Gotti: “La trequarti? Devo capire chi gioca con chi. Dipenderà dagli interpreti”

Il tecnico presenta la gara di domani alle 15 all'Olimpico Grande Torino

Il cammino del Lecce riprenderà dalla sfida in casa del lanciato Torino. L’allenatore veneto esamina così il ritorno dei Nazionali: “Non siamo stati fortunati, Banda non sarà disponibile, gli africani hanno avuto viaggi di ritorno complicati. Diversi giocatori hanno fatto solo due allenamenti, uno di questi condizionato da stanchezza e recupero. Questa sosta ha dato al nostro Dorgu una grande soddisfazione, condivisa con tutti noi e non solo sua”. E sul modulo: “Non cambierò sistema, ma gli equilibri dipenderanno dalle caratteristiche degli interpreti, dove andrò a prenderli, dove essere più impermeabili, dove cercherò la profondità. Abbiamo tanti trequartisti e devo dosare l’inizio con la gestione della partita. Sarà questa una delle nostre chiavi”.

La sosta è servita al processo di integrazione di tanti nuovi: “Sono state due settimane importanti per tutti. Noi a Lecce avevamo la necessità di far fare la preparazione a tre calciatori arrivati negli ultimi giorni. Sono stati giorni importanti di carico fisico e ora di integrazione con la squadra. La squadra ha cambiato parecchi volti e anche solo rifare le cose fatte con automatismi l’anno scorso non erano scontate. Bisogna riprendere tutto”.

Ante Rebic sarà una carta da giocare all’Olimpico Grande Torino: “Il Rebic che conoscevamo di sicuro è complementare a Krstovic, sia per linguaggio calcistico sia per caratteristiche tecniche e fisiche complementari, la troverei una coppia giusta. Dobbiamo vedere. Rebic ha fatto l’ultima partita vera il 13 gennaio, ha 31 anni, non sono tanti, è integro fisicamente e si allena come un ragazzo, non gestendosi come un veterano. Per la prima volta fa i conti con l’età e con una fase di latenza, vedremo che supporto gli darà il fisico. Altrimenti, non avrei nessun dubbio a schierarlo insieme con Krstovic”.

Su Marchwinski, Gotti descrive: “Rispondo con sincerità, non ho verità assolute da darvi. La mia impressione è che è un ragazzo a cui servirà del tempo per maturare all’interno del nostro contesto. E’ una mia visione, opinione, forse limite”.

Il Torino sarà trascinato da grande calore: “Da fuori sembra un ambiente che in virtù di quest’inizio campionato ha grande entusiasmo, squadra, media, tifosi. Credo di andare a trovare una squadra con grande autostima, verremo aggrediti forte dal Torino. Conosco bene o male tutti i giocatori, è una buona squadra. Dire Ilic, Adams, Sanabria, Ricci…è limitante. Hanno un’idea di gioco messa in campo con efficacia e aver fatto punti crea un effetto di rinforzo positivo”.

Il mister risponde a domande su Hasa e Bonifazi: “Hasa ha caratteristiche diverse da tutti. Nel suo ruolo c’è affollamento di giocatori, lo spazio bisogna guadagnarselo giorno per giorno, ma ha caratteristiche diverse da altri. Ha un suo modo di stare in campo, di relazionarsi coi compagni. Per lui sono state due settimane utili. Bonifazi viene da un percorso operatorio che lo ha fortemente limitato, è un problema di due anni che si porta dietro. Si pensava a una continuità a Frosinone, ma il problema si è riacutizzato fino all’operazione. Ora è troppo presto per riuscire a capire se può tornare quello di Udine”.

Il Torino ha molta forza a centrocampo. Gotti potrebbe schierare un centrocampista in più per schierare la manovra: L’idea di Berisha avanzato sarebbe fattibile, anche altri avanzati per contrastare la manovra, ma non è questione di un solo giocatore. Devo scegliere chi gioca con chi”

Gotti, a un giorno dal suo compleanno, pensa al regalo più bello: “Mi dispiace essere banale, ma chiedo un solo regalo per il mio compleanno. I punti. Io allenatore sono alla ricerca di un’identità ma chiaramente voglio anche i punti. Tre partite in sei giorni dopo? Servirà gestire la rosa, è un po’ troppo presto per le condizioni di tanti giocatori e arriverò a gestire le forze. Per adesso però no”.

Il trainer conclude: “La migliore difesa è l’attacco? Lo pensano in tanti, ma spesso facciamo fatica a considerare la volontà del nostro avversario. Nel lungo termine per squadre come noi che dobbiamo salvarci serve equilibrio. Non dobbiamo essere né troppo difensivi né troppo offensivi. E’ bello che il settore ospiti a Torino domani sia stato esaurito in pochi giorni, nell’ottica dell’entusiasmo mi è dispiaciuto non andare in piazza con i ragazzi delle elementari. Lì l’entusiasmo è naturale non indotto”.

Redazione

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2 anni fa

tutto tranne rafia che i centrocampisti del torino non può seguirli . e troppo lento rafia. buoni piedi ma lentissimo

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2 anni fa

Per giocare in undici lasciare Rafia in panchina.

Core presciatu UL 🇪🇦
2 anni fa

Marchwinski già nel dimenticatoio. Non ci vede in lui. Un peccato davvero!

Bruno
2 anni fa

La questione Gotti-Marchwinsky è da capire. Oudin titolare è un mistero. A due punte non si gioca. Il centrocampo mi sembra piuttosto etereo. Non so cosa pensare…

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2 anni fa

ci basta solo un pareggio e siamo a cavallo

WP60
2 anni fa

Mister se giochiamo con le Due BALLERINE (OUDIN e RAFHIA) x i quali stravedi) a TORINO giochiamo in 9 – Ci vuole MARCHWINSKJ dietro KRSTOVIC e BURNETE se vuoi fare risultato, più centrocampo più Fisico ( il Torino gioca a 5 ) altrimenti facciamo il PELLEGRINAGGIO al Superga!!! Fidati DE UNO CA SAPE 🟡🔴

Violator
2 anni fa
Reply to  WP60

E ca sai sempre tuttu tie..oltre al gossip da bar

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2 anni fa

Mammamia…se perdimu essenu fore tutti li Corvinu numbale e Gotti abbande 🤣🤣🤣

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2 anni fa

Bisogna giocare velocemente.

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2 anni fa

In poche parole, l’allenatore sta dice Ca no sape ce gente tene

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2 anni fa

Più che capire deve scegliere, e sicuramente leggendo tra le righe, sarà un lecce a una punta unica e un centrocampo non sbilanciato in attacco. Amen

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