Un dolore improvviso, lancinante, che ha attraversato non solo le mura dello spogliatoio giallorosso, ma l’intero cuore pulsante del Lecce. La scomparsa di Graziano Fiorita, storico fisioterapista della squadra, ha lasciato tutti senza parole. Da oltre vent’anni al fianco del club, Graziano non era solo un professionista prezioso, ma un punto di riferimento umano, una presenza costante e familiare per giocatori, staff e dirigenti che si sono succeduti negli anni.
A rompere il silenzio carico di dolore è stato Romeo Papini, ex capitano del Lecce ai tempi della Serie C. Il suo messaggio è semplice e potente: «Salvate il Lecce in nome di Graziano». Un appello che risuona come un richiamo al cuore, alla memoria, all’identità. «Ricordo la sua disponibilità, la sua amicizia. Con suo padre mi aprivano le porte di casa per potermi curare e recuperare al più presto, tutto per il bene del Lecce. Quei colori li aveva nel cuore, li trasmetteva a tutti. Era il primo che vedevi al mattino e l’ultimo ad andarsene. Non diceva mai no a un trattamento».
Papini parla con la voce rotta dall’emozione, ma anche con la forza di chi ha conosciuto il vero spirito di squadra, quello fatto di persone prima ancora che di atleti. «La sua scomparsa ci ha lasciato a bocca aperta. È difficile spiegare quanto fosse importante per noi, anche fuori dal campo. Era parte della nostra famiglia». Ora il Lecce si ritrova non solo a lottare per la salvezza, ma anche a fare i conti con un’assenza che pesa come un macigno.









Chi é Papini?
Antonio