Alzi la mano chi (sinceramente) s’apprestava a raggiungere il Settore Ospiti dello stadio Olimpico con una massiccia dose di ottimismo, maggiore alla priorità di “esserci” per difendere i propri colori e stare vicino alle vicende della propria innamorata con la maglia giallorossa. Il Lecce ha centrato la terza, storica, permanenza in Serie A celebrando il punto più alto della propria storia con l’insperato 0-1 deciso dal gol di Coulibaly e dalla serie di parate di Falcone nella ripresa in 10 contro 11.
Il Lecce ha centrato la salvezza con due 1-0 di fila, festeggiando due vittorie in successione mai centrate in campionato. In più, con due clean sheet, trovati solo nel doppio 0-0 con Bologna e Monza. La compattezza vista sul terreno di gioco della capitale, seguita alla partita contro il Torino vinta con gol di Ramadani è il capitolo finale e più entusiasmante di una reazione arrivata nel momento sportivamente più basso e dopo lo schiaffo indimenticabile dell’improvvisa morte di Graziano Fiorita. Il Lecce in ritiro a Coccaglio era una squadra senza certezze. Dal pareggio con l’Atalanta (in un match in cui la tecnica è finita in secondo piano) al Coulibaly-gol, il Lecce ha accumulato 8 punti in 5 partite, score paragonabile solo al periodo con 9 lunghezza da Lecce-Genoa 0-0 (19°) al pari con il Monza (25°) con in mezzo le scorribande di Empoli e Parma.
Coulibaly e Ramadani sono stati gli uomini salvezza dopo una stagione in cui il Lecce è stato il peggior attacco del campionato, nonostante gli 11 gol e 5 assist di Krstovic. Nelle 25 segnature precedenti ai punti di Ramadani e Coulibaly pesava tantissimo l’assenza dei centrocampisti. E, in una totale inversione di rotta, sono stati proprio i centrocampisti a mettere nel sacco i palloni per il tripudio salvezza. I numeri contano tantissimo nel calcio, ma il Lecce di Giampaolo ha saputo ribaltare tutto con la forza dell’unità, più forte di tutto. Per qualche giorno le analisi numeriche vanno messe da parte. Tutti noi meritiamo di rivivere il tripudio dei minuti abbracciando chi ci vuole bene.









Io ero e sono sempre e comunque critico per il percorso fatto … pessimo è dir poco! Poi contento si per il risultato finale e cioè la salvezza ma gli errori non li dimentico e non dovrebbero dimenticarli soprattutto i dirigenti. E non dimentichiamoci che ci siamo salvati con soli 34 punti…
Avanti Lecceeeeeee con il Maestro in panchina e 4…5…innesti di categoria
Tutto bene quel che finisce bene,anzi benissimo,,, c’è un estate per programmare e meravigliare il popolo giallorosso,,raggiunta una salvezza storica che stava a ❤️💛 a tutti, polemiche costruttive e da dimenticare ,da adesso in poi la società e DS possono godere in pieno con grande merito e soddisfazione la serie A DIFESA CON MERITO,,,allestire una rosa con tre innesti di valore e confermare chi ama questi colori,,, ritrovarsi al nuovo via del mare sarà emozionante,,CORVINO E TRINCHERA MERITANO IL MAX RISPETTO ,,,GIAMPAOLO DEVE PRETENDERE UN LECCE AMBIZIOSO e la TIFOSERIA SARA SEMPRE AL FIANCO DELLA SQUADRA.
L’analisi di Gabriele De Pandis dipinge il quadro perfetto di questa stagione: al di là di numeri e calcoli, la salvezza del Lecce è stata una vittoria di cuore e carattere! Nelle ultime, decisive battaglie, la squadra ha sfoderato una reazione che ha zittito ogni scetticismo, dimostrando una resilienza straordinaria.
Quella che abbiamo visto non è stata solo una squadra che ha giocato a calcio, ma un gruppo che ha saputo lottare con l’anima, credendo sempre nella possibilità di farcela, anche quando i pronostici sembravano contro di noi. Questa mentalità indomita è il vero tesoro di questa terza salvezza consecutiva, un risultato storico che conferma la nostra presenza in Serie A non come eccezione, ma come una meritata conquista.
Il Lecce ha dimostrato di avere non solo talento e organizzazione, ma soprattutto quel “qualcosa in più”: la capacità di compattarsi, di soffrire e di rialzarsi. È questa la nostra vera forza, una risorsa inestimabile su cui costruire il futuro.
Orgogliosi di questo Lecce che non molla mai! Siamo la dimostrazione che la passione e la determinazione possono battere ogni logica. Avanti così, con lo stesso cuore grande!