Tre punti importantissimi per la classifica che dovevano arrivare in qualunque modo. Il fatto che siano giunti dopo una traversa di stampo quasi rugbistico con una pennellata magistrale al 90’ da calcio piazzato che ricorda altri tempi e altri interpreti (da quella mattonella Chevanton realizzò contro il Milan uno dei gol più iconici della sua bellissima storia) lascia ricordi in più che servono a dare forza.
La base del successo è stata ancora una volta l’equilibrio difensivo. L’Udinese, salvo il rigore nato dallo sciagurato intervento di Gaspar, non ha bussato dalle parti di Falcone se non con due fiammate di Zaniolo. Nella ripresa, il Lecce ha attaccato con tanti uomini con palloni che pesavano negli ultimi venti metri.
I dati totali
Gli ospiti hanno prodotto pochissimo in termini di pericolosità: lo 0.89 di xG è frutto quasi totalmente del rigore-gol di Solet (0.06 nel secondo tempo). Il Lecce ha chiuso con 1.48 di xG frutto di 16 tiri (5 in porta di cui 4 nella ripresa più il palo di Gandelman, 3 grandi occasioni, 5 fuori, 6 fermati, 8 dall’area e 8 da fuori) contro i 6 bianconeri (1 in porta, 4 fuori, 2 dall’area, 4 da fuori).
La manovra del Lecce ha prodotto pressione (7 corner a 0 e 21 falli a 9 compiuti) e tanti cross poco precisi (8 su 28 a destinazione contro 0/8 dell’Udinese che senza Davis non è riuscita a poggiarsi sull’attaccante durante le ripartenze). 61% di passaggi offensivi ok contro 47% raccontano di una partita poco gradevole tecnicamente in cui il totale dei passaggi per le due squadre si è fermato al 70% (71% Lecce con 268/377, 70% Udinese con 236/339).
Sugli scudi
Il primo gol italiano di Omri Gandelman, propiziato dallo stop errato di Karlstrom, è giunto in un’altra prestazione di sostanza e colpi: 3 tiri (come Ramadani), 0.50 di xG personali, 5 palloni in area avversaria toccati, 13 contrasti aerei e 19 contrasti (secondo dietro ai 20 di Bayo). Atta si è acceso solo ad intermittenza: primo per dribbling (8, 4 riusciti) e contrasti a terra (13). Molto propositivo Gallo: primo per cross riusciti (71%, 5), passaggi lunghi riusciti eccezion fatta per i portieri (4, 40%), numero di passaggi offensivi (25) e passaggi offensivi riusciti (18, 72%).
Sottil ha lavorato da apriscatole: 0.40 di assist previsti, 2 grandi occasioni create e non convertite in gol da Cheddira e Tiago Gabriel e ben 13 cross personali. Il simbolo dell’equilibrio del Lecce, vista anche la partita altalenante di Gaspar (male nel rigore causato ma salvifico nel secondo tempo quando ha tolto un gol già fatto a Gueye), è ancora Tiago Gabriel: 83% di contrasti aerei vinti (5), 3 intercetti, 11 respinte difensive.









Ancora una volta, appena e rientrato BANDA si e vista la differenza in attacco, l’ho gia detto e l’ho ribadisco malgrato qualche cartellino giallo , BANDA e il migliore da sempre