NUOVA VITA.Ā “Avevo voglia di fare qualcosa di diverso. Ho vissuto una vita in. maniera magari diversa da tanti altriĀ allenatori anche se come tante altre persone, non ho rimpianti”
PERCHE COPPI.Ā “PerchĆ© mi chiamo Serse, non per l’imperatore persiano. Serse era il fratello di Coppi. Un uomo di fatica morto durante una corsa. La scelta del mio nome ĆØ una dedica di mio padre a Coppi perchĆØ era un fanatico di quell’immenso campione”.
IL CALCIO.Ā “Con il teatro voglio dare un segnale, un consiglio, un umile sostegno ai tanti colleghi che vengono esonerati. E spesso vanno in depressione, cominciano con ansia spasmodica a trovare una squadra, vendo ottocento partite al giorno. E invece serve e bisogna dedicarsi anche ad altro. Ognuno di noi nasce facendo un mestiere, alcuni di noi addirittura per sempre. Per me ĆØ un dovere morale guardarci e cercaci dentro per conosce e scoprire chi siamo. E per me il pallone ĆØ stato la vita e la passione”








