Barcollo, lotto, gioco ma poi ho “bisogno” di un break. Si può riassumere così, in modo esemplificativo ma non per questo sbagliato, il cammino del Lecce di Marco Giampaolo in queste sue prime nove gare giallorosse. Un Lecce più positivo e gagliardo del precedente, al contempo più vincente e con più idee. Eppure che ciclicamente incappa in crolli tutto sommato sempre evidenti.
A dircelo c’è un trend, associato a risultati e prestazioni per buoni tratti simili. L’esordio vincente ma da “cuore (e non solo) oltre l’ostacolo” di Venezia venne seguito da un’impeccabile prova con la Juve, contro la quale era difficile chiedere di più. Poi Roma ed il crollo in una ripresa nella quale il Lecce non seppe opporre resistenza ad una squadra con poche idee e meno qualità del solito. La riscossa fu netta con la meritatissima vittoria con il Monza, seguita da un match soffertissimo e a testa alta con la Lazio. Quindi una nuova bandiera ancor più bianca in una gara, a Como, praticamente non giocata. Ed ancora la partita, battagliata e ben giocata, con il Genoa, il super successo (con contenuta sofferenza nel mezzo) di Empoli e la trasferta di Cagliari. Lì il crollo che più crollo non si può con 4 gol presi in mezz’ora da una diretta concorrente, evento più unico che raro e non solo in Serie A.
Un racconto, superficiale eppure tutto sommato fedele a quanto visto, che non può che portarci a cercare di trovare una chiave di lettura al cammino dei salentini. Questa può essere condotta alla necessità, intrinseca nella stagione del Lecce soprattutto dall’arrivo di Marco Giampaolo tra infortuni, squalifiche e defezioni varie, di dover agire in una situazione di emergenza. Quasi sempre numerica, in alcuni e più isolati casi anche qualitativa. Al di là della consapevolezza che il Lecce (giustamente se vuole portare avanti la propria linea di sostenibilità) avrà sempre a che fare con dei gap maggiori rispetti a quelle delle concorrenti più facoltose, è corretto sostenere che negli ultimi mesi si è andati un attimino oltre (causa fattori difficili da prevenire, non da contemplarne l’eventualità di accadimento) i limiti entro i quali per un allenatore sarebbe sicuramente più semplice lavorare.
Un esempio concreto può essere quello di Gaby Jean. Un ragazzo giovane, alla prima esperienza in una Serie A dopo quelle in quinta, quarta e seconda serie francese. Una scommessa “alla Lecce”, insomma, coerente con il progetto del club. Una scommessa che, proprio al momento del bisogno, si è fatta trovare pronta, misurandosi a testa nel ruolo di difensore centrale. La sua duttilità ha poi consentito di sopperire all’emergenza terzino (appena uno quello puro disponibile in rosa), una possibilità d’emergenza appunto sì applicabile ma che, in quanto tale, alla lunga è più probabile che sia controproducente che produttiva. Ed infatti: allargato con la Lazio prova di cuore e positiva, allargato con l’Empoli prova di cuore e positiva, allargato con il Cagliari sgretolamento completo sotto i colpi dell’avversario.
Per farla breve, mantenersi troppo a lungo in condizioni di emergenza non solo non paga, ma rischia di togliere anche certezze che erano state trovate con sudore e fatica (dalla crescita di Dorgu alla riabilitazione di Bonifazi, passando per gli ambientamenti di Pierret e Jean al massimo campionato italiano). Alla conclusione del mercato mancano poco più di dieci giorni ed è già stato un peccato, in tutta onestà, arrivare in così netta emergenza alla fattibilissima (e lo si è visto finché il Lecce ne ha avuto) trasferta di Cagliari. Questo Lecce può farcela. Può fare davvero tutto, tranne che avere rimpianti.









Hanno cannatu tutto il possibile…lu Corvu tocca sendiae troppi errori ed avere contatti con un paio di società in Italia non basta. Persi e mettono ora fuori squadra altri che nessuno vuole..Hysai davi 2M di stipendio e lo portavi subito per la causa, invece temporeggiando hanno perso l’attimo ed ora non più acquistabile. Manco la primavera aveva attaccanti oggi contro il Milan..ma ce bbole fascenu?
Mai vista una società più allo sbaraglio di questa…🤦🏻
Giampaolo non lo dice ma è consapevole di allenare la squadra più scarsa di tutta la sua carriera.. elementi inadeguati, demotivati e disadattati come tutta la gestione
Allenatore scadente, del resto con i soldi di stipendio che offre la società ci possiamo permettere solo dei falliti come questo
Lu professore di 💩
Dove sono gli acquisti?… Il mercato sta chiudendo!!!
A Marzo sono ultimi
Evidenzia anche i suoi limiti nel leggere le partite e testardaggine nel puntare su certi giocatori anche quando giocano male.
Tranquilli. Ci penserà il direttore Minzippa!?!?!?!?!😳🫢😳🫢😳🫢
Vane SSD e Piendi robbe sta spettanu li saldi te fine annu💪