La sostanza del Lecce “a due anime” e i meriti di Di Francesco

I giallorossi conquistano il bottino pieno in casa della Fiorentina dopo una prova coriacea che mette in campo le richieste dell’allenatore

“Di Francesco deve essere bravo a costruire una squadra olistica che sappia andare al di là del valore dei singoli”. Il termine utilizzato in medicina per definire lo stato di salute nella sua globalità, e dunque all’unione tra corpo, mente e spirito, è stato usato dall’esperto giornalista toscano Stefano Cecchi, modello di schiettezza e competenza in una comunicazione oggi troppo patinata, nel descrivere il Lecce atteso dalla sfida contro la Fiorentina e sulla carta indebolito dopo le partenze di Baschirotto, leader difensivo e capitano, e Krstovic, uomo-totalità dell’attacco nello scorso campionato.

La prestazione con cui il Lecce si è imposto a Firenze contro una squadra sfilacciata che le ha provate tutte (cambio dell’intero centrocampo al 45’ e inserimento di tutte le punte) è da squadra umile, onesta, ma che non ci è stata per nulla a passare per vittima sacrificale nel giorno cerchiato in rosso dell’ipotetica ripartenza di Pioli, rimasto a zero vittorie. Di Francesco ha predicato calma ed equilibrio ai suoi ragazzi non snaturando le caratteristiche dello scacchiere nonostante l’importanza del match. Il Lecce ha tenuto botta all’iniziale approccio in cui la Fiorentina voleva fare il suo gioco e, senza sfaldarsi, a testa alta ha operato il pressing alto alzando la concentrazione sulle marcature preventive per evitare di concedere la profondità a Kean assistito dal più regista degli attaccanti, Dzeko.

Il gol di Berisha, sempre più sicuro della sua titolarità e centralità, è nato da questi principi impartiti da un allenatore che con la crescita dei calciatori ci sa fare. Berisha ha aggredito Ndour, dialogato con Stulic e beneficiato di un cross al bacio di Morente. Il riferimento a Stulic è un altro nodo del momento di crescita del Lecce. Di Francesco, per quanto si vede in campo, sta lavorando sul blocco squadra e sul ridurre al minimo gli errori che giocoforza in ogni partita ci sono. Il mister è solito ripetere che nel calcio vince chi sbaglia meno. Il Lecce a Firenze ha vinto perché ha sbagliato pochissimo: qualche gestione della palla frettolosa e dettagli negli assalti finali della Viola con l’ultimo sussulto sparato alto da Sohm.

Stulic non deve cadere nella negatività per il gol che ancora non arriva e acquisire quelle qualità di attaccante di sponda da aggiungere al suo curriculum di guastatore d’area come fatto vedere in Belgio. L’assistenza di un trequartista, passaggio rispetto all’iniziale 4-3-3 classico, è un passo che Di Francesco ha impartito anche per lui e per Camarda.

Eusebio Di Francesco ha accettato il Lecce per riscattarsi dopo le esperienze chiuse con la retrocessione all’ultima giornata a Frosinone e Venezia. Il gruppo proattivo nel lavoro quotidiano  ha agevolato DiFra, equilibrato nella fiducia per i suoi ragazzi anche nei momenti critici dell’avvio e coadiuvato da uno staff attento e presente.

Il Lecce compatto che ha vinto a Firenze prendendosi dei punti che sarebbero potuti arrivare anche in casa contro il Napoli campione d’Italia ha due “anime nazionali”. In difesa, il trio di lingua portoghese Danilo Veiga-Gaspar-Tiago Gabriel è una certezza insieme a Gallo. Danilo Veiga ha aggiunto l’ordine difensivo alle doti di corsa e falcata e Tiago, quando non deve fare gli straordinari in scivolata, si muove ordinatamente. L’altra anima è il Lecce albanese: Ramadani e Berisha fanno coppia fissa nel mezzo e Medon, numero 10 al centro della formazione, si alterna con Coulibaly sulla trequarti anche in base ai momenti della gara.

Anche questo è un aspetto della gestione di Di Francesco, ieri attento nello spostare un Banda tanto propenso al sacrificio in zona difensiva. Tre porte inviolate in cinque trasferte (eguagliati già i totali delle stagioni intere 1988/89,17 partite totali, 1989/90, 17 partite, 2023/24, 19 partite) sono numeri che evidenziano la sostanza di una squadra che, appunto olisticamente, grazie al suo allenatore, sta andando al di là della carta. Il passo successivo è la legittimazione anche del singolo calciatore, tra scommesse e rilanci, grazie ai dettami di DiFra. Berisha e Tiago Gabriel sono gli apripista.

Subscribe
Notificami
guest
0 Commenti
più nuovi
più vecchi più votati
Inline Feedbacks
View all comments

Articoli correlati

gattuso
Come annunciato per oggi, il CT degli azzurri Gattuso ha reso nota la lista dei...
L’ex calciatore ha parlato dell’allenatore oggi al Lecce dai propri profili social...
Il primo dirigente della società rossoblu ha diramato una nota dopo la visita di Saverio...

Altre notizie