“Arrivò al Chievo a fine novembre mentre io andai via a Gennaio, quindi non l’ho vissuto molto ma ho un aneddoto da raccontare: mi fece giocare titolare con Pellissier a Messina e feci gol dopo un bello scambio con lui, ma perdemmo. Il mister a fine partita ci disse che gli eravamo piaciuti e ci riempƬ di complimenti. Peccato che poi non abbiamo più giocato insieme. A gennaio mi mandò via perchĆ© voleva un attaccante con altre caratteristiche, un ariete e presero Bogdani mentre io andai a Lecce. Quando però lo incontrai la stagione dopo e lui allenava l’Atalanta mi disse che si era pentito e che aveva fatto il mio nome alla dirigenza per la stagione successiva. Nonostante lui andò via da Bergamo a fine stagione, la dirigenza mi contattò lo stesso proprio grazie a quella segnalazione di DelNeri. Per lui ĆØ stato complicato tornare a Verona, era finita la favola Chievo e c’erano nuovi giocatori. Però ha fatto molto bene, il suo 4-4-2 ha fatto scuola.
“La retrocessione nel 2009 con l’Atalanta? Stagione incredibile. Ero arrivato dopo gli undici gol a Lecce dove però eravamo retrocessi. A Bergamo partƬ subito male con Gregucci, facemmo 4-5 sconfitte consecutive. Noi eravamo una buona squadra, ma ci sono annate che gira tutto male e poi riprenderle diventa difficile. Poi con Conte iniziammo a fare bene, avevamo una media punti da salvezza, eravamo sulla strada giusta. Solo che appena lui arrivò trovò i valori fisici molto bassi, quindi a ottobre facemmo una vera e propria preparazione tipo quella estiva. Facevamo primi tempi al di sotto del nostro livello ma nel secondo tempo volavamo, proprio perchĆ© eravamo una squadra aerobica e ci mettevamo molto a entrare in partita. Poi dopo 3 mesi Conte diede le dimissioni perchĆ© non si era preso con la piazza”.
“A noi mancava continuitĆ di risultati e quindi veniva sempre messo in discussione l’operato di tutti. Forse serviva azzerare tutto e ripartire, difatti l’anno dopo vincemmo il campionato di Serie B e l’Atalanta non ĆØ mai più retrocessa”.








