo diverse per poter togliere pressione dalle spalle del 9 (così come Pierotti e, per ragioni diverse, Burnete). Che, ad oggi, ha troppi occhi ingombranti puntati addosso per potersi esprimere al massimo. Inutile recriminare oggi sul mercato (primo perché in ogni caso servirà gennaio per porvi mano, secondo perché il Piccoli vero non era confermabile e di alternative effettivamente raggiungibili non è che ve ne fossero a iosa), ma come sempre la consapevolezza è un buon punto di partenza. Giù le mani da Krstovic, dunque. Non per togliergli responsabilità, non per perdonargli egoismi o errori superficiali che hanno fatto sbucciare le mani a suon di pugni sul tavolino in primis a chi scrive. Solo perché, non crocifiggendolo per errori non suoi, sicuro potrà respirare clima e serenità più adeguate in cui lavorare e tornare a essere miglior versione possibile di sé stesso.

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Mario
Mario
1 anno fa

Ma regalartelo al primo club che lo vuole.
IL bomber che dovevate intrattenere a vita, è stato Massimo Coda
l’avete regalato per quattro denari

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1 anno fa

Su rriati li avvocati difensori…bidone era e bidone rimane

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1 anno fa

Come fa un attaccante anche se sarebbe uno dei migliori,ha giocare solo in avanti e sempre con le spalle alla porta ,mai una palla pulita ,se magari li mettono un’altra punta al suo fianco e sperando che facciano qualche gol

Maurizio
Maurizio
1 anno fa

Tanto per non cambiare,si trova il capro espiatorio e tutti vissero felici e contenti.
Una domanda per un amico : vogliamo parlare della difesa che ad oggi ha incassato 20 pittole.
Si può mai pensare fare spesucce, di calciatori, in leghe minori estere per la serie A italiana?
Mancano due calciatori di livello per ogni reparto.
Può esser tutta colpa dell allenatore e di Kristo..??

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1 anno fa

Non può e basta 🤣

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1 anno fa

Assolutamente, per le sue caratteristiche non può reggere l’attacco da solo e deve essere servito nei modi giusti per essere incisivo. Lo considero più un attaccante d’area. Certo, un po’ di allenamento specifico su come calciare in porta non gli farebbe male.

Giannuzzo
Giannuzzo
1 anno fa

Anche secondo me Kristovic è un attaccante d’area, e sono sicuro che se stesse in una grande squadra, di goal ne farebbe tanti

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1 anno fa

Non gli arriva un pallone manco a pagarlo

Roberto
Roberto
1 anno fa

Qualcuno dovrebbe dimettersi

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1 anno fa

Il discorso della “pressione” potrebbe esserci, ma ne sbaglia veramente troppi e facili… Vediano che combina ora dopodiche…semmai mi piace di piu quando difende palla per un attimo e la passa

Hiber
Hiber
1 anno fa

Colpe nei giocatori nn ne vedo…loro sono stati catapultati in una categoria nn di loro competenza…qualcuno dovrebbe farsi un esame di coscienza e farsi qualche domanda! Ma questo nn accadrà mai …

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