Chiariamo subito per i lettori distratti fermi ancora al titolo. Contro la Juventus sì incerottata ma sulla carta priva “solo” di 2-3 titolari, il Lecce ha fatto una partita gagliarda e il riferimento alla fortuna fa unicamente menzione ai due grossi rischi sofferti in avvio con altrettanti pali: l’errore di Thuram da pochi passi e il mancino di Conceicao. Appurato che il legno è il più sottile degli sbagli, quindi facente parte del gioco, è indubbio che un eventuale vantaggio bianconero in avvio avrebbe potuto far vacillare il piano partita di Marco Giampaolo.
Il Lecce è cresciuto di personalità e lo ha fatto con il palleggio tanto amato dall’allenatore abruzzese. Le cinque parate di Perin nei primi dieci minuti della ripresa sono arrivate su azioni ben condotte dai giallorossi. Essere capaci di creare pericoli ha aiutato l’autostima dei salentini, intatta anche dopo il fortunato (sic!) gol di Cambiaso con deviazione di Gaspar al minuto 69. Anche rispetto al Venezia, dove a tratti il Lecce ha preso pallonate, la totalità della prestazione è stata di tutt’altra pasta.
Come a Venezia, la svolta è figlia dei cambi del tecnico. Non il tutto per tutto a testa bassa ma ingressi oculati e 3-4-1-2 dal 39’ del secondo tempo. I piedi di Oudin per dare geometrie, Kaba per “frangifluttare” più velocemente e soprattutto Rebic al fianco di Krstovic. La buona vena del croato si è vista già dal delizioso uno-due con Gallo che ha portato al 76’ Krstovic alla conclusione murata da Danilo, a sua volta salvifico per la Juve con un salvataggio prima del recupero. Il gol, raccolto all’ultimo respiro, è il premio più che meritato per il tassello di crescita messo dal Lecce di Giampaolo, apparso più sicuro dei propri mezzi e bravo a leggere il calo fisico della formazione di Thiago Motta complici anche le fatiche di Champions League.
Giampaolo referta 4 punti in 2 partite dal suo ritorno in Serie A. L’allenatore ha giocato bene anche la sua partita a scacchi: Rafia trequartista di copertura su Locatelli, Gallo ai limiti della perfezione contro Conceicao e Coulibaly necessario a far legna. Con Dorgu stoppato da Cambiaso, il trainer ex Milan ha pensato di sfinire la Juventus senza cambi alla distanza (vedasi anche Morente dall’inizio e Pierotti in corsa), riuscendoci con la zampata di Rebic su assist di Krstovic. Serviva centrare il risultato per avvalorare la prestazione e consentire di lavorare con la testa più sgombra. Ieri il Lecce poteva perdere, ma sarebbe stata una sconfitta con rimpianti.









IL Lecce quanti pali e traverse ha preso nelle varie partite? e poi ha anche perso quindi…..
Ti vengono ancora i brividi sulla pelle a vedere lo stadio esplodere di gioia al 93′. È la gioia del popolo salentino, ripagato da un Lecce che ha avuto la grinta e la forza di crederci fino all’ultimo sospiro. Forza Lecce!