Wladimiro Falcone ha raccontato il momento giallorosso prima della sosta di novembre. Il Lecce ha pareggiato 0-0 l’ultima gara con piccoli rimpianti: “Il pareggio sta molto stretto, se guardiamo ai punti meritavamo noi di vincere, il Verona ha fatto poco –racconta Falcone-. Abbiamo creato di più, ci sta mancando l’ultimo passaggio ma col mister stiamo lavorando. Sono contento della solidità della fase difensiva. Sono contento dell’altro clean sheet. La partita nascondeva insidie, potevamo prendere gol all’unica occasione loro avendo creato tanto. Davanti dobbiamo migliorare un pochettino”.
La svolta del Lecce è arrivata nel pareggio 2-2 col Bologna. Prima di quell’appuntamento, Falcone, da capitano, organizzò un summit tra senatori: “Quella partita è simbolica, qualche giorno prima presi i più esperti e andammo a cena insieme. Ci siamo confrontati su cosa dovevamo migliorare e col Bologna Camarda ci ha regalato il pareggio. Avevamo preso l’andazzo dell’anno scorso, la cosa non mi piaceva. Ho ritenuto opportuno prendere i più grandi, gente più esperta. Da lì è nata una sintonia che non avevo mai visto negli anni a Lecce. Spero che possa continuare così”.
Tornando allo 0-0 di sabato non si può non parlare del rigore prima assegnato da Abisso e poi tolto a seguito di on field review. C’è confusione sull’uso del protocollo: il Var dovrebbe intervenire per chiari errori. Falcone dice la sua: “Al momento a me sembrava rigore netto. Poi quando ho visto l’arbitro richiamato al Var mi sono fatto due domande. Negli spogliatoi Ramadani urlava che era rigore netto, effettivamente ci può stare come non ci può stare. Non è stato un chiaro errore, poteva rimanere la decisione di campo secondo il protocollo. Soffermarci su questo non è giusto, non è che abbiamo pareggiato solo per questo ma poteva darci una mano. Andiamo avanti, con la Fiorentina il Var ci è andato a favore, ora a sfavore. Abbiamo pareggiato le cose”.
Dopo il fischio di Abisso, Falcone ha svolto il suo ruolo di capitano anche in merito alla questione del tiratore: “Questa è una cosa su cui mi sono battuto. Ho visto Sottil che aveva preso la palla, Tete Morente è il primo incaricato a battere ma era uscito e sono andato da Berisha, l’incaricato. Gli ho detto ‘solo te la senti’. Lui mi ha detto sì, ma Sottil voleva batterlo. Ho detto a Riccardo di evitare discussioni, dicendo ‘se Berisha se la sente tocca a lui’. Sarebbe andato Berisha, se non se la fosse sentita sarebbe toccato a Sottil. Camarda? C’è il rischio che diventi controproducente, abbiamo parlato col ragazzo, sono cose di spogliatoio. Ha la maturità di capire che non spettava a lui batterlo. Poi se fosse spettato a lui nulla da dire. Non è il momento che sia lui a battere i rigori”.
La lotta in zona salvezza è serratissima. Falcone legge la classifica: “Faccio fatica a trovare squadre ‘morte’. È un campionato apertissimo, sotto ci sono Fiorentina e Genoa, c’è la paura che si possano riprendere velocemente e sulla carta sono costruite per altri campionati tranquilli. Il Cagliari sta facendo bene come noi, il Pisa anche, la Cremonese è partita forte. Noi siamo pronti per battagliare come ogni anno. 10 punti un buon bottino? Il cammino è buono, sicuramente secondo me potrebbero pesare i punti con Verona e Sassuolo. 4 punti in più ci avrebbero fatto comodo, ma ci teniamo i 10 punti e speriamo di rubare punti con la Lazio, dove sulla carta non li devi fare…”
Al Lecce manca la vittoria in casa. La prossima partita al Via del Mare sarà contro il Torino, l’ultima squadra battuta tra le mura amiche. Il capitano esprime le sue sensazioni: “Nel 2025 abbiamo vinto solo col Torino, ci sta mancando questa cosa e ci rammarica. Per una squadra che si deve salvare le partite in casa devono essere un fortino. Non riesco a spiegarmi questa cosa, i tifosi ci hanno spinto fino all’ultimo e dobbiamo ritrovare al più presto”.
Con 5 clean sheet, Falcone, insieme a Butez, è secondo in questa classifica solo a Svilar e Provedel: “Se mi aspettavo questa cosa? Assolutamente no. È una sorpresa per me, questi clean sheet li devo condividere con la difesa, stanno facendo un lavoro incredibile. Grazie a loro non arrivano tantissimi tiri, ogni tanto ci metto io una pezza, Di Francesco e Del Rosso stanno facendo un grande lavoro e sono felice”.
Il discorso si sposta poi sui singoli della retroguardia. L’esplosione di Tiago Gabriel sorprende anche Falcone che però dà carica anche a Siebert: “Tiago Gabriel? Sinceramente non ci avrei scommesso ora, che fosse di prospettiva si sapeva. Che facesse così bene al suo primo vero campionato, l’anno scorso è arrivato a gennaio, no. È un ragazzo silenzioso, fa il suo, si allena al cento percento e va a casa. Sono contento per lui e per la squadra, è affidabile. Mi auguro che resti con noi per un po’ e poi farà la sua carriera. Gaspar sta anche tenendo i ritmi dell’anno scorso. Mi danno fiducia e spero di dar fiducia a loro”. E su Siebert: “E’ un bestione, anche lui si farà valere. Quest’anno, come accaduto, farà più fatica. Viene dalla B tedesca e si deve ambientare, da gennaio in poi scommetto su di lui. Deve migliorare alcune cose ma il mister lavora su di lui e farà bene”.








