Siamo ancora all’inizio e c’è tanto, tantissimo tempo, per cambiare l’andamento della stagione. La sconfitta contro il Cagliari di venerdì sera è stata però una partita in cui la poca qualità e l’impossibilità di andare al di là dei propri limiti tecnici per fare male alla difesa rossoblu hanno destato le prime, grandi, preoccupazioni per ciò che sarà. Dal quarto d’ora in poi, i giallorossi sono stati in balia delle iniziative dell’undici di Pisacane, che apriva il campo con maestria sfruttando le mancanze dell’asse sinistro Gallo-Alex Sala-Sottil per tagliare la difesa come burro grazie alla frizzantezza di Palestra.
Detto già dei temi tattici della gara, con il Lecce costretto a tantissime corse all’indietro e interventi salvifici in area (di Falcone e Coulibaly soprattutto), sono evidenti delle carenze che quest’avvio di campionato, con un calendario sì difficile. In difesa, senza Baschirotto, Gaspar al momento è al di sotto degli standard di rendimento fatti vedere lo scorso anno, fatto che pesa soprattutto visto il ruolo di totem che gli spetta. Il 20enne Tiago Gabriel, in gol, alterna ottime prove ma macchiate di qualche ingenuo errore, come sul rigore che ha generato il vantaggio ospite. Sulle fasce, Kouassi e Danilo Veiga, esterni dalle differenti caratteristiche e con carenze (difensivamente leggero il portoghese, poco propositivo il francese) danno meno garanzie rispetto a chi in passato ha occupato quella corsia in Serie A. Gallo, sostituito all’intervallo, ha sofferto tanto e subito la pressione di Palestra, ma oltre a una prestazione negativa, come già detto, gli è mancato l’aiuto dei compagni.
Il centrocampo è il reparto che più ha preoccupato contro il Cagliari per assenza di filtro. Coulibaly ha corso in lungo e in largo per mettere toppe e, forse fisiologicamente, è mancato nei suggerimenti davanti. Alex Sala, come a Bergamo, ha cominciato bene ma poi è sparito nella fisicità del pacchetto mediano avversario. Ramadani ha fatto poco più dell’ordinario. Da qui è nato anche l’isolamento dell’attacco, con Stulic, uomo d’area, che ha chiuso la partita con 4 palloni toccati, uno buono per il tiro non sfruttato da Sala. Singoli che performano in alcuni fondamentali e alcuni momenti sono stati Sottil e Pierotti. Il torinese ha saltato l’uomo, servito l’assist per Tiago Gabriel, ma il suo apporto in fase difensiva è stato decisamente carente. Le caratteristiche di Pierotti, esterno di battaglia e contrasto, sono evidenti. Un maggiore tempismo e calma nella scelta palla al piede gli permetterebbe di alzare il proprio valore di calciatore.









Se c’è da turarsi il naso turatevelo e reintegrate Maleh e Guilbert; qui c’è in gioco almeno la dignità del Lecce che non faccia la miserrima fine di una squadra materasso che batta i record negativi della serie e prendete Jack Bonaventura uno che dà del tu al pallone.
Comprate calciatori validi spendendo più euro e vedrete i risultati.
Io non vedo molte soluzioni. Certo, si può coprire di più la difesa ma già siamo la squadra meno prolifica in attacco e se non segni non vinci. Servono almeno due centrocampisti di qualità
Reintegrino Guilbert e Maleh
Pagati per niente
faru? erane scire alla palascia cu se futtane a mare 🙂
Se ci vogliamo salvare a gennaio urge difensore serio e un regista a centrocampo
quando metti fuori squadra giocatori piu forti di quelli che sono in rosa succede che gli atri sono superiori.
Quella è la stoffa, se non sai fare gol in quel modo non puoi giocare a calcio
Con la rosa con il valore più basso della serie A, il monte ingaggi più basso della categoria, nonostante le importantissime plusvalenze degli ultimi tre anni, evidentemente si sono sbagliati gli acquisti e l’allenatore.
Ad oggi.
La contabilita’ lasciamola fuori, a noi non deve interessare. E’ una politica societaria che conosciamo e che dobbiamo accettare con tutti i pro e i contro. Purtroppo sono stati commessi degli errori tecnici e di valutazione che ci porteremo avanti almeno fino a gennaio. Che la campagna acquisti sia stata deficitaria sono d’accordo perche’ qualcosa in piu’ e meglio andava fatta. Il futuro ci dira’ tante cose nel bene e nel male.
Sergio, se mi permetti, io scrivo ciò che mi pare per sottolineare i miei concetti, in termini urbani.
Che si incassi 100 e si spenda 30 è un dato di fatto che, alla luce dei risultati, seppur parziali attuali ma in preoccupante continuità con lo scorso campionato, dimostra che la politica societaria porta verso la mediocrità e retrocessione.
Per la serie A occorre una Società diversa, nuova, visto che questa la filosofia non la vuole cambiare.
Altrimenti va bene anche la serie B o la C.
Prendiamo qualche svincolato adesso per provare a fare il miracolo e a gennaio Corvino via…..Sogliano del Verona è un DS formidabile 🤞🏻