“Sono passati quindici anni dalla scomparsa di Maurizio Mosca, eppure la sua voce squillante, il suo inconfondibile entusiasmo e quel sorriso sornione sembrano ancora presenti”. Così SportMediaset ricorda l’iconico giornalista simbolo dell’infanzia di molti di noi. “Era il 3 aprile 2010 quando ci lasciava un personaggio unico, un giornalista che aveva fatto della passione per il calcio, della provocazione e di un’energia travolgente il suo marchio di fabbrica. A distanza di un lustro e mezzo, il suo ricordo è ancora nitido, come un’eco di un’epoca in cui il giornalismo sportivo poteva essere anche puro spettacolo”.
Maurizio Mosca è stato più che un giornalista sportivo, precursore di un dibattito moderno molto spettacolarizzato. Resterà per sempre celebre il “Pendolino” – quel gesto scaramantico con cui agitava una penna per predire risultati improbabili, e le sue “bombe” di mercato (spesso impossibili ma annunciate con tantissima sicurezza) per catturare l’attenzione di tutti. I suoi discorsi erano pieni di ironia, anche eccessi ma sempre guidati da un’inguaribile passione per il pallone. Mosca impersonava il calcio fatto di discussioni, litigi da bar ed emozioni per infiammare la passione dei tifosi. Altri tempi rispetto all’uso dei numeri e della scienza di oggi.

L’EPISODIO IN SALSA GIALLOROSSA. Lecce-Brescia, match del febbraio 1992, quando le due squadre si affrontarono in Serie B, ebbe poco a che vedere con le emozioni del football: alcuni teppisti bresciani frantumarono la barriera in vetro che separava il Settore Ospiti dalla Curva Sud ed invasero il settore dove c’erano i tifosi leccesi, generando una colluttazione con i tifosi di casa a colpi di calci, pugni, cinghiate e spranghe (inseguito il sistema di reti di quel settore del “Via del Mare” venne rinforzato e sopraelevato con le attuali protezioni metalliche). L’episodio ebbe risonanza nazionale meritandosi le attenzioni – allora tutt’altro che scontate per una partita del campionato cadetto – delle principali reti televisive: nella trasmissione di Italia1 “L’appello del martedì” il giornalista Maurizio Mosca si lanciò in un aspra invettiva contro i facinorosi e le misure di sicurezza dell’impianto leccese. La risposta dei diretti interessati non si fece attendere: nella partita successiva comparve uno striscione rivolto al giornalista con un irridente invito ad occuparsi di altro: “Mosca fatti i ca… tuoi“.








