Qui la prima parte sui singoli giallorossi.
PENSIERO. “Nel calcio di oggi è importante sapersi adattare, è importante riconoscere quali sono le peculiarità e le caratteristiche della tua squadra e anche farsi meno problemi, meno sai e meglio stai. Ma sono aperto al confronto, è stimolante quando un calciatore mi chiede perché è interessante e vuol capire, il mio compito è chiarire un problema, non voglio che i calciatori annuiscano con la testa e poi non abbiano capito nulla. Sono aperto al dialogo e al colloquio, la mia porta è sempre aperta”.
IL SOPRANNOME MAESTRO. “Probabilmente mi è stato dato per le mie caratteristiche, ma non mi sento un maestro, sono un organizzatore di squadre, di collettivo, che non si limita agli 11, ma allargo la sfera a tutti i calciatori che ho sempre allenato affinché ognuno si riconoscesse in un compito, in un ruolo e non ho mai pensato ad un calcio o un’organizzazione individuale”.
ALTRI SPUNTI. “Galeone? Con lui sono divertito tanto, è stata un’esperienza straordinaria, oltre che un grande allenatore è un grande personaggio. Nel 2009 sono stato vicino alla Juve? Sì, la delusione fu tanta. Allenare il Milan è stata una grande opportunità, però poi per tante circostanze e tanti aspetti non si è concretizzata, non ha avuto un esito positivo. Il mio futuro? Allenerò fino a quando ne avrò voglia e poi quando non ne avrò più andrò ad allenare i ragazzi a casa mia. Quella è una cosa che voglio fare e che farò”









Non mollare mister, arriveranno tempi migliori, per adesso accontentati di fare il secondo di Corvino
Certo ca puru quistu nne mina ruecculi.
Grande mister !!!!! Forza Lecce!!!!