Umtiti parla apertamente della sua depressione: “Solitudine realtà quotidiana per tanto tempo”

L'ex difensore francese è tornato a palare a Quotidien. In un documentario di 50 minuti, ha parlato apertamente dei propri problemi di depressione

Samuel Umtiti resterà un nome leggendario non solo nel calcio francese. La sua parentesi nel Lecce, nel 2022/2023, primo anno in A del secondo corso di Corvino, ha dato soddisfazioni ad una piazza intera e permesso a un campione un ultimo successo dopo i trionfi con i Bleus e con il Barcellona.

“Non parlare può uccidere. La solitudine può uccidere, è una piaga che devasta il calcio e la società”, è questo il messaggio che Umtiti ha voluto trasmettere nel documentario “Têtes plongeantes”, dedicato alla salute mentale dei giovani trasmesso questo martedì 2 dicembre su TMC, TF1+, L’Équipe , YouTube, TV5 Monde e Society +. Oltre a quella di Umtiti ci sono state le testimonianze di Raphaël Varane, Olivier Giroud e Gaëtane Thiney.

Il racconto di Samuel

Al Quotidien, Umtiti ha raccontato: “La solitudine è stata la mia realtà quotidiana per molto tempo. A volte ti perdi, vedi solo i lati più oscuri della vita. Succede: ti isoli e basta. Ho smesso di rispondere ai messaggi, ero irraggiungibile e non avevo più voglia di sentire nessuno”.

La sensibilità al tema è frutto anche dei propri errori. Per Umtiti il silenzio fa male, come anche dei messaggi che passano per gli atleti sin dalla tenera età: “Ripensandoci ora so che la cosa più importante da fare fosse parlare. Nei centri sportivi non ci parlavano di salute mentale. Zero. È per questo che credo che noi atleti abbiamo bisogno di supporto sin da bambini. Lì ti dicono solo che dobbiamo essere forti, che dovrai gestire la pressione. E di vincere. Sempre”.

Il francese è però fiducioso sul futuro, ai giovani spetterà un cambiamento già innescato con l’ingresso degli psicologi nei club: “Non si rendono conto di quanto sia pesante ogni giorno. Solo adesso credo che le cose stiano iniziando a cambiare. È da poco che i club coinvolgono gli psicologi. E’ un bene: i giovani possono aprirsi e parlare della loro vita professionale, ma anche personale”.

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aristoteles
aristoteles
3 mesi fa

torna a lecce che ti passa tutto e ritornerai alla giovinezza.

Ilnazario
Ilnazario
3 mesi fa

Vieni a vivere nel Salento e guarirai dai mali che ti affliggono

Commento da Facebook
Commento da Facebook
3 mesi fa

Sei un grande uomo e sorella di Maurizio Battista ciaoooo 😘

Carla
Carla
3 mesi fa

A LECCE AVEVI RITROVATO TUTTO..LA SCELTA DI LASCIARE LECCE È STATA FORSE SBAGLIATA,, AMBIENTE RIVITALIZZANTE E IDONEO PER UN FINALE DI CARRIERA..MA LO STESSO SEI SEMPRE NEI CUORI SALENTINI,,TORNA,, ANCHE COME DIRIGENTE SAMUEL

Mario
Mario
3 mesi fa

Ritorna da noi a giocare nel Lecce ti aspettiamo a braccia aperte.
Forza campione

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