LECCE UDINESE – «È chiaramente una partita difficile. L’Udinese viene da quattro sconfitte consecutive e non sta attraversando un momento felice, vive un momento di crisi in classifica. Tuttavia, resta una squadra con esperienza, molto fisica e che sa palleggiare bene: a tutti gli effetti una mina vagante in cerca della propria identità. Per la squadra di Di Francesco può essere una gara da non sbagliare, ma il Lecce ha le qualità per rispondere presente, anche fuori casa. Il Lecce è abituato a queste situazioni e sa bene che la salvezza passa proprio da questo tipo di partite».
LA DIFESA – «Fino all’anno scorso la difesa è stata sempre uno dei punti di forza su cui si è appoggiato il Lecce. Falcone è stato costantemente tra i migliori portieri della categoria e i centrali — come Baschirotto e Gaspar quest’anno, o Umtiti in passato — hanno garantito grande solidità insieme al centrocampo, compensando le difficoltà del reparto offensivo. Quest’anno, invece, la squadra sta incassando qualche gol di troppo e la retroguardia deve tornare a essere quella degli anni passati, ma c’è Tiago Gabriel che è un giocatore sul quale la squadra può fare grandissimo affidamento».
L’ATTACCO – «Chiaramente la gente sperava che Geubbels riuscisse ad ambientarsi immediatamente, un po’ come fece Krstović, ma finora i fatti parlano chiaro e gli attaccanti non hanno ancora trovato il gol. Bisogna però avere pazienza: c’è da aspettare e capire quale sarà il suo reale rendimento quando avrà recuperato la migliore condizione fisica possibile. Tutto sommato, rimango fiducioso, perché ha mostrato numeri interessanti e il suo passato parla chiaro».








