Non ci stancheremo mai di ripeterlo. Parlare di calcio giocato e trovare della positività per il punto conquistato dal Lecce (il terzo contro le prime 10 del campionato) in casa dell’Atalanta è esercizio difficile pensando al corpo di Graziano Fiorita che attende ancora l’ultimo saluto. La consolazione è, in un altro salto mentale fatto con fatica, vedere la tempra del fisioterapista nella prova del Lecce, attento e concentrato nel chiudere i varchi, da Falcone alle tante respinte di Baschirotto e Gaspar fino ai recuperi degli esterni.
L’Atalanta ha pressato tanto gli ospiti in più porzioni della gara. Il dato del possesso palla è emblematico: 74% a 26% totale con il picco del primo quarto d’ora del secondo tempo: 83,6% a 16,4%. I numeri sono poi una conseguenza, a partire dall’xG di 2.14 a 1.53. 21 tiri a 10, 6-3 in porta, 15-7 dall’area con un legno (Retegui poco dopo l’1-1) e 12-4 fuori. Le parate di Falcone (6-2) hanno negato 3 occasioni da gol alla Dea (computo totale 4-2). Pressione e palleggio della banda Gasperini ha prodotto 17 passaggi chiave a 2, 12 corner a 3. Oltre al giropalla per accendere Retegui e Lookman, l’Atalanta ha cercato i cross: 13 ok su 37 contro 3 su 13. Altra conseguenza dell’enorme differenza di possesso palla è il quantitativo di passaggi: 569-154 in totale, 267-36 nell’ultimo terzo e 421-82 in avanti.
Retegui ha calciato ben 6 volte verso la porta, inquadrandola però solo in occasione del gol. A 3 tiri sono arrivati anche Djimsiti, Zappacosta ed Ederson, a sua volta primo per passaggi riusciti nell’ultimo terzo (47) davanti a de Roon (110 palle giocate) e Djimsiti. In casa Lecce, tanta attenzione sulle corsie: nevralgica la prestazione di Gallo, autore di 7 recuperi (migliore della squadra) e primo per palle giocate. Catalizzatori sono stati anche Coulibaly (13 passaggi in avanti e 5 recuperi) e il redivivo Kaba, secondo per precisione passaggi (91%) dietro a Guilbert (94%), rilanciato dall’inizio dopo due titolarità per Danilo Veiga.








