Colori, bandiere, storia, intrecci sociali e culturali: il gioco del calcio va oltre, e di gran lunga, rispetto al semplice confronto tra ventidue atleti su un campo di gioco. Anche e soprattutto in Italia, dove la passione delle tifoserie affonda radici lontane e trova negli stemmi dei vari club veri e propri simboli da difendere. E noi andremmo a conoscerne dettagli e sviluppi squadra per squadra: stavolta tocca al Cagliari prossimo avversario del Lecce.
Tra le società calcistiche più radicate al territorio in Italia, quella sarda non poteva attingere ad esso sin dai suoi albori per scegliere il proprio logo. Così la prima versione dello stemma cagliaritano affonda le sue radici nell’identità cittadina e regionale. Uno scudo per metà rosso e nell’altra metà diviso tra blu (con il rosso i colori ufficialità di Cagliari) e gli storici quattro mori separati dalla croce di San Giorgio, simboli della Sardegna che riprendono dalla casata d’Aragona le vittorie conseguite dalla stessa contro gli arabi in Spagna in nome della cristianità.
Tale versione dello stemma rimarrà in auge sino al 1971, quando inizieranno una serie di cinque modifiche fino alla versione attuale. Le successive quattro vedranno lo spostamento al centro dei quattro mori e passeranno dalla versione a scudo classico a quella più triangolare, poi all’ovale degli anni novanta con successiva aggiunta di allori dorati a contornare il tutto. Nel 2015, dunque, il salto alla versione attuale, con ritorno a scudo triangolare ma molto più snello e moderno, i quattro mori a prendersi la scena ed il rossoblù divenuto contorno del logo.
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