Cosenza: “A Lecce per poco non facevo secco Liverani. Lì l’esperienza che mi ha insegnato di più”

L'ex difensore del Lecce ha parlato della sua carriera a LaCasadiC parlando ovviamente della parentesi in giallorosso

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ALLENATORI. “Ricordo sicuramente l’esperienza al Taranto, Papagni mi buttò nella mischia a soli 20 anni, ogni partita casalinga contava più di diecimila persone. Devo dire grazie anche a Gotti, che ha gettato le basi per farmi approcciare al meglio al mondo dei professionisti, senza dimenticare Liverani o Padalino. Uno spazio speciale lo riservo, inoltre, per Cristiano Scazzola. Ha creduto in me nel periodo più difficile, mi ha dato fiducia e alla fine ha avuto ragione”. 

LECCE. “Io ho avuto la fortuna di vincere due campionati, quello in B da capitano, ma so bene quanti sacrifici ho dovuto fare. Lecce è l’esperienza che mi ha segnato di più, c’era la pressione di dover a vincere a tutti i costi ma la Serie C è un campionato difficile, non ammette calcoli. Devi essere bravo a calarti a livello mentale nella categoria, anche perché vai a giocare su campi tosti dove la tecnica va a perdersi”

EPISODIO. “Amo definirmi un tuttofare, mi sono sempre rimboccato le maniche. Nei rapporti, invece, mi reputo una persona aperta che riesce a mantenere i legami nel corso del tempo. Acerbi? Ci siamo conosciuti a Reggio Calabria, lui era giovanissimo e veniva dal Pavia. Abbiamo spesso cenato insieme a casa mia, ci frequentiamo ancora oggi. A Lecce, per poco, non facevo secco Liverani. Stavamo festeggiando la promozione e l’ho imbiancato completamente con l’estintore, mi sono accorto solo alla fine che si stava sentendo male”

FUTURO. “Sto seguendo il corso a Coverciano e sto già cercando di aggiornarmi il più possibile. Modello? Sicuramente il mio amico Fabio Artico, parla bene tre lingue e ha già portato Alessandria e Cesena in Serie B. Il Ds ormai deve anche fare da mediatore tra società e calciatori”.

THE LAST DANCE. “Reggio e la Reggina resteranno sempre nel mio cuore, lì ho fatto il mio esordio in Serie A e mi sono affermato come calciatore. Lo scorso anno sono stato davvero vicino al ritorno, ma il brutto infortunio capitato a mio figlio mi ha portato a scegliere di restare accanto alla famiglia. Presto, però, vorrei concedermi un ultimo ballo in maglia amaranto, riportare la Reggina tra i professionisti rappresenterebbe la chiusura di un cerchio”

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