Ore 10:15 Inizia la conferenza stampa
Parola a Pantaleo Corvino: «Siamo qui per fare il punto sull’anno della famiglia Lecce. In un campionato sempre più competitivo. Ogni anno per noi è come passare dalla sala travaglio, noi però siamo stato bravi, lucidi, una rosa fortificata temprata, con questi valori si raggiunge l’obiettivo finale. Noi abbiamo tante formazioni che hanno il nostro stesso obiettivo. Siamo convinti che patiamo sempre dietro a tutti e con diversi metri di svantaggio, ma se alla fine siamo qui a raccontare una salvezza storica, sui quasi 120 anni di storia, siamo qui a raccontare la terza salvezza consecutiva, possiamo dire che abbiamo fatto qualcosa di veramente importante. Noi quest’anno oltre che dalla sala travaglio, siamo passati dalla perdita di Graziano Fiorita, è stato qualcosa di traumatico, una perdita che ha lasciato un segno a tutti. Noi non mancheremo l’occasione di commemoralo, noi riconosciamo il suo valore anche a chi lavora nell’ombra, che in alcune occasioni non sono nemmeno conosciuti, quindi non mancheremo mai di ricordare Graziano e tutte le persone che abbiamo perso nella famiglia Lecce negli anni. Nel ricordare lui mi viene in mente anche il dramma vissuto con Astori, due tragedie che mi hanno scioccato profondamente».
GIAMPAOLO. «La salvezza gratifica tutti, la scelta di puntare su Marco Giampaolo, è stata coraggiosa, voluta, supportata e difesa, contro tutti. Ricordiamoci quello che è successo dpo Como, in cui nemmeno lui pensava di sedersi sulla panchina la partita dopo. Noi però abbiamo creduto in lui e in questo progetto. Eravamo convinti fin dal principio che era l’uomo giusto per portare la nave in porto. Lo abbiamo fatto con lui. Quando un allenatore arriva in corsa, quando una società fa una scelta in corsa, non si gurdano tante sfaccettature e principici dove sia una società. Tra persone intelligenti però, si arriva sempre a capirsi. Io e Stefano abbiamo capito, che ogni allenatore, in particolare quando lo scegli in corsa può avere delle idee differenti dalle tue, ma anche Marco è stato intelligente nel cambiare dopo 13 risultati utili negativi. C’è da tenere conte su come lo ottieni, non lo abbiamo ottenuto senza indebitarci fino al collo così come hanno fatto alcune società. Noi siamo la società in Italia più sostenibile, più in salute. Il Lecce in Europa è la nona società sotto questo punto di vista. Conta il risultato del campo, ma conta pure come lo si raggiunge. Con Marco abbiamo fatto uno sforzo, con un finale scioccante, traumatico sotto tutti i punti di vista. Noi siamo stati fortunati ad avere una squadra forte, perché non fosse stato così, perchè lo scorso anno dalla B sono salite società che hanno speso cifre importantissime e questo non dobbiamo dimenticarlo. Su Giampaolo ci siamo presi un po’ di tempo, perché il calcio è fatto di idee, linee programmatiche e fattori, in cui ognugno deve essere convinto di quello che si è fatto e di quello che si farà. Nessuno di noi è un robot, e per questo stiamo riflettendo sulla programmazione per ottenere dei risultati storici così come stiamo facendo. Ci siamo presi del tempo, penso che nel corso dei prossimi tre quattro giorni ci diranno cosa andremo a fare».
L’ANALISI: «Stiamo vivendo tutti una favola, un sogno e speriamo di poter contnuare a sognare. Quando si raggiungono questi risultati, raggiunti in questo ciclo in cui in 152 partite dove i nostri tifosi hanno potuto vedere un Lecce in Serie A e sempre vivo e in lotta per il suo obiettivo. La favola e il sogno, se non vedi dove andare a migliorare rischio di non vederlo più, si lotta sempre con gli avversari, ce sono sempre stati più forti di noi, dalla posizione di Davide, abbiamo sempre sconfitto Golia. Se però noi facciamo degli errori, di comunicazione, rischiamo che questa favola e questo sogno finisca per colpa nostra. Noi se siamo chiari e ci supportiamo a vicenda, tutto ci aiuterà ad andare su una strada senza rimproverarci nulla. Dal punto di vista della comunicazione, forse diciamo male le nostre intenzioni. Dobbiamo fare mea culpa sotto questo punto di vista. Dettare una giusta comunicazione significa dire sempre quello che si è fatto e quello che possiamo andare a fare, questa è la cosa più importante. Per una società e sopratutto per i responsabili, dove una società punta. Nel corso di questi anni abbiamo raggiunto degli obiettivi importanti, scegliendo la strada della patrimonializzazione, non abbiamo fatto la politica dei prestiti, perché ne abbiamo fatti pochissimi. Quando abbiamo parlato dell’asticella, non intendevamo ad una salvezza tranquilla da conquistare a Marzo, ma parlavamo di una maggiore competitività, perchè sapevamo che c’erano squadre importanti che arrivavano dalla B. Nessuno voleva parlare di Europa, perchè noi lottiamo sempre per non retrocedere, vogliamo alzare l’asticella, nella programmazione. Noi dobbiamo ricordarci che partiamo sempre per ultimi, non per noi, perchè lo vogliamo noi, ma per le forze che hanno gli altri. Il Pisa è pronto ad investire 30 milioni sul mercato, Sassuolo e Cremonese hanno proprietà importantissime. Noi patiamo per ultimi e chi vuole sostenerci si abbona, chi ha dubbi su questa programmazione non lo faccia! Noi ogni anno lotteremo per la salvezza».
BILANCI. «Incassi tv e incassi dello stadio non bastano per essere sostenibili. Dobbiamo patrimonializzare e questo l’unico modo per non andare in rosso al fine stagione. Questa è la comunicazione della società e io e Stefano dobbiamo perseguire questo obiettivo».
SETTORE GIOVANILE. «Il nostro è un ciclo che è partito da poco tempo, il nostro obiettivo è quello di tenerlo in salute e poi permettere che portino sempre giocatori in prima squadra. In questi cinque anni ci siamo riusciti, pur partendo da poco tempo. Ora in silenzio, lavorando, perchè non ci preoccupiamo solo della prima squadra, perché ci preoccupiamo anche dell’Under 14, dove noi in questa stagione, dietro la primavera, noi stiamo iniziando a vedere i frutti della semina di cinque anni addietro. Perché nel nostro territorio nessuno è arrivato a certi livelli diventando giocatori importanti crescendo altrove. Con l’Under 14 siamo stati impegnati in un torneo molto competitivo, dove siamo arrivati alle finali, dove otto squadre, da tutta Italia, arrivavano a questi livelli e tra queste otto c’era il Lecce e solo per la differenza reti non siamo andati in finale scudetto. Si raccoglieranno dei risultati sicuramente, con il Presidente stiamo provando avanti delle battaglie contro delle regole che danneggiano i piccoli club. Io devo dire grazie ai genitori che ci danno fiducia, noi non possiamo permetterci grandi ingaggi, ma credono in noi. Tutto quello che sta crescendo è figlio del lavoro e della programmazione».
Iniziano le domande da parte dei giornalisti
GLI STRISCIONI. «Le critiche sono sempre utili per stimolarti a fare meglio. Chi mi ha aiutato a crescere con le critiche. Per quanto riguarda gli striscioni non voglio entrare nel merito. Io a casa ho un quadro grande della Curva in cui scrissero “Corvino Vinci” io guardo quello e per me è stimolo».
DECIFRATI TARDI. «Ha avuto ragione il presidente, ma dobbiamo tenere conto della forza che ha avuto la squadra che in un momento di difficoltà è riuscita a tenere la barra dritta. Sappiamo che possiamo fare degli errori, però noi dobbiamo essere bravi ad analizzare il momento. Noi lavoriamo per far sentire i giocatori a proprio agio e supportarli quando al squadra non va bene. Non ci possiamo permettere di sfaldarci nel momento del bisogno».
VALUTAZIONI. «Noi vogliamo un tecnico che non alteri il nostro credo. Solo in quel caso interviene la società. Quando si arrivano in certi momenti del campo, in cui tutte le forze vengono spese, arriva il momento delle riflessioni. Con Giampaolo, nonostante 13 partite senza successi, abbiamo difeso le nostre scelte e lo abbiamo fatto dopo la sconfitta contro il Como in cui in tanti hanno pensato all’esonero del mister. Noi siamo stati perentori e abbiamo dato fiducia a Giampaolo, eravamo convinti che si potesse migliorare. Successivamente sono arrivati i risultati contro Atalanta, Torino e Lazio e senza forza di squadra non si arriva da nessuna parte».
NUMERI NEGATIVI. «Ci sono numeri positivi sicuramente importanti, che ci inorgogliscono perchè riusciamo a farli nella nostra terra. Quello che verrà è il tredicesimo anno nel Lecce con 483 presenze, solo di Serie A, con il prossimo torneo di massima serie. Con sette salvezze. Oggi sono 291 presenze di Serie A, un record per il Lecce. Io ho avuto un maestro, perché non sono geloso di quello che faccio, dopo tanti anni di carriera, Mimmo Cataldo, una persona che ascoltavo in silenzioso e religioso silenzio quando ero giovane. Un direttore che è stato 22 anni nel Lecce, in cui ha disputato cinque campionati di Serie A conquistando la prima massima serie e due salvezze. Io, chi è venuto in sede a trovarmi, nemmeno si è reso conto, che su un pilastro c’è un quadro che mi ritrae con Mimmo Cataldo a Firenze».
RINNOVI. «Ci sono dei calciatori, per lunga o media militanza, vogliono andarsi a misurare da altre parti, c’è qualcuno che noi cerchiamo di fargli capire che è la passione ad essere quelli che siamo. Delle volte alcune accuse nei momenti difficili le accuse arrivano per la passione e per l’amore che questo popolo nutre nei confronti della squadra. Noi quando siamo partiti eravamo una cristalleria, pregiata ma debole. Oggi siamo diventati forti, cristallo fuori e cemento dentro. Stando dentro i nostri parametri, possiamo essere forti, vogliamo accontentare chi per dei motivi viene e ci dice che vuole andare via, ma devono rispettare le nostre aspettative. Non possiamo tenere chi invece ci esterna la voglia di andare via. Noi quando qualcuno vuole andare via come accaduto con Dorgu, dobbiamo tenere conto delle leggi di mercato».
SPIRITO DI SQUADRA. «Io faccio fatica a non pensare che tutto è migliorabile. Noi questi risultati gli abbiamo ottenuti attraverso dei gruppi straordinari che sono andati oltre le difficoltà. Non bisogna dimenticare lo sforzo che fa la società nel tenere una squadra in Serie A per quattro anni, tenere un settore giovanile che se la gioca alla pari con gli altri. Siamo consapevoli che possiamo migliorare. Abbiamo pero raggiunto al salvezza che è il nostro scudetto e vuol dire che abbiamo sbagliato poco».
PAROLA A STEFANO TRINCHERA.
MALEH. «Questa conferenza chiude il cerchio di una stagione complicata, ma nasconde l’emozione per l’ennesimo sogno realizzato. Un’annata complicata, costellata da una serie di episodi negativi. Mi piace l’idea di un ambiente compatto non solo quando si vince ma anche quando ci sono delle difficoltà. Abbiamo compiuto una vera e propria impresa. Detto questo Maleh è un nostro tesserato, l’Empoli ha il diritto di riscatto. In Toscana ha dimostrato il suo valore. Ora deve recuperare dall’infortunio e poi faremo delle valutazioni».
CORVINO. Budget prossima stagione. «Procediamo per step, ci siamo presi alcuni giorni, poi la prossima settimana parleremo di tutto. Approfitto per dedicare un pensiero, a Giovanni Colonna».
MARCHWINSKI. «L’operazone dello scorso anno è figlia di una visione dell’allenatore che ci chiese un giocatore con quelle caratteristiche nel suo modello di gioco. Parliamo di un ragazzo, in cui in un amcichevole che fece delle cose importanti. Ora è a Boglona e sta facendo la riabilitàzione, si sente vicino al rientro. Quando inieremo a parlare con l’allenatore, parleremo anche del suo futuro.
CORVINO. «Io voglio che una sqaudra che gioca in verticale che palleggia, ma prima di tutto voglio i risultati».
IMMORTALE. «Siamo una squadra che ha avuto tanti episodi negativi, qualche traversa presa, qualche rigore qualceh torto, che ci hpnealizzato in più di altre squadre. Quest’anno siamo stati penalizzati molto di più da tanti episodi. Il presisdnete è stato bravissimo ad evidenziare. Senza una grande squadra e una grande forza non si raggiungono dei risutlati così importanti
KRSTOVIC. «Noi proprio in virtù di quello che siamo, un club in salute. Io posso dirvi, se nessuno ci chiede di andare via, non mandiamo via nessuno. Noi abbiamo bisogno delle entrate per manentere tutte le strutture, oggi stiamo così bene che possiamo trattenere i giocatori. Però se un calciatore ci dovesse chidere di andaere via che facciamo? Però dobbiamo trovare convenienze tutti e due. Ma noi non teniamo nessuno contro voglia».
ATTACCO. «L’attacco da chi è composto? Da una squadra che fa gol o un reparto che fa gol? L’attacco del Lecce non va messo in discussione, abbiamo avuto un. prima punta da 11 gol e sei assist, a questi vanno aggiunti gli esterni altri 14 gol. Da quando ci sono a Lecce, in Serie A non abbiamo mai fatto meglio. L’attacco fa gol, la squadra ha fatto pochi gol, quello è un altro discorso. La squadra non c’entra niente con l’attacco. Noi non abbiamo sbagliato la punta, perché è la settima punta del campionato italiano, per trovare giocatori in doppia cifra c’è chi spende cifre importanti. Noi non abbiamo mai sbagliato l’attaccante, non abbiamo mai sbagliato la moglie e io lo dico con i numeri. Per quanto riguarda i centrocampisti sono altre dinamiche».
ORE 12:05 finisce la conferenza stampa.
Perché continuate a darvi la zappa sui piedi in società? Ammettere di aver fatto parecchi errori è sintomo di umiltà (questa illustre sconosciuta…), ma voi preferite “osannarvi” da soli di meriti che NON avete. Atalanta, Torino e Lazio sono partite giocate dopo una pesantissima tragedia che ha emotivamente unito un gruppo di estranei e individualisti; non sono migliorati i risultati grazie all’allenatore o alle capacità dei giocatori, ma c’era una forza motivazionale che ha dato una spinta improvvisa ad un ambiente dormiente. Smettetela di pensare a noi tifosi (leccesi e salentini) come incapaci di comprendere le dinamiche di uno sport che qui “mastichiamo” da sempre. Basta nascondervi dietro la scusa dell’asticella, nessuno vi ha chiesto niente, né decimo posto, né Europa league, ma in un anno avete ceduto giocatori per 60 milioni ed a gennaio, momento cruciale per migliorarsi, avete preso rinforzi da serie B. Vi ha detto bene quest’anno, ma né voi, né Giampaolo, dovreste onestamente darvi dei meriti che invece continuate inappropriatamente ad ostentare… Una cosa si è capita, cioè, che della presenza dei tifosi allo stadio non vi importa niente, perché con i soldi degli abbonamenti non ci fate nulla ormai, tra cessioni, diritti tv e sponsor, sono solo quisquilie per voi… bravissimi, visto il vostro atteggiamento di sfida e superiorità, spero che tutti i tifosi rispondano adeguatamente al botteghino…
Ultimissima cosa, caro direttore, oltre a non guardare lo striscione in curva, non guardare neanche i muri in città, altrimenti ti tocca portarti dietro il tuo quadro ogni giorno…
Forza Lecce 💛❤️ e complimenti ai veri tifosi del Lecce che guardano il carattere e l’impegno prima del risultato.
“In un campionato sempre più competitivo” è inutile leggere oltre la prima riga o aggiungere alcunché. Magari domani o un giorno mi piacerebbe solo capire se tra la stampa locale accreditata ci sia un sussulto di dignità per smontare con i fatti l’ego di quest’uomo. Forza Lecce sempre
Bravo! 👏🏻 Purtroppo il silenzio attuale dei migliaia che lo hanno “incitato all’esodo” lo fa sentire forte adesso…