Il momento in casa Lazio è segnato da un’evidente instabilità, dentro e fuori dal campo. Mentre la squadra di Maurizio Sarri si prepara alla sfida di campionato in programma al Via del Mare contro il Lecce di Eusebio Di Francesco (il quale ha più volte sottolineato come la sua squadra debba essere concentrata esclusivamente sul match), l’attenzione dell’ambiente biancoceleste è catturata da una situazione societaria sempre più complessa.
Mercato
Sul piano sportivo, la gara imminente potrebbe rappresentare l’ultima apparizione con la maglia della Lazio per alcuni protagonisti. Dopo le partenze già definite di Castellanos e Guendouzi, anche Mandas e Romagnoli sono indicati come prossimi all’addio, pur essendo attesi regolarmente in campo per l’incontro in Puglia. Un clima di incertezza che si riflette inevitabilmente sul gruppo squadra.
Contestazione
A rendere ancora più teso il contesto è il rapporto ormai logoro tra tifoseria organizzata e dirigenza. Nelle ultime ore si è consumato un duro confronto tra la Curva Nord e la società, con i gruppi del tifo che avevano inizialmente chiesto di attendere ulteriori sviluppi prima di decidere se entrare allo stadio in occasione della gara contro il Genoa. Da parte dei vertici del club, la risposta è stata improntata all’annuncio di possibili provvedimenti.
La Curva
La replica dei tifosi non si è fatta attendere. È stata infatti comunicata la decisione definitiva di non entrare allo stadio contro il Genoa, lasciando intendere che le modalità della contestazione verranno valutate di volta in volta. Nonostante l’assenza sugli spalti, l’appuntamento per seguire insieme la partita resta fissato a Ponte Milvio, nel tardo pomeriggio del 30 gennaio.
Parallelamente alla protesta, sul web ha preso forma anche un’iniziativa civile. È stata lanciata una petizione online indirizzata al presidente del club, ideata dai giornalisti Alberto Ciapparoni e Federico Marconi, con l’obiettivo di manifestare il diffuso malcontento per l’attuale gestione societaria. In poche ore l’adesione ha superato quota 15 mila firme, segnale di un disagio profondo e condiviso da una larga fetta della tifoseria laziale.
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