La Serie C ripiomba nel caos. Un mese dopo le esclusioni di Taranto e Turris, la nuova scadenza federale fa altre vittime. Entro la mezzanotte del 16 aprile le società di terza serie avrebbero dovuto pagare gli stipendi ai tesserati, gli eventuali arretrati e versare i relativi contributi.
Scadenza non onorata da due squadre che prendono parte al girone in cui milita il Benevento. In casa Messina non è andato a buon fine il tentativo del sindaco Basile che ha cercato di coinvolgere l’imprenditoria locale per raggiungere la cifra necessaria per il pagamento degli stipendi: degli oltre 300mila euro necessari, ne sono stati raccolti poco più della metà, cifre poi restituite a chi le aveva donate. A Foggia il tentativo non è stato proprio fatto: poche ore prima della scadenza, il patron Canonico ha ribadito le dimissioni, ufficializzandole: ora il club è nelle mani dell’amministratore unico Michele Bitetto. Quest’ultimo starebbe meditando la messa in liquidazione del club non iscrivendolo al prossimo campionato. L’aria in città è elettrica e i calciatori non ricevono gli stipendi, con relativi contributi, da febbraio. Verosimilmente, ora il Foggia incasserà 2 punti di penalizzazione da scontare nella prossima stagione. Canonico, che dovrà corrispondere 2 milioni di euro all’Agenzia delle Entrate entro i prossimi 12 mesi più 1 milione nell’anno successivo (cifre relativa al rinvio della normativa Covid a sostegno delle imprese) ha messo in vendita il club affermando di non aver ricevuto nessuna proposta dall’imprenditoria locale. La richiesta, al netto dei debiti, è però di 6 milioni.
Il caos coinvolge anche gli altri gironi. Nel raggruppamento B, ad esempio, la Lucchese come prevedibile non ha rispettato gli obblighi. Benedetto Mancini, che dal 26 marzo è diventato il proprietà del club rossonero, non ha ottemperato al pagamento degli stipendi di febbraio a calciatori e staff che non percepiscono un euro dallo scorso anno, essendo andate a vuoto anche le scadenze del febbraio scorso quando erano ben tre le mensilità da regolarizzare, un mancato pagamento che ha comportato sei punti di penalizzazione.
Nel girone A, invece, ricade nell’inadempienza anche la Triestina. Per la seconda volta di fila, dopo quella di febbraio, il club giuliano pare che abbia pagato soltanto gli stipendi. Quattro erano stati i punti di penalizzazione per quell’episodio di due mesi fa, ne arriveranno altri per la prossima stagione. Questo il regolamento: “Il mancato pagamento entro il 16 aprile 2025 degli emolumenti dovuti per il mese di febbraio 2025 comporta l’applicazione della sanzione pari ad almeno 2 punti di penalizzazione in classifica. Inoltre, per il persistente eventuale mancato pagamento degli emolumenti relativi al I° e II° trimestre andranno aggiunti almeno 2 punti di penalizzazione (per trimestre)”.








