Oggi più che mai, ha preso piede – con tutto quel che ne consegue in termini di credibilità e di brutto colpo all’immagine della categoria – dopo la chiusura della indagini della Procura Federale e il deferimento (per ora solo ventilato) di Antonio Zappi. Il presidente dei direttori di gara è finito sotto la lente per presunte pressioni esercitate affinché i vertici degli organi tecnici di Serie C e Serie D, Maurizio Ciampi e Alberto Pizzi, si dimettessero. Entrambi sono stati successivamente rimpiazzati con Daniele Orsato e Stefano Braschi.
La vicenda è divenuta oggetto d’inchiesta in seguito alla segnalazione da parte di un associato AIA: pur essendo stata ritenuta priva di fondamento, con tanto di esposto dello stesso firmatario alla Procura della Repubblica che ha denunciato l’uso improprio di dati personali, la Procura Figc ha deciso di tenere ugualmente aperto il fascicolo e andare più a fondo nella questione. Ecco perché adesso, a chiusura indagini e con il deferimento dato in arrivo, Zappi ha quindici giorni di tempo per preparare la tesi difensiva così da rigettare ogni eventuale contestazione quando gli sarà mossa ufficialmente, considerato che se Chiné ha deciso di spingersi oltre e non archiviare deve aver trovato violazioni sufficienti di cui chiedere conto.
Le voci sul deferimento fanno tanto più rumore perché capita in un momento particolare e di tensione tra la FIGC e l’AIA, con quest’ultima ferma nel reclamare la propria autonomia contro il progetto di costituzione di una classe arbitrale d’élite sotto l’egida della stessa Federcalcio, Lega Serie A e Lega Serie B.








