Giampiero Ventura analizza la sfida tra Cagliari e Lecce partendo dai suoi ricordi personali: Ā«Un tuffo nel passato, una fase della mia vita piena di ricordi piacevoli, i rapporti con le squadre, ma anche quelli con la gente, Porto Cesareo un angolo di paradiso, il fascino della cittĆ barocca come Lecce. Forti anche le emozioni che mi regala l’Isola sarda, il Sant’Elia, qualcosa di straordinario in ripensare la promozione in serie AĀ».
Passando all’attualitĆ del campionato, l’ex tecnico sottolinea l’importanza cruciale del match: «à una partita il cui risultato – a parer mio – ĆØ più importante per il Lecce visto che dopo avrĆ due gare difficilissime contro Inter e Como. Ć una partita che per i salentini ĆØ una sorta di crocevia che può lasciare il segnoĀ». Ventura riflette sulla condizione psicologica dei giallorossi, notando un cambiamento netto rispetto alla opaca prestazione contro il Torino: Ā«Ho visto il Lecce di Torino e non mi ĆØ proprio piaciuto, mi pare che sia stata, in quell’occasione, una squadra che girava a vuoto, senza fuoco dentro, senza determinazione, ingredienti che ha poi ritrovato al Via del Mare contro l’UdineseĀ». Il tecnico non risparmia critiche ai mugugni della tifoseria verso l’attuale allenatore: Ā«Conosco bene la passione esaltante dei tifosi giallorossi. Ma non mi pare opportuno mugugnare sulle scelte dell’allenatore, sulle sue decisioni tecniche. Per raggiungere l’obiettivo salvezza ĆØ importante la condivisione della serenitĆ . Il Lecce ha giĆ la forza della societĆ . Il supporto morale della tifoseria ĆØ l’aiuto che serveĀ».
Ventura mette in guardia anche il Cagliari, sottolineando che «i sardi, a loro volta, non possono permettersi distrazioni, anche se probabilmente in questo momento pagano alcune assenze importanti», ribadendo che in questa bagarre finale nessuno può dirsi tranquillo, poiché la lotta per non retrocedere resta imprevedibile.








