Con la giusta mentalità si può andare oltre i propri limiti. O almeno provarci

Il Lecce ha capito ieri che una strada per fare bene è possibile, ma solo con determinate condizioni

All’indomani della conclusione di mercato, quando la consapevolezza di non avere certo il collettivo più attrezzato per salvarsi ma, al contrario, di partire dagli ultimi posti e doversi creare in casa eventuali nuovi trascinatori come fu per Krstovic, Dorgu&co, si fece facilmente strada la consapevolezza di come per questa squadra sia fondamentale scendere in campo con lo spirito giusto. A supporto di quest’idea sono arrivati i flop settembrini, figli del gap tecnico ma ancor più di quello dell’atteggiamento. E ancor più è arrivata la gara di ieri, quando un Lecce dal cuore encomiabile ha dimostrato che scendendo in campo con le modalità necessarie qualcosa di diverso è possibile.

Applaudito dal primo all’ultimo minuto, il Lecce versione anti Bologna ha mostrato alla sua gente quanto nel calcio non contino soltanto gli aspetti tecnico e tattico, ma anche quello mentale. Spesso nelle scorse settimane si è parlato di un’assenza di ferocia, ebbene rispetto a ieri non c’è davvero nulla da rimproverare alla squadra. Duelli quasi tutti vinti, palloni in area avversaria attaccati con la giusta grinta ed una mentalità che ha anche ridotto vertiginosamente le disattenzioni, capitate quasi in toto ad un Kouassi in giornata no ed a Tiago Gabriel in occasione dell’evitabilissimo secondo gol avversario.

Se con Milan, Atalanta e Cagliari si era visto soprattutto cosa il Lecce non deve fare, la prova contro l’undici di Italiano, di quelle che 8 volte su 10 portano ad una vittoria, ha fornito lezione di ciò a cui i giallorossi devono aspirare. Un copione che sicuramente non sarà scontato replicare, ma intanto almeno una strada è tracciata e, con voglia e convinzione, il Lecce può lottare nel modo in cui la propria gente merita.

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SergioM.
SergioM.
5 mesi fa

Vamossss Lecce Siempreee ❤️💛❤️

Optio
Optio
5 mesi fa

Francamente non comprendo: come e’ possibile rinunciare a 2 elementi di comprovata esperienza in A (anche come riserve) quali Maleh e Guilbert e far giocare due inesperti (come i due terzini destri)

Leccese orgoglioso
Leccese orgoglioso
5 mesi fa
Reply to  Optio

Dinamiche aziendali.
Qualche anno fa certe dinamiche hanno fatto la fortuna di squadre come la juventus, dove i giocatori dovevano addirittura avere un certo look per stare in squadra.
Per capirci, un balotelli non avrebbe messo piede in squadra.
È innegabile che guilbert e maleh servirebbero come il pane, ma devono aver fatto qualche cavolata

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