Lecce con la difesa a tre: il crash test Como non va

La sconfitta, netta, sulle rive del Lario è nata dalle scorribande sulla destra di Jesus Rodriguez

Un uomo in più per proteggersi dagli attacchi del Como. L’idea non ha sortito gli effetti sperati. Per fare il possibile in una partita contro la squadra che, dati alla mano e impressioni vissute negli ormai quattro precedenti in A in due anni, si sta rivelando la più difficile da affrontare il Lecce, non è bastato cambiare interpretazione.

Primo tempo da mal di testa

Il vantaggio di Coulibaly non ha cambiato l’andazzo della gara sin dai primi minuti. Il Como ha surclassato la difesa ospite, più che con il palleggio e la tecnica individuale, con le verticalizzazioni per Jesus Rodriguez, spina nel fianco della retroguardia disegnata da Di Francesco con Danilo Veiga, Siebert, Tiago Gabriel, Ndaba e Gallo. Fattualmente, il Lecce ha difeso a cinque e la densità di uomini non ha contenuto la prolificità delle stelle di Fabregas.

Dopo lo 0-1, Jesus Rodriguez ha mancato un rigore in movimento e, dopo soli 3′, Douvikas ha pareggiato. L’ex Betis ha messo la freccia e, nel finale, Kempf su punizione ha già messo distanza al 44′. Nel secondo tempo, Di Francesco ha ridisegnato la sua squadra tornando alla difesa a quattro. Falcone ha salvato la porta in due occasioni, ma, complice anche la maggior propensione al palleggio del Como per difendere il risultato, c’è stata meno sofferenza.

Le spiegazioni

L’allenatore giallorosso non si è nascosto dietro un dito in conferenza stampa. Aver fatto avvicinare il Como ai sedici metri ha creato fisiologicamente pericoli, convertiti con un certo cinismo subito in gol. Gli errori sulle scalate soprattutto a destra tra Danilo Veiga, Tiago Gabriel e Siebert sono stati lo squarcio più evidente.

“Con Rodriguez hanno giocato 4-2-3-1 non dandoci molti riferimenti. Siamo stati difficoltà nelle scalate tra Siebert e Veiga – ha spiegato Di Francesco, che poi analizza le azioni prendendosi le responsabilità-. Peccato per i gol presi, dovevamo scappare prima sul primo gol. Nel secondo siamo stati ingenui, nel terzo avevamo alzato l’attenzione sui calci piazzati. I particolari hanno fatto la differenza. ll terzo gol ha determinato il risultato finale. Le scelte sono responsabilità dell’allenatore, avevamo creato difficoltà all’inizio, siamo stati meno bravi a interpretare le scalate sulla destra”.

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Beto89
Beto89
18 giorni fa

Una prova giusta secondo me, fa un po’ ridere averla fatta adesso che abbiamo perso un centrale. Comunque sia fa niente ci sta provare ed anche riprovare. Forza Lecce

Sergio M .
Sergio M .
18 giorni fa

Nn è il momento di cambiare, è da tanto ke giochiamo bene o no ,col 4 3 3 ,l unico cambiamento da fare sarebbe st allenatore 😂

Antonio
Antonio
19 giorni fa

Però abbiamo impattato bene…

LUCA
LUCA
19 giorni fa

Tralasciando la forza del Como che la
la scorsa settimana aveva preso a pallonate la Juventus in casa loro e il risultato poteva essere tranquillamente uno O a 4 al Lecce pesa tantissimo l’ assenza di Gaspar e ieri si e’ visto.. Sibert sarà pure bravo , ma nei recuperi e’ troppo lento e spesso fuori posizione. La coppia Gaspar Tiago Gabriel si integrava benissimo, è purtroppo abbiamo perso una delle poche certezze che avevamo.

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