Colori, bandiere, storia, intrecci sociali e culturali: il gioco del calcio va oltre, e di gran lunga, rispetto al semplice confronto tra ventidue atleti su un campo di gioco. Anche e soprattutto in Italia, dove la passione delle tifoserie affonda radici lontane e trova negli stemmi dei vari club veri e propri simboli da difendere. E noi andremmo a conoscerne dettagli e sviluppi squadra per squadra: stavolta tocca al Verona prossimo avversario del Lecce.
L’Hellas e la città di Verona, un legame solido che si protrae dal lontano 1903. I colori furono da subito il giallo ed il blu adottati dal gonfalone cittadino, mentre il primo scudo è stato un ovale diviso tra i “pali” della maglia da gioco, la scritta d’origine ellenistica su sfondo bianco e lo stemma cittadino, la croce gialla su sfondo azzurro. Per vedere l’esordio della storica scala, emblema della dinastia (gli Scaligeri, appunto) che rese Verona una signoria potente nel Basso Medioevo, bisogna attendere il periodo fascista quando la stessa campeggiava affiancata dal fascio littorio.
Dal secondo dopoguerra in poi la Scala, dapprima nella forma biancorossa dello stemma della Provincia poi nuovamente gialla, blu, oro o stilizzata, tornerà sullo stemma dell’Hellas per non lasciarlo più. Questo si presenterà tondo e completamente gialloblù dal 1965 al 1984, anno in cui ci sarà la rivoluzione estetica come prassi nazionale in quel periodo. Il presidente Chiampan commissionò all’agenzia pubblicitaria Orti Manara la realizzazione di varie bozze più moderne che furono scelte dallo stesso patron, dal mister dello Scudetto Osvaldo Bagnoli e dalla bandiera veronese Emiliano Mascetti.
Si optò così per il rombo gialloblù (dopo il trionfo in campionato i colori si invertiranno con comparsa del Tricolore sul bordo) con al centro una V stilizzata e composta dai profili dei due mastini scaligeri con nel mezzo la scala a pioli. Nei Novanta e nei Duemila lo stesso simbolo verrà inglobato nel nuovo ovale in cui tornerà la palatura verticale in due versioni, una bicolore ed una contornata d’oro con l’avvento del nuovo millennio. Nel 2020, poi, una nuova rivoluzione almeno cromatica, visto che tornerà la V stilizzata ma stavolta interamente blu e senza sfondo, classico dei tempi moderni.
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