Marco Baroni, la storia del Lecce in due epoche con bis di feste

Il 62enne è ad oggi l'unico ad aver centrato la salvezza in Serie A con il Lecce da calciatore e da allenatore. Le due esperienze hanno dei tratti d'unione che disegnano il profilo di un uomo che ha scritto la storia

Nel match contro il Torino, i giallorossi ritroveranno Marco Baroni, il cui nome resterà nell’epica del club. Non ci sarà molto spazio per le emozioni visto il desiderio di riscatto dei piemontesi dopo il ceffone incassato da Como lunedì all’Olimpico Grande Torino e, dopo la vittoria che l’anno scorso alla guida della Lazio prima di Natale, Baroni punterà a un altro successo da ex allenatore avversario al Via del Mare. La lunga storia di vittorie di Marco Baroni con il Lecce non si cancellerà però mai.

Da calciatore

Arrivato nel 1987 dalla Roma, Baroni ha centrato la promozione in A conquistando poi la salvezza nel 1988/1989, stagione in cui il Lecce si poggiò sulla miglior difesa della storia in Serie A chiudendo al nono posto, il risultato più alto di tutti i tempi. Due gol da tre punti in altrettanti 1-0 contro Napoli e Lazio rappresentano i momenti più belli da calciatore del Lecce. Le istantanee fanno il pari con il pianto in ginocchio sul prato dello stadio di Monza quando Colombo ha insaccato il rigore della salvezza, festeggiata un anno dopo il primo abbraccio in tuta e capelli bianchi con la Curva Nord dopo Lecce-Pordenone 1-0.

Difesa

Il Lecce con Marco Baroni e il Lecce di Marco Baroni hanno avuto tratti simili. I 31 gol incassati nell’88/89 denotano la tanta attenzione alla fase difensiva. Allo stesso modo, va detto che il Baroni allenatore, positivo con la Reggina dopo dei passi falsi a Benevento, Frosinone e Cremona, è stato contattato da Corvino per interrompere la difesa colabrodo registrata con Liverani e Corini. Le 37 partite su 38, da neopromossa, senza subire più di due reti in A sono un attestato.

Fede ai principi

Le comunanze tra le due epoche continuano con il temperamento tenuto durante il percorso. Nel 2022/2023, i giallorossi sono sempre stati fuori dalla zona retrocessione e Baroni, sorretto da società e area tecnica, ha tenuto fede ai suoi principi cercando di apportare migliorie anche dopo le cinque sconfitte consecutive. Agli ordini di Mazzone, i ko di fila furono quattro nel girone d’andata, ma la serranda abbassata dal tecnico e l’ascesa nel ritorno (1 sconfitta nelle ultime 14 partite) portò all’obiettivo nella bolgia di Lecce-Torino 3-1 con buona pace dell’Italia sportiva che propendeva per la tradizione sportiva del Toro.

Uomini

Se un allenatore dirige gli attori come un regista, la buona riuscita del film dipende soprattutto dalla performance di attori di qualità. Sia il Lecce salvo in A con Baroni, sia il Lecce di Baroni (ripetizione necessaria) ha poggiato su elementi trascinanti. Ieri Terraneo oggi Falcone, ieri Baroni oggi Umtiti, ieri Barbas oggi Hjulmand, ieri Pasculli oggi Strefezza in vetta alla classifica dei bomber di squadra di quell’annata. Sia in campo, sia in panchina, gli anni di successi leccesi di Baroni sono stati quindi due.

Cambio

Il mancato accordo sui termini del rinnovo e l’offerta del Verona con un ingaggio più alto e (sulla carta) un progetto ambizioso hanno portato all’interruzione, serena, della collaborazione tra Marco Baroni e il Lecce. Il legame con la tifoseria è consapevole e saldo, più sicuro come una “garanzia” che sbandierato. Le critiche ci sono state, anche quelle frettolosamente ingenerose come accade oggi con D’Aversa, ma il raggiungimento dell’obiettivo è stato anche una legittimazione per Baroni, con il Lecce alla prima salvezza in Serie A della carriera. Baroni non è stato un capopopolo come Mazzone, Cavasin o Cosmi, per intenderci, ma rimane evidente il carisma trasmesso ai ragazzi dietro alla pacatezza nelle dichiarazioni.

Hellas Verona

Con l’Hellas, Marco Baroni si è dimostrato un allenatore forse un po’ sottovalutato, maestro di calcio e gestore abile. Massimizzare il capitale umano a disposizione per far esprimere meglio i ragazzi a disposizione senza troppe filosofie. Centrare la salvezza dopo la rivoluzione operata nel gennaio scorso è stata, probabilmente, l’impresa più sorprendente della sua carriera. A Verona, Baroni ha replicato delle invenzioni tattiche fatte già a Lecce. L’arretramento di Tchatchoua, schierato per la prima volta titolare e terzino proprio contro l’ex squadra, è da leggere come lo schieramento al centro di Baschirotto, nato per emergenza e diventato svolta nella carriera per il difensore di Nogara.

Roma biancoceleste

Nell’estate del 2024, Claudio Lotito ha scelto Baroni a sorpresa (e con qualche scetticismo) per la panchina della Lazio. Dopo un calciomercato non certo esaltante, la resa sul campo della squadra ha superato delle previsioni. In vetta nella League Phase dell’Europa League, la Lazio ha però chiuso il campionato senza la qualificazione europea, persa proprio il 25 maggio 2025 contro il Lecce, partita che di fatto ha sancito la fine del suo incarico nella capitale. La sua squadra si è poggiata spesso sui terzini d’assalto Nuno Tavares e Lazzari con Guendouzi e Rovella a dare equilibrio al centrocampo. In attacco, Zaccagni, 14 tra gol e assist a fine stagione, è cresciuto fino a diventare l’elemento più pericoloso della squadra. Pedro e Castellanos, 10 gol a testa, sono stati i cannonieri.

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3 mesi fa

Ed uno degli uomini di Baroni, Strefezza oggi ha fatto la sua ennesima porca figura con l’olimpiacos., sua squadra attuale con un assist e tre tiri in porta, in una partita persa 4 a 3 contro una blasonata come il real madrid… Un match stupendo in cui questa squadra che come il Lecce non ha dei gran fuoriclasse ma che gioca un calcio davvero impressionante, ha fornito emozione, tensione e spettacolo fino al fischio finale…

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