Da un bomber all’altro: Pedro Pablo Pasculli e Nikola Krstovic, due attaccanti simbolo del Lecce in epoche diverse ma con lo stesso istinto per il gol. Pasculli, argentino classe 1960 e campione del mondo nel 1986 con l’Argentina di Maradona, ha vestito la maglia giallorossa tra il 1985 e il 1992, collezionando 249 presenze e 61 reti tra Serie A, Serie B e Coppa Italia (119 presenze e 30 gol solo in A). Oggi, il ruolo di centravanti è nelle mani di Krstovic, montenegrino classe 2000, che in due stagioni con il Lecce ha già messo insieme 66 presenze e 17 gol, di cui 10 solo in questo campionato.
Intervistato telefonicamente da Napoli, dove è impegnato nell’organizzazione di un evento dedicato a Maradona, Pasculli ha espresso grande stima per Krstovic, sottolineando il lavoro che svolge per la squadra e la difficoltà di segnare in un contesto in cui le occasioni sono poche. Secondo l’argentino, i 10 gol realizzati da Nikola valgono il doppio rispetto a quelli segnati in squadre di vertice come l’Inter. Pasculli ha anche criticato l’arbitraggio nell’ultima gara contro la Juventus, dove un fallo su Krstovic non è stato sanzionato con un rigore, evidenziando come spesso le squadre di provincia siano penalizzate, nonostante l’uso della tecnologia.
Riflettendo sulle difficoltà storiche del Lecce in Serie A, Pasculli ha ricordato come la salvezza sia quasi sempre arrivata con sofferenza, e l’attuale situazione non fa eccezione. Il Lecce deve difendere due punti di vantaggio nelle ultime sei giornate, e serve lottare fino all’ultimo, come ai suoi tempi quando l’allora presidente Jurlano motivava i giocatori con parole forti e dirette. Ha ricordato in particolare la storica vittoria per 3-1 contro il Torino nel 1989, decisiva per la permanenza in A, raccontando lo spirito combattivo che animava quella squadra.
Infine, Pasculli ha parlato del rapporto con i tifosi, riconoscendo un momento di tensione, ma ribadendo la sua fiducia nella passione e nel sostegno del pubblico del Via del Mare. È certo che gli ultrà faranno la loro parte e spetterà ai giocatori rispondere con prestazioni all’altezza. “Sono fiducioso, ce la faremo”, ha concluso.








