Come arriva il Napoli al match di domani?
“Ci arriva molto incerottato, privo di molti dei suoi uomini migliori, ma anche con un’iniezione di fiducia dopo il successo con l’Inter. Il trend fuori casa è però pessimo. Teoricamente, sulla carta, Lecce potrebbe essere una trasferta buona per tornare a fare i tre punti. Ma c’è sempre un avversario da non sottovalutare e che può farti male perché è in salute”.
Quali sono punti deboli e di forza del collettivo di Conte?
“Il miglior Napoli di questa stagione ha manifestato una fase offensiva abbastanza buona soprattutto nella ricerca della verticalità. Poi ci sono grinta e compattezza che il gruppo ha fatto vedere già l’anno scorso. In fase di non possesso, però, questa squadra sta subendo decisamente troppo. Sulla fascia destra ci sono stati dei problemi e, per essere una squadra di Conte questa generica situazione della fase difensiva ha sorpreso e fa da contraltare ad una capacità di offendere che invece, come detto, sta dando i suoi frutti”.
Che opinione hai del Lecce di Eusebio Di Francesco?
“Sono sempre un po’ perplesso dal Di Francesco allenatore perché in questi anni ha fatto vedere qualche volta di non essere propriamente adatto alla categoria. Invece sta giocando abbastanza bene con quello che ha. Mi attendevo un Lecce messo anche peggio rispetto alla classifica attuale ed invece i giallorossi stanno mostrando una certa continuità. Gioca, propone gioco, non si arrocca in difesa, non specula sul risultato. Si può salvare”.
Come dovrebbero scendere in campo i partenopei contro i giallorossi?
“Ci sono gli uomini un po’ contati, con Lobotka ancora fuori ed il fresco infortunio di De Bruyne. Si potrebbe tornare al 4-3-3 magari meno offensivo ma più solido. Milinkovic-Savic andrà tra i pali. Non escludo Rrahmani titolare così come Hojlund né escludo un po’ di turnover con magari uno tra Elmas e Lang dall’inizio. Però, tra rientri, assenze e gare ravvicinate, le scelte si portano dietro qualche dose di incognita”.









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