No, l’alternativa al 4-3-3 non può essere il 3-5-2 versione San Siro

Una scelta scellerata non tanto nell'idea in sé quanto nella sua applicazione. E così il Lecce si è consegnato all'avversario senza provarci neppure per un secondo

Mai come quest’anno il Lecce è stato costruito in modo molto rigido sul 4-3-3. Quest’ultimo modulo che non sta dando al momento i suoi frutti e sul quale Di Francesco ha tanto da lavorare, ma nel frattempo ieri il tecnico ha voluto testare un’alternativa apparsa più come una goffa improvvisazione che come una strategia ragionata. Almeno questo ci ha detto ciò il campo, con il Milan a dimostrare, con l’incredibile media di una chiara occasione da rete ogni 2-3 minuti di gioco, che tra le due squadre vi fossero quantomeno due categorie di differenza che invece non ci sarebbero.

Nel leggere le ufficiali, nessuno avrebbe potuto ipotizzare il cambio di schema tattico. Questo semplicemente perché non ve n’erano le basi tecniche. Siebert troppo macchinoso (almeno in questa fase della stagione) per muoversi da braccetto, Ndaba troppo leggero per essere accentrato ancor più se a sostenerlo dall’esterno vi era un Morente teoricamente capace di contenere un terzino ma certo non a uomo e sulla lunga distanza un elemento più offensivo come Saelemaekers, Helgason che per non sprofondare ha bisogno di più elementi intorno e N’Dri totalmente avulso alla pratica della seconda punta accentrata.

E invece, purtroppo, era proprio 3-5-2/5-3-2. Uno dei peggiori scempi tattici che a memoria si ricordino nella recente epoca del Lecce, sconfitto 3-0 per puro caso alla luce dei legni colpiti a ripetizione dai rossoneri e delle numerose parate di Fruchtl. Squadra smollata, sfibrata, con movimenti randomici e privi contenuto e ritmo.

L’errore, comunque, (e odiamo dirlo, perché per quanto professionisti della scrittura non siamo allenatori, ma ci sono risultati così evidenti che meritano quantomeno un tentativo di analisi approfondita), non è nel cosa, ma nel come. Qualsiasi squadra che si rispetti deve avere delle alternative tattiche ed Eusebio Di Francesco ha dimostrato di saperlo. Solo se così deve essere la scelta degli uomini, a prescindere se si tratti di campionato, Coppa Italia o amichevole (magari a volte c’è poco da perdere come obiettivi, ma tanto come certezze), deve essere più diligente.

Nella difesa a tre devono giocare tre centrali puri, o se un braccetto deve essere più adattato al suo fianco non può certo avere un’ala a sua volta forzata. Per intenderci, con Morente o Pierotti quinti il braccetto dovrebbe essere Tiago, Gaspar o Siebert, con Ndaba o Kouassi braccetti il quinto dovrebbe essere Veiga o Gallo. E’ questione di equilibri base. A centrocampo poi elementi più abituati ad accentrarsi sulla trequarti, alla Helgason per intenderci, rischierebbero di far saltare le distanze ed essere risucchiati in entrambe le fase. E, purtroppo, per ali pure come N’Dri e Banda su tutti non ci sarebbe spazio. Davanti Camarda-Stulic e stop, al massimo qualcuno come Pierotti che in passato ha masticato il ruolo di seconda punta. Un’alternativa è possibile ma, finché la rosa sarà migliorata, va sfruttata in modo decisamente più accurato.

Subscribe
Notificami
guest
47 Commenti
più nuovi
più vecchi più votati
Inline Feedbacks
View all comments
Commento da Facebook
Commento da Facebook
5 mesi fa

Non serve il modulo servono i calciatori !

Commento da Facebook
Commento da Facebook
5 mesi fa

Anche perché a San Siro hanno giocato in 10 quasi tutta la partita. Quindi il 352 è un po’ ingiudicabile

Toni
Toni
5 mesi fa

Comunque la qualità mi sembra molto bassa x non dire parole brutte.

Toni
Toni
5 mesi fa

Divi cambiare modulo giocare con 3 4 1 2 con Pierotti seconda punta vicino a Stulic o Camarda. Oppure 3 4 1 2 sempre Pierotti vicino alla punta.

Pippo
Pippo
5 mesi fa

Sono scarsi i calciatori, vedi stulic, non pervenuto da 5 partite, con lui giochiamo in 10 già, nei duelli siamo molli, e con noi si sbloccano tutti quelli che non segnano da mesi, vedi Belotti, jimenes,e altri..e serie b..se non si cambia

Commento da Facebook
Commento da Facebook
5 mesi fa

La verità hanno giocato il 9..1

Commento da Facebook
Commento da Facebook
5 mesi fa

Meglio 1.10

Commento da Facebook
Commento da Facebook
5 mesi fa

Non è una questione di moduli ma semplicemente di qualità in campo in Coppa Berisha ha dimostrato di essere l’unico con i piedi educati e invece gioca Sala appena arrivato che non conosce il Campionato Italiano. Poi lanci Sibert e fa un disastro dietro l’altro. Forse ripartire dalle basi dello scorso anno e dare ai nuovi un po’ di tempo sarà più produttivo. Helgason in panchina con il nulla che abbiamo fatto in campo non si può vedere….

Commento da Facebook
Commento da Facebook
5 mesi fa

Il modulo che da più copertura se sei scarsone è il 4 4 2. Il Lecce potrebbe farlo giocando con i 4 dietro, mezzale destra Koulibaly, sinistra Morente, in mezzo Berisha e Ramadani.
Davanti Stulic e Pierotti.
Scarsi uguale, ma almeno ci si prova e forse Morente in copertura meglio che avanti.

Commento da Facebook
Commento da Facebook
5 mesi fa

Di qualita’ non e’ rimasto nessuno.!!

Articoli correlati

Il 21 marzo del 1993, i giallorossi del compianto allenatore Bruno Bolchi vissero una tappa...
Il regista (ora tecnico del settore giovanile dell'Inter) e il bomber firmarono il successo sulla...
Il collega Francesco Oddo Casano ha raccontato nel dettaglio la situazione in casa capitolina nella...

Altre notizie