«Aveva 13 anni, non so neppure io come convinsi il padre Cosimino a dirmi di sì perché temeva che per venire a giocare con me, studiasse di meno. Poi, però, nonostante la fatica per farlo accettare, tutto andò all’aria». Pantaleo Corvino racconta Antonio Conte. Lo aveva preso piccolissimo per il Vernole, poi le cose andarono male.
«Colpa di un mio collaboratore. Io avevo un problema con mio padre che era ricoverato in ospedale e così gli chiesi di andare con il pulmino a Lecce a prendere Antonio per il primo giorno di allenamento. Sa cosa fece? Lo lasciò a piedi, perché non c’era posto a bordo. Doveva venire a giocare nella Gioventù Vernole ma il padre non mi perdonò lo sgarbo del mio autista. Però, pure io non lo avrei fatto. Non avevo dubbi che avrebbe fatto il percorso che ha fatto».
Il Lecce
Corvino – che su Il Mattino (intervista disponibile anche online) – si racconta, svela un altro aneddoto. Antonio Conte avrebbe dovuto chiudere la carriera a Lecce. «Avevamo firmato a Milano il contratto. Lui dava quasi tutto l’ingaggio in beneficenza, ma il tempo di rimettersi in macchina e mi arrivò il suo messaggio che rinunciava dopo aver visto una contestazione di un gruppo di tifosi. Io insistetti ancora, ma poi capii che non c’era nulla da fare».









Ma la società ha capito che Lecce ed i veri tifosi del Lecce odiano Conte o bisogna ricordarglielo anche sabato prossimo????
i fatti dicono che e’ un buon allenatore ma quando sul 4 a zero balli la macarena ….
Mesciu Cosiminu(una grande persona..)era un tipo d’orgoglio,come Antonio,bravissimo uomo!
Eh… sempre colpa dei tifosi…