Il Lecce dura poco più di un quarto d’ora. Il Cagliari vince 1-2 lo scontro diretto della quarta giornata e il punteggio non rende merito alla differenza di palle gol. Solo le parate di Falcone hanno reso meno amaro il passivo targato Belotti, che si prende così l’eredità lasciata da Piccoli. I giallorossi lasciano il campo sconsolati, con solo la Curva Nord che prova a dare la carica mentre il resto dello stadio fischia. Il Lecce di quest’inizio campionato è una squadra con poca qualità, spenta e poco sicura dei propri mezzi.
Il Lecce passa alla prima occasione al 5‘. Sottil salta secco Palestra e premia la volontà di Tiago Gabriel, restato in proiezione offensiva dal calcio piazzato. Il Cagliari, aggressivo sull’out mancino con Obert e Folorunsho, rischia al 16′. Sala ridà vita a una respinta da corner e crossa a campanile per Gaspar, che schiaccia di testa sfiorando il palo. Al 18′, il Cagliari è pericoloso. Prati crossa per Esposito. L’attaccante si sposta il pallone sul sinistro e stampa il montante. L’azione resta riva: Adopo calcia al centro, Belotti devia in qualche modo di testa ma fuori dallo specchio. L’undici ospite preme e il Lecce fatica a presidiare l’area. Un minuto dopo Esposito porta palla e allarga per Adopo, Falcone vola sul suo palo e nega il pari che i rossoblu accarezzano con la percussione di Belotti chiusa da Coulibaly e soprattutto al 22′, quando Falcone si distende e tocca con le dita il colpo di testa di Deiola. L’ammonizione a Coulibaly innervosisce il Lecce, che però palla al piede sa tenere la trequarti. Il baricentro alto comandato da Di Francesco funziona e al 29′ Coulibaly intercetta e scaglia una sassata respinta da Caprile. Un minuto dopo è poi la volta del destro da fuori senza pretese di Ramadani.
L’andamento della partita è però chiaro. Il Lecce non ha le distanze tra i reparti quando ad attaccare sono gli ospiti e le parate di Falcone servono solo a ritardare il pari cagliaritano che arriva al 32′. Palestra chiude un break in cui l’opposizione del centrocampo e nulla e per Belotti è un gioco da ragazzi depositare il pallone in porta. Il punteggio non sblocca il Lecce. Gallo subisce tunnel da Palestra ma la retroguardia di casa respinge Folorunsho al volo. Il simbolo della gara è ciò che succede al 44′. Coulibaly recupera con rabbia su Deiola ma sbaglia lo stop sul passaggio di ritorno di Stulic. Sul ribaltamento dell’azione, il Cagliari ara il campo in tre passaggi, Gallo, già in difficoltà, è solo senza l’aiuto di Sottil e Alex Sala, poco presenti in fase difensiva. Palestra arriva sul fondo e Coulibaly mette l’ennesima pezza. Il Cagliari chiude il primo tempo con un altro legno, colpito da Esposito a giro al 45′. Stulic lavora di sponda prima della pausa: pallone per Alex Sala che spara alle stelle.
Di Francesco lascia negli spogliatoi Gallo e Alex Sala, ma la differenza di qualità è eloquente nelle scelte di giocata offensiva. Tanti passaggi con errore di rifinitura per il Lecce, due tocchi e verticalità per il Cagliari. Belotti calcia alto al 49′ e Falcone controlla in due tempi il cross a pelo d’erba di Palestra al 50′. Caprile è attento sulla deviazione fortuita di Luperto verso lo specchio al 55′, pochi secondi prima della presa a terra su Kaba. Pisacane dà movimento all’attacco con Gaetano e Felici, mentre Di Francesco completa il cambiamento totale della catena di sinistra: Morente entra per Sottil. Al 67′, Pierotti con una delle “sue” giocate di forza vince fisicamente su Felici e Obert, scodellata per Morente impreciso in solitaria.
Il Cagliari passa in vantaggio sul ribaltamento veloce confermando il leitmotiv della gara. Tiago Gabriel atterra Belotti in area e lo stesso attaccante ex Benfica trasforma dal dischetto di forza. Camarda entra per Ramadani affiancandosi a Stulic ma la differenza di qualità nelle giocate, anche semplici, non è da confronto tra due squadre salvezza (segnale preoccupante per i giallorossi?). Pisacane arretra il baricentro dei suoi, la saga delle scelte sbagliate continua con il sinistro masticato da N’Dri. Felici non impegna più di tanto Falcone al 90′ e Stulic, durante il recupero, manca il passaggio per Camarda.
Il Lecce perde ancora ma ciò che preoccupa è l’atteggiamento di una squadra che, passata la fiammata iniziale, ha perso totalmente il controllo. Zero pericoli per la porta di Caprile con il Cagliari in vantaggio, palloni della disperazione sventagliati senza crederci più di tanto. Dopo tre sconfitte in quattro partite, è già il momento di preoccuparsi in una settimana dove, dopo l’impegno di Coppa Italia in casa del Milan, si giocherà di nuovo tra le mura amiche, contro il Bologna, domenica alle 18.
Il tabellino
Lecce-Cagliari 1-2
Lecce (4-3-3): Falcone; Kouassi, Gaspar, Tiago Gabriel, Gallo (1’st Ndaba); Coulibaly, Ramadani (27’st Camarda), Sala (1’st Kaba); Pierotti (35’st N’Dri), Stulic, Sottil (16’t Morente). A disposizione: Fruchtl, Samooja, Danilo Veiga, Siebert, Kovac, Berisha, Helgason, Banda. Allenatore Eusebio Di Francesco
Cagliari (4-3-1-2): Caprile; Palestra, Mina, Luperto, Obert; Deiola (42’st Mazzitelli), Adopo (27’st Zappa), Prati (15’st Felici); Folorunsho; Belotti (27’st Kilicsoy), Esposito (15’st Gaetano). A disposizione: Sarno, Ciocci, Idrissi, Rodriguez, Di Pardo, Rog, Cavuoti, Ciocci, Borrelli, Pavoletti, Zè Pedro. Allenatore Fabio Pisacane
Marcatori 5’pt Tiago Gabriel (L), 33’pt, 26’st rig. Belotti (C)
Ammoniti 20pt Tiago Gabriel (L), 26’pt Coulibaly (L), 46’pt Esposito (C), 13’st Prati (C), 44’st Obert (C)
Spettatori 26.219 Incasso totale 323.439,10 euro









Esposito- palestra hanno fatto quello che vogliono…troppa delusione
Sul 1-0 mi ero illuso !
Il Lecce fino al gol di Thiago era superiore al Cagliari, mi ero illuso che poi in fondo la squadra ci fosse…. poi il solito calo con errori in difesa madornali e attacco inesistente… siamo ancora a 0 punti in classifica e non è un bel segnale
quindi è stato superiore al Cagliari per 4 minuti e mezzo !!
Abbiamo un punto, almeno quello lascialo!
Si per 4 minuti abbiamo dominato…
Non sono i risultati che mi preoccupano ora..quelli ne sono la conseguenza. Ciò che mi preoccupa è vedere una squadra senza anima, senza identità, senza qualità, confusionaria, fumosa senza gioco. E ciò che mi preoccupa ancora di più è che essendo al quarto anno di fila in serie a ci si aspettava una certa maturità, un inizio di campionato diverso e più convincente proprio per l’esperienza acquisita in questi anni da società, mister, giocatori soprattutto e l’ambiente circostante.
Davvero un incubo. A centrocampo folorusho, vaglio’, folorusho, proprio lui sembrava Beckenbauer e girava come fosse nelle praterie. Non è cosa, sono scoraggiato. Lo ero già quando sentivo il mercato delle idee ma mi dicevo che magari potevo sbagliarmi a pensare che questa non è una squadra da serie A ma ieri mi sono caduti i cosiddetti a terra.
Solo ieri? Lo scoramento e’ normale che ci sia di fronte a certe prestazioni. Ci aspetteranno altre sofferenze a partire da martedi contro il Bologna. Purtroppo capitoleremo ancora! Questi siamo e dobbiamo andare avanti cercando di non restare troppo indietro perche’ il campionato e’ lungo e per recuperare c’e’ tempo. Vedremo cosa accadra’ e dove saremo tra qualche altra giornata.
Questa stagione sarà il “canto del cigno” di Corvino. Speriamo sia la sua ultima stagione…e sarà difficile da dimenticare, con primavera e prima squadra, entrambe retrocesse
La stagione e’ ancora lunghissima, non sentenziare inutilmente. Hai la palla di vetro?
Secondo me danno tutto, non c’è la fanno proprio. È la categoria sbagliata
Serie B da Luglio
La squadra non e’ più scarsa di quella dello scorso anno, anche se non si sta esprimendo. Mi sembrano proprio in difficoltà fisica. Non capisco il cambio in panchina. Giampaolo ha strameritato la conferma. Speriamo ma e’ dura, partendo così male.
Giampaolo non è rimasto perchè voleva i giocatori adatti al suo tipo di gioco. l’area mercato ha risposto che decidono loro… adesso hai compreso ?? ed è andata così anche con Baroni e Gotti.
Il Cagliari ha strameritato ieri e poteva andare peggio senza le parate di San Falcone e i pali. Il nostro Lecce ieri male se non peggio.
Giocatori veramente scarsi