Falcone 7 – Le sue prime due stagioni a Lecce sono state così tanto vicine alla perfezione che questa prima metà di terza può apparire quasi sottotono. Niente di più falso, perché anche stavolta è tra gli elementi (se non l’elemento) più decisivo per punti apportati al paniere e qualità delle prestazioni. Qualche passaggio a vuoto c’è stato seppur pressoché solo in gare in cui tutta la squadra è mancata, e stavolta l’evento è stato meno raro che in precedenza (19 presenze, 31 gol subiti. Media voto 6,22)
Fruchtl sv – Vice di qualità e di un certo livello, cosa che fino ad oggi ha potuto dimostrare solo in amichevoli estive perché il titolarissimo è intoccabile (0 presenze, 0 gol subiti. Media voto sv)
Samooja e Borbei sv – Stessa storia, percorso per certi versi simile e dunque stesso ruolo, quello di terzo/quarto portiere “under” utile più che altro negli allenamenti (0 presenze, 0 gol subiti. Media voto sv)
Guilbert 6 – L’approccio positivo aveva fatto vedere la cessione onerosa di Gendrey con conseguente arrivo a zero del suo sostituto come il più clamoroso dei colpacci. Poi le cose si sono un po’ più equilibrate, visto che l’incasso dall’Hoffenheim resta importante ma la timidezza offensiva dell’ex Strasburgo e qualche “follia” (in primo piano il buffetto a Cancellieri che ha compromesso il successo con il Parma) hanno avuto il loro peso. L’esperto terzino resta comunque elemento affidabile e con il Genoa ha dimostrato anche di saper fare meglio in avanti (14 presenze, 0 gol. Media voto 5,64)
Pelmard 4 – Per ovvi motivi più extra-calcistici che di campo si va a prendere la palma di peggiore del girone d’andata. Per quel poco che si è visto in campo ha alternato cose carine (molto bene a Napoli) ad altre meno (a Bologna). Un professionista non si giudica però solo da questi “dettagli”, soprattutto quando quello che combini fuori dal campo scavalca i confini del privato e mette a repentaglio salute pubblica ed anche situazione di una difesa che a causa della sua necessaria defezione si è trovata numericamente in totale crisi (3 presenze, 0 gol. Media voto 5,83)
Gaspar 7 – Forse l’unica sorpresa positiva, prima della salita in cattedra di Coulibaly e in parte Morente si è dimostrato di gran lunga il miglior innesto in un mercato estivo complessivamente sottotono. Lo statuario angolano paga l’impatto con la A e il gap tecnico con il suo predecessore Pongracic, prendendosi però presto la scena a suon di prestazioni di sostanza assoluta e la leadership difensiva grazie ad uno spirito “da Lecce”. Attaccante aggiunto sulle palle inattive, il suo infortunio è stato il più pesante di tutti (15 presenze, 0 gol. Media voto 6,1)
Baschirotto 6 – Partiamo dal presupposto che quel primo Baschirotto di A con cui spesso si sprecano inutili paragoni è il momento di dimenticarlo. Quello era l’anno di un Lecce sorprendente, strutturato da Baroni per difendere e lottare, peculiarità perfettamente adatte alla voglia, alla fame, alla professionalità di un altro elemento che incarna bene il “sudare la maglia” tanto chiesto dai tifosi. Il salto di qualità non gli è riuscito e pazienza, perché esclusa qualche uscita a vuoto in più rispetto al passato il suo apporto e la sua dedizione non sono mancate, risultando talvolta risolutive in termini di buone prestazioni difensive, da capitano (19 presenze, 0 gol. Media voto 5,89)
Jean 5,5 – Dalla B francese a titolare in Serie A in una squadra in cui ai difensori centrali è richiesto tanto (e si sa quanto siano stati decisivi in passato per le salvezze il primo Baschi, Umtiti e Pongracic) è salto da non poco per chiunque. Attenuanti concessi per step e tempistiche improvvise (prima di Giampaolo era praticamente stato spettatore), il 24enne qualcosina in più l’avrebbe potuta fare, dimostrando lentezza e ruvidezza. Ma la crescita delle ultime settimane è tangibile (8 presenze, 0 gol. Media voto 5,79)
Bonifazi sv – Una scommessa ad oggi strapersa, perché da un lato in passato aveva dimostrato qualità da difensore top e dall’altro nelle ultime stagioni non aveva giocato a causa di una fragilità fisica confermata nel Salento (1 presenza, 0 gol. Meda voto sv)
Gallo 6,5 – Tra i pochi elementi in giallorosso ad aver dimostrato una continuità nella crescita personale. A livello di corsa ha sempre meno eguali in tutta la Serie A, in copertura le problematiche sono sempre più isolate ed anche al cross si vede via via di meglio. L’impressione è che abbia pagato un po’ le rivedibili dichiarazioni di inizio campionato, problemi fisici raramente avuti prima ed anche le difficoltà di una squadra che a tratti non hanno consentito l’esplosione degli elementi migliori (15 presenze, 0 gol. Media voto 5,9)
Ramadani 5 – E’ il peggiore tra quelli che non hanno fatto capatine in questura, la delusione più difficile da pronosticare. Da elemento insostituibile (e quasi mai sostituito) con D’Aversa e Gotti, capace di imprescindibili prestazioni tutto cuore che pure a fine estate aveva dimostrato di poter ripetere anche quest’anno, a ultima scelta per Giampaolo, un declino davvero incomprensibile. Difficoltà a gestire il pallone, prove leggere e quella plateale sfuriata che ha rotto qualcosa più in sé stesso che nello spogliatoio: che peccato Ylber! (16 presenze, 0 gol. Media voto 5,56)
Pierret 5,5 – Inizialmente designato da Gotti co sparring partner di Ramadani nel 4-2-3-1, sembrava poter confermare il gran bene che si diceva di lui, capace di coniugare la verve dell’incontrista alla qualità del regista. Come per altri, anche per lui il prezzo da pagare per il salto di categoria si è fatto sentire, preventivabile situazione nel momento in cui prendi il miglior giocatore di un campionato che è comunque una B. Dopo una fase di netta flessione in cui non è riuscito a dare una mano alla squadra neppure a gara in corso per approcci troppo leggeri, ora sembra essere tornato (14 presenze, 0 gol. Media voto 5,82)
Coulibaly 7 – Il migliore tra i centrocampisti utilizzati con continuità e tra i migliori in assoluto per crescita ed importanza nello scacchiere tattico degli allenatori. Arrivato con il difficile compito di rimpiazzare un elemento di quantità come Blin, alla lunga non lo sta facendo rimpiangere mettendoci quel cuore necessario spesso a sopperire anche a mancanze di intensità e di lettura da parte dei compagni. Tra gli errori principali di mister Gotti quello di averci rinunciato troppo spesso, soprattutto nella fase di maggiore difficoltà (19 presenze, 0 gol. Media voto 6,13)
Rafia 6 – Una sufficienza striminzita per un elemento che, dopo essere stato messo da parte nella fase decisiva per la salvezza del vecchio Lecce in Primavera, si è ritrovato titolarissimo prima nel 4-2-3-1 di Gotti e poi nel 4-3-3 di Giampaolo. Questo, va detto, soprattutto per altrui demerito, vista la latitanza di colori che avrebbero dovuto agire da fantasisti scelti/mezzali di qualità (Marchwinski e Oudin, oltre all’infortunato Berisha). Il tunisino si è comunque fatto trovare il più delle volte pronto, mettendoci inventiva e sacrificio che con qualche piroetta in meno avrebbero anche potuto portare frutti migliori (17 presenze, 0 gol. Media voto 5,88)
Oudin 5 – Che spreco non essere mai riusciti a sfruttare piedi così educati come i suoi. Il francese, che in passato ha messo la firma su alcuni dei principali momenti positivi giallorossi, ha vissuto il peggior periodo salentino fino a “guadagnarsi” l’esclusione. Ritmi compassati, leggerezza e zero intesa tattica con i tecnici hanno anticipato il suo amaro addio al Lecce (11 presenze, 0 gol. Media voto 5,59)
Berisha 7 – Dopo Dorgu, le più belle speranze per il futuro giallorosso sono affidate a lui. Il centrocampista classe 2003 è stato ad oggi martoriato dagli infortuni, uno dei quali lo ha tenuto out per due terzi del cammino. Quando è stato impiegato, però, ha sempre dimostrato idee e giocate sopra la media, con una personalità in crescendo che si è tradotta in prestazioni da applausi (6 presenze, 0 gol. Media voto 6,7)
Kaba 5 – Lontano parente di quello, promettente, che si era visto l’anno scorso prima della rottura del ginocchio. Gettato nella mischia una volta ritenuto pronto ma mai ancora da titolare, questo perché quando chiamato ha disatteso le aspettative apparendo spaesato, abulico e poco concreto. Una fotografia su tutte, la traversa solo e da due passi colpita con la Lazio (7 presenze, 0 gol. Media voto 5,25)
Helgason 6 – Caduto nel dimenticatoio del prestito nella Zweite Liga tedesca, Giampaolo lo ha rispolverato. E con risultati positivi, visto che l’islandese si è fatto trovare pronto quando chiamato in causa, mostrandosi migliore di quello visto due anni fa in A con Baroni. Non che sia andato molto oltre il compitino, ma si è fatto comunque preferire a una metà dei compagni di reparto chiamati a gara in corso e spesso deludenti (3 presenze, 0 gol. Media voto 6)
Marchwinski sv – Si può al momento bocciare l’acquisto, non certo il calciatore che non è stato clamorosamente mai visto. Le positive sgambate con Nizza e Mantova, lo scampolo finale con l’Atalanta, la prova incolore con il Sassuolo ed un totale di quattordici minuti giocati su 12 convocazioni che conferiscono un alone di incomprensibilità a quello che, allo stato attuale delle cose, non può che essere giudicato un sostanzioso (per il Lecce) flop di mercato (1 presenza, 0 gol. Media voto sv)
McJannet sv – Alla sua prima stagione interamente in prima squadra, seppur anche quest’anno non sono mancate le chiamate in Primavera, è ancora in attesa di un esordio che, viste le prospettive, difficilmente arriverà (0 presenze, 0 gol. Media voto sv)
Hasa sv – A differenza del compagno irlandese lui almeno ha assaporato il Via del Mare in Coppa, pur restando il protagonista di una doppia operazione lampo di non facile lettura (0 presenze, 0 gol. Media voto sv)
Krstovic 5,5 – L’anno scorso, devastazione iniziale esclusa, si era mostrato essere calciatore da sgrezzare ma con potenzialità enormi. Dopo un altro meta anno alle spalle, è più giusto correggere il tiro delle sue possibilità, sia per ciò che ha dimostrato in un’andata fatta di più ombre che luci al di là dei 4 gol sia per alleggerirlo della pressione di chi forse non è fatto per avere addosso l’intero peso della fase offensiva di una squadra. Qualche bel gol, un preziosissimo assist (segno che comunque “sa”) e troppe manifestazioni di egoismo e nervosismo che non riesce a mettersi alle spalle (19 presenze, 4 gol. Media voto 5,78)
Rebic 5,5 – Cammino molto diverso rispetto a quello del collega di cui è ufficialmente vice, sia perché ha segnato e dimostrato meno sia perché ha avuto molte molte meno possibilità, avendo giocato esattamente un terzo dei minuti. Il croato ha paradossalmente dimostrato il meglio da esterno (con il Torino) e da seconda punta (con Parma, Juve con gol e Roma), mentre da punta più isolata lo si è visto bene praticamente solo con Venezia e Lazio sotto la guida di un Giampaolo che lo conosce meglio. A volte appare più in là con l’età di quanto effettivamente sia, secondo elemento più esperto di una squadra alla quale deve assolutamente offrire di più (17 presenze, 1 gol. Media voto 5,94)
Dorgu 7 – E’ senza ombra di dubbio la stella di questo Lecce, che ha a lungo trascinato andando anche oltre le sue qualità inequivocabili, ma che non sono né quelle del bomber né quelle de fantasista. Eppure soprattutto con Gotti una certa Dorgudipendenza si era manifestata, con un gioco contratto in attesa che il miglior giovane danese del 2024 scatenasse i suoi cavalli, cosa effettivamente avvenuta con Parma, Verona e Venezia e valsa punti pesantissimi. Designato ala destra pur non avendo nel rientrare sul mancino la sua arma migliore, ha invece dimostrato qualche affanno quando è stato chiamato a tornare al ruolo originario di terzino che, almeno al Via del Mare, appare ormai andargli un po’ stretto (18 presenze, 3 gol. Media voto 6,11)
Pierotti 5,5 – A lungo oggetto misterioso della passata stagione, quest’anno si è ritagliato sempre più spazio fino a diventare prezioso elemento dell’undici titolare. Prezioso perché ci mette cuore, intelligenza tattica e intesa con i compagni, con la gara da ala/esterno di centrocampo/terzino che ha prodotto con la Lazio. Proprio con i biancocelesti ha però mancato un gol facile, con il guizzo con l’Empoli che resta l’unico per un giocatore il cui impatto nel reparto avanzato è ancora troppo troppo basso (18 presenze, 1 gol. Media voto 5,85)
Morente 5,5 – Un finale in nettissimo crescendo che però non può far dimenticare due terzi di cammino a dir poco deludenti. L’ottimo inverno, con due gol belli ed importanti (l’uno per i punti, l’altro per la fiducia), gli scrolla di dosso le stimmate del flop di mercato, segno che oltre ad avere discrete qualità ha anche la personalità per sapersi rialzare. Ora sta a lui dimostrare che è il Tete visto con Giampaolo e non quello (non) visto con Gotti (15 presenze, 2 gol. Media voto 5,7)
Banda 5,5 – In una metà stagione di lampi e involuzioni più o meno evidenti, in quest’ultima categoria va inserito anche lui. E dire che le prime metà di stagioni erano state il suo pane quotidiano, sorprendente con Baroni e addirittura devastante con D’Aversa. Stavolta i lampi (Napoli, Verona e nulla più) si sono ridotti ad un lumicino, le prestazioni da vorrei ma non posso moltiplicate e gli infortuni veri protagonisti della stagione di un calciatore che non sembra più riuscire ad essere tale (10 presenze, 0 gol. Media voto 5,75)
Sansone 6 – Non doveva esserci, ed invece alla fine tra gli esterni è stato quello che più ha dimostrato di poter essere utile a gara in corso, cosa peraltro già avvenuta nella passata stagione in cui ha fatto meglio da subentrato che da titolare. Una specialità della casa della quale il Lecce farà a meno, visto che aveva iniziato in estate da fuori lista e fuori dalla lista si è ritrovato in questi giorni. Eppure una mano l’ha sempre data, anche in modo importante vedi Empoli (5 presenze, 0 gol. Media voto 6,5)
Karlsson sv – L’ultimo arrivato ha avuto ancora solo uno stralcio di match per dimostrare di avere le potenzialità per dare una mano ad un attacco che ne ha davvero tanto, tanto bisogno (1 presenza, 0 gol. Media voto 6)
Burnete sv – Nella classifica marcatori di Primavera 1 2022/23 si metteva ben dietro gente che tra A e B ha avuto parecchia fiducia come Esposito, Raimondo, Di Stefano, Cassano, Mancini, Russo, Yildiz e Pisilli, mentre lui è si terza punta di un club di A ma senza avere la fiducia di essere gettato nella mischia con un quinto cambio ancora disponibile e la squadra sotto di un gol (0 presenze, 0 gol. Media voto sv)
All. Gotti 5,5 – Nessuno si sarebbe potuto immaginare un cammino del genere, certo non disastroso ma comunque deludente, dopo il cammino vicino alla perfezione fatto in primavera e che merita di essere ricordato ed applaudito. Peccato perché con Cagliari, Torino, Parma, Napoli, Verona e nella mezz’ora d’addio con l’Empoli si erano viste buonissime cose, ma onestamente l’identità latitava tra balzi continui di modulo, lo spirito non era da “Lecce di Gotti” e così con le medio-grandi si partiva già sconfitti. Guai però a crocifiggerlo, perché in mano aveva una squadra meno forte dell’anno scorso (Media voto 5,75)
All. Giampaolo 7 – Da una delusione ad una sorpresa, perché tanti hanno storto il naso nella scelta di affidare una squadra in corsa ad un tecnico che ha fatto della costruzione paziente di una certa mentalità un marchio di fabbrica. Ed invece ecco il Lecce di Giampaolo, da applausi fatta eccezione per Como e per la ripresa con la Roma, unici match in cui è giusto rimproverargli delle scelte. Media punti da salvezza (con ancor meno giocatori a disposizione rispetto a Gotti) che poteva essere superiore perché con Lazio e Genoa si meritava di più, ora il difficile sarà confermarsi e tenersi in linea definitiva fuori dalla zona salvezza (Media voto 6,21)
Corvino-Trinchera 5,5 – Che il Lecce 2024/25 sia complessivamente più debole di quello della precedente stagione queste 19 giornate lo hanno reso abbastanza evidente. Sappiamo bene, conti alla mano, sia che un tipo di mercato troppo differente non sia possibile sia che gli Umtiti, gli Hjulmand, i Pongracic e gli Strefezza non crescono sugli alberi, ed anche per questo in estate avevamo dato fiducia dando la sufficienza ad un mercato di tantissime scommesse provenienti da tornei o categorie inferiori. Oggi, con la stessa onestà intellettuale, dobbiamo rivedere il voto al ribasso, con la prima insufficienza dal 2020 a questa parte (appena 4 su 13 i voti positivi tra gli arrivi estivi, vedasi sopra) che, si spera, a fine stagione possa subire un nuovo rialzo tra mercato invernale e risultati del campo









Chi ama veramente il lecce non giudica sempre chi ci mette i soldi e la competenza ..altrimenti nessuno è obbligato
FORZA LECCE
Corvino 5.5 ???? Basterebbe questo a dimostrare che di calcio tutti non capite una mazza. Quando ,spero fra cent’anni, non ci sarà più il Lecce tornerà a giocare con Cerignola, Brindisi, Francavilla…
Non è un voto alla persona, alla carriera, al progetto tecnico o a quanto fatto per il Lecce. E’ un voto, ed è specificato, a quando visto nelle 19 giornate in relazione alle scelte estive. Crediamo di essere abbastanza in linea con i giudizi generali e non ci sentiamo né misericordiosi né cattivi. Certo lei può non essere d’accordo con quella che resta la nostra opinione, non per questo dovrebbe sentirsi in obbligo di dire che questo o quell’altro non capiscono nulla di calcio. Il dover per forza denigrare l’altro quando si è discordi, questo sì è probabilmente sintomo di pochezza e superficialità di giudizio.
Caro Alessio mi sorprende non poco la tua replica. È talmente lapalissiano che da tempo c’è un correntone di analfabeti calcistici , peraltro spesso in malafede, che attaccano Corvino senza se e senza ma.Ma dirò di più , tutto ciò è ben accetto da questo sito e similari perché diciamo così …fa audience e.. pubblicità. Quindi vediamo un po’. Corvino è un grande a giorni alterni . Nei pari Hiulmand, Dorgu, Berisha etc etc etc etc , in quelli dispari invece Nun Bale ed ancora peggio. Siete ridicoli
Di solito non consentiamo messaggi contenenti insulti ed affini, ma in questo caso facciamo un’eccezione per far comprendere l’atteggiamento che non si dovrebbe tenere per far parte di un forum in cui per forza di cose sono presenti commenti discordanti. Che non fanno audience, credo che le manchi qualche dato per comprendere come funziona una testata web. Se tra gli utenti c’è chi non ama il lavoro di Corvino, di Amato, di Giampaolo o di Gandhi e lo dice con educazione qui non vi è nessuna dittatura ad impedirglielo. Se con l’ultima frase si riferisce nuovamente alla mia pagella, glielo rispiego meglio: il professionista non si giudica, la carriera neppure. Si possono giudicare le singole stagioni, addirittura i singoli mercati. La campagna acquisti estiva è ad oggi da considerare per noi di poco insufficiente, cosa c’entra ciò con il passato o con le qualità del gran lavoro svolto in carriera? Non è per nulla difficile da comprendere.
Premetto che non è mio costume offendere nessuno.Anche al sottoscritto pare abbastanza comprensibile quanto affermato.Poi si possono avere opinioni differenti ma i fatti dicono altro. Per esempio certificano una valanga di importanti infortuni di certo non ascrivibili a Corvino. E potrei continuare. Non apparterrò mai a quella mediocre, variopinta e distruttiva schiera per cui con tre /quattro risultati positivi si è in zona Europa e ,se negativi, già retrocessi! Senza andare fuori tema questa Società merita più fiducia e rispetto.Forza Lecce sempre
Bravissimo
Non sono d’accordo sui voti a Gotti e Giampaolo
Il primo ha affrontato Inter Napoli Milan Fiorentina Atalanta… il secondo Lazio, Roma e Juve tutte in difficoltà la Juve non aveva neanche un attaccante.
Poi Monza, Venezia,Como, Genoa da Como e Venezia siamo stati dominati con il Genoa abbiamo tenuto palla ma costruito poco.
La vera differenza è nell’ atteggiamento Gotti ha detto chiaramente che Rebic è un esterno di sinistra, si è lamentato per la costituzione della squadra e ha osato fare giocare il fuori rosa Sansone che ha fatto un partitone contro l’ Empoli e stranamente è stato subito dopo esonerato.
Giampaolo per ora è allineato
Corvino trinchera 5.5 ? Io metterei società e dirigenza 3 👍🏼
Ed io a te 2 anzi 1
🤣🤣🤣🤣
Aggiungo che la gestione su BURNETE è da zero Assoluto – Miglior giocatore e Capocannoniere del Torneo – oggi Lui non fa nemmeno Un minuto in prima squadra, quando Ci sarebbe bisogno di Lui come il pane, vedi partita con il GENOA chiuso a RICCIO, invece giocatori inferiori a Lui nello Stesso Torneo, Oggi giocano Titolari in serie A! SIAMO TUTTI SCEMI o il RAGAZZO È UN BROCCO?
Credo la prima 👋
Sembra stiate descrivendo una delle prime cinque squadre
DORGU X ME È DA 10 ANTONIO MONFERRINI
DORGU X ME È
Kaba e Rafia da vendere subito, inguardabili