Adriano Ferreira Pinto, ancora in campo a 45 anni con la maglia dell’Almé ricorda così la sua militanza salentina, fatta di 23 presenze e 2 gol nel 2013/2014 in Serie C: “Lecce è una piazza fantastica. A Di Francesco e al club auguro di centrare l’obiettivo salvezza. Il mister ha sempre fatto vedere un ottimo calcio in Italia, il più delle volte gli è mancata anche una buona dose di fortuna. Ha sempre fatto girare al meglio le proprie squadre. Spero possa finalmente invertire la tendenza, conquistando la permanenza in Serie A con il Lecce, facendo valere sempre i propri principi di gioco. I salentini devono continuare così, ripartendo da quanto fatto vedere nella vittoria di Firenze”.
In giallorosso milita Francesco Camarda, talento sotto la lente d’ingrandimento del calcio italiano: “Lanciare un giocatore così giovane in una squadra che punta alla salvezza vuol dire avere davvero tanto coraggio –ammette Ferreira Pinto-. Di Francesco vede talento nel ragazzo ed è giusto che lo metta al centro del proprio attacco. In Italia una cosa del genere non è assolutamente scontata. Dare la possibilità a un giovane di crescere, misurandosi ad alti livelli, è importante. Si tratta di un buon attaccante, ma non deve essere lasciato solo. Ha bisogno anche di rifiatare e non può portare sul groppone il peso della salvezza di un club come il Lecce. Giusto puntare su di lui, ma bisogna comunque non mettergli troppa pressione”.
Il brasiliano, ex Atalanta, risponde alla domanda sulle gerarchie offensive a Bergamo tra Krstovic e Scamacca: “Tra i due per il ruolo di titolare punterei senza ombra di dubbio su Gianluca Scamacca. Sicuramente è stato sfortunato dal punto di vista della tenuta fisica negli ultimi anni, ma si tratta di un ottimo giocatore. Ora deve stare concentrato per superare le difficoltà al ginocchio e tornare a suoi livelli, ritrovando la via del gol. D’altro canto, Krstovic deve sfruttare al meglio ogni occasione e farsi trovare pronto perché se ora è all’Atalanta vuol dire che in carriera ha dimostrato un certo valore”.
Infine il racconto sulla sua voglia di giocare ancora: “Ho giocato 11 anni al Ponte San Pietro in Serie D, dove mi sono trovato davvero molto bene. Questa estate, dopo una fusione del club, abbiamo deciso di separarci, ma i rapporti restano comunque ottimi. Poi, ho abbracciato il progetto Almé, per me una nuova sfida. Abbiamo avuto un po’ di problemi in queste prime partite, ma ora la squadra è al completo. Vogliamo fare un campionato di vertice, l’obiettivo è quello di centrare la promozione al massimo nei prossimi due anni. Appese le scarpette al chiodo, mi piacerebbe intraprendere la carriera da allenatore. Molto dipenderà anche dalle occasioni che capiteranno in futuro”








