Tiribocchi: “A Lecce fischi all’inizio, ma la promozione fu top”

L’ex attaccante, tra le altre, anche del Lecce ha concesso un’intervista alla Gazzetta dello Sport

Simone Tiribocchi si è raccontato nel colloquio con Francesco Pietrella. Oggi commentatore in tv, l’ex centravanti è anche allenatore del Città di Brugherio in Seconda Categoria. Legato al calcio di una volta, definito “vero, autentico” in una lettera al figlio del 2018, il Tir ha rivissuto le tappe principali della sua carriera.

Il calcio giovanile

Tiribocchi spiega lo sfogo: Non è cambiato nulla nel calcio giovanile. C’è l’agente che porta i soldi per far giocare un suo assistito, chi paga per giocare e via così. Mio figlio ha 13 anni e si diverte dei dilettanti. Quando perde o sta in panchina mette il muso come il padre. Io definito freddo e introverso? Sono stato un cinghi alone silenzioso. Debuttai in A col Torino il 9 settembre 2001 contro il Brescia di Baggio. Non ebbi il coraggio di chiedergli la maglia. Fino ai 26-27 anni sono stato così. Rifiutai l’Inter a gennaio 2006. Dissi che fui un cog….? Sì. Ho avuto paura. Moratti stravedeva per me”.

Calciatore del popolo

L’ex punta si rivede nella definizione e continua: “Oggi mi dicono che avrei segnato 30 gol con Nazionale e così via? Non so. Sono sempre stato poco mediatico. Alla Lazio da romanista? Non ho mai sentito una rivalità. Vedevo da vicino i campioni di Cragnotti e nel 2006 segnai due gol a Peruzzi contro la Lazio. Li cercavo da tanto”.

Conte e il Lecce

Tiribocchi incrociò Antonio Conte all’Atalanta: “I suoi allenamenti erano degni dei Marines. Gian Piero Ventrone ci distruggeva. Una volta vomitai, dovevi lavorare al di sopra del 90% delle tue capacità per un tot di tempo. Purtroppo fu esonerato dopo 13 partite, ma fisicamente volavamo. Io in A a 26 anni? Un po’ mi dispiacque. Con Pillon al Chievo arrivammo sesti e finimmo quarti con Calciopoli”. E poi il discorso sul Lecce, dove segnò 42 gol in due anni e mezzo: “Questione d’incastri. Fui pagato 3 milioni, il ds Angelozzi e il presidente Semeraro mi volevano. E in più c’era Papadopulo, che stravedeva per me. All’inizio fischi, ma la promozione in A fu top”.

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Sergio
Sergio
3 mesi fa

Forse il Tir si confonde con un’altra piazza, lui a Lecce non ha mai preso fischi. Lui venne dopo l’esonero di Zeman che nella sua seconda esperienza salentina non fece una bella figura e a gennaio la squadra venne rivoluzionata; nuovo allenatore, nuova squadra e in più i nostalgici di Zeman che mugugnavano. Era l’anno di Juve, Napoli e Genoa che ” dovevano” salire e quell’anno a Lecce non c’era entusiasmo, ma lui non fu mai fischiato. Mi piacerebbe capire perchè ogni volta che parla del Lecce sembra sempre che si debba togliere più di qualche sassolino dalle scarpe dimenticando che nel Salento è diventato un calciatore vero. Irriconoscente

Last edited 3 mesi fa by Sergio

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